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Autori 

Nell’elenco sono incluse le persone e gli Enti che hanno donato 
ad Hennaion pubblicazioni varie provenienti dalle loro biblioteche.


Colianni Rosario
Lo Giudice Giovanni
Pregadio Carmela
Rutella Alfredo
Ferrante Giuseppe
Schepis Giuseppe

Giuseppe Adamo nasce il 22 gennaio 1939 ad Enna dove compie i suoi studi fino al conseguimento della maturità classica. Si laurea presso l’Università “La Sapienza” di Roma in Scienze Geologiche. Insegna Matematica e Scienze presso la scuola media “Pascoli” di Enna ed esercita la libera professione di Geologo. Dal 1970 svolge attività politica e ricopre la carica di Consigliere Comunale, di Assessore, e di V. Sindaco del Comune di Enna e di Consigliere Provinciale. Dal 1974 è impegnato nella promozione della cultura della disabilità collaborando con il CSR-AIAS. Attualmente responsabile del CSR di Enna e ricopre la carica di V. Presidente dell’AIAS di Salemi e di V. Presidente del CTR (Consorzio Siciliano di Riabilitazione).


Il Professore Giuseppe Adamo, Pino per tutti, era un uomo realizzato e un padre felice sin dal giorno della nascita del figlio Antonello, il desiderato maschietto dopo due femmine. Quel giorno fatidico la gioia di essere diventato padre di un magnifico bambino dagli occhi verdi sarà stravolta per sempre dalla comunicazione dal Pediatra: “tuo figlio è affetto da sindrome di Down”. Inizia così un percorso per la conoscenza e per l’accettazione di questa patologia che condizionerà lo sviluppo intellettivo del figlio. Seguirà un processo di lotta per l’acquisizione dei diritti che un paese moderno e civile elabora alla difesa dei più deboli. La sua storia si svolge tra titubanze e franche inadempienze dei rappresentanti delle istituzioni civili, a dimostrazione che, ancora oggi, determinati diritti devono essere conquistati con forza e tenacia.

Dott. Lucio Riccobene – Psicologo e Psicoterapeuta

  Liborio Adamo nasce a Enna nel 1959. Laureatosi in materie letterarie ha sin da giovane ha insegnato in diversi Istituti Scolastici oltre presso la Casa Circondariale di Enna a favore della popolazione detenuta. Al suo attivo diversi lavori di saggistica e di sceneggiatura: Il sogno nel cammino (presentato alla RAI, nell’ambito di un concorso per giovani sceneggiatori), valga come impegno d’impiego nella ricerca di una scrittura di alta valenza civile. È in quest’ambito che va vista la sua collaborazione con il Poeta Vito Lazzara. Ha frequentato corsi di drammaturgia alla Temple University di Philadelphia. Ha pubblicato tre libri: Sicilia Laboratorio di Barbarie (insieme a Vito Lazzara); Leonardo Sciascia tra impegno e Cultura ed infine la sua ultima opera: I disgraziati della terra. I suoi libri sono stati presentati in varie trasmissioni RAI. Persona colta, distinta, disponibile e generosa, sempre alle prese con la ricerca letteraria. Suo punto di riferimento fermo era il Prof. Edoardo Fontanazza al quale dedica la sua ultima fatica. A causa di un malore improvviso si spegne prematuramente alla giovane età di 44 anni. Rimane a suo Fratello Luigi e ai suoi nipoti: Salvatore, Cristina, Roberto e Carmela che vivono in Philadelphia il compito di custodire l'eredità culturale e letteraria di Liborio che riposa in Pace nella tomba di famiglia del Cimitero di Enna
  
  
Salvina Alba è nata nel 1961 a Villarosa (EN). Vive a Enna è felicemente sposata con Vittorio Di Gangi. E’ Laureata in lingue e letterature straniere e insegna nell’I.T.C. “Duca d’Aosta” di Enna. Con un racconto breve, intitolato “Un Ramo Spezzato”, ha vinto nel 2005 il primo premio della sezione narrativa del concorso letterario “Dacia Maraini” di Calascibetta. Ha pubblicato “Più grandi illusioni” (Kimerik), 2006 e “I segreti di Floriana” (Città aperta di Troina), 2007. Con il romanzo “I segreti di Floriana” ha vinto nel 2007 il I° premio del concorso letterario nazionale “G. Perrone” di S. Donato di Lecce, e nel 2008 il I° premio del concorso nazionale di letteratura per ragazzi “Mariele Ventre” di Sasso di Castalda (PT). 

  
 

Angiolo Alerci è nato a Enna l'8 settembre 1929, ha studiato presso l'Istituto Tecnico Commerciale “Duca d'Aosta” conseguendo il diploma di Ragioniere-Perito Commerciale. Revisore contabile, è molto conosciuto a Enna ed in Sicilia per le molteplici attività svolte. Bancario, vincitore di  concorso, ha svolto 35 anni di servizio alle dipendenze della Cassa Centrale di Rsparmio V.E. quando questo Istituto, per importanza, si collocava al 2° posto nella graduatoria della categoria. Ha diretto diverse Agenzie, la Filiale di Caltanissetta, la Sede di Messina ed è stato Ragioniere Generale dell'Istituto. In politica oggi è l'ultimo superstite dei fondatori della Democrazia Cristiana di Enna , ha costituito in provincia il movimento giovanile ricoprendo per diversi anni l'incarico di responsabile e di consigliere nazionale, quando responsabile nazionale era l'on.Giulio Andreotti. Vice Segretario provinciale per diversi anni, è stato candidato della D.C.alle elezioni regionali nel 1963 e nel 1967, conseguendo una personale notevole affermazione. Da giovanissimo ha rappresentato la d.c. nella consulta giovanile all'interno della C.G.I.L. prima della scissione avvenuta a causa dei movimenti connessi all'attentato all'on.Palmiro Togliatti. Ha partecipato attivamente alla costituzione della L.C.G.I.L di cui è stato Vice Segretario Generale fino alla trasformazione della L.C.G.I.L. in C.I.S.L avvenuta nel 1950. Segretario responsabile del  SAFED, Sindacato autonomo tra i funzionari e dirigenti della Sicilcassa. Dal 1962 al 1973 è stato presidente dell'Ospedale Civile Umberto 1° di Enna, portando la struttura alla massima efficienza ed il numero dei posti letto da meno di 200 a oltre 600. Artefice della designazione della contrada Ferrante per la costruzione del nuovo ospedale. Nello stesso periodo è stato Vice Presidente dell' AROS ,Associazione  regionale ospedali siciliani e membro di commissioni della FIARO, Federazione Italiana delle associazioni regionali degli ospedali. Presidente della Croce Rossa Italiana dal 1994 al 2009 ha organizzato il servizio di emergenza 118 nelle province di Enna, Agrigento e Caltanissetta, portando ad Enna la sede amministrativa del bacino che gestiva circa 800 operatori di soccorso e personale tecnico ed amministrativo. Ha creato il Club nautico di Pergusa nel periodo in cui le acque consentivano manifestazioni di sci nautico e di motonautica  di importanza nazionale. Consigliere e Presidente della società sportiva calcio Enna quando la squadra  militava in campionati nazionali. Consigliere per oltre venti anni dell'Ente Autodromo di Pergusa.  Al suo interessamento , per i rapporti con l'allora Ministro del Turismo on. Domenico Magrì, si deve se dal 1968 la televisione ha ripreso sempre in diretta la più importante della manifestazioni: Il gran premio del  Mediterraneo. Socio fondatore del Lions Club di Enna è stato per ben tre volte Presidente, Tesoriere Distrettuale, Revisore dei conti distrettuale, Presidente del consiglio dei revisori del multidistretto ITALY. Da presidente ha gestito sia  la commemorazione sia il 25° anniversario della fondazione del Club che il 50° anniversario, alla presenza di tutti i Governatori dei distretti italiani e del Presidente Internazionale  Wayne A. Madden  in visita ufficiale in Italia

 

Questo volume mi è particolarmente caro, caro perché ha come oggetto le parole e i pensieri di Angiolo Alerci che con la sua capacità comunicativa ha saputo sensibilizzare ed educare le istituzioni ed i cittadini in una fase estremamente complessa della nostra storia politica. Un volume a me caro anche perché scritto da una persona che, passando da una profonda conoscenza della storia, attraverso le sue lettere ha saputo offrirci una sottile analisi e, soprattutto, le soluzioni riguardo gli oscuri problemi politico sociali del nostro paese. Un libro che rappresenta il tentativo di cogliere l'impronta vera delle discrepanze tra il sistema amministrativo politico e la realtà. Un lavoro di analisi dei fatti puntuale, chiaro e mai asettico, in grado di interpretare la morale e la  situazione, frutto "di una indignazione, un'inclinazione personale e di un'etica fondata sul rigore, sulla serietà, e sul senso di responsabilità verso le generazioni future". 
rivolgo ad Angiolo Alerci  che io oserei definire “uomo libero e ricercatore” La sua verve vitale, la sua vis polemica e le sue critiche acute e mordaci, spesso anticipatorie di verità, ne hanno fatto un "libero ricercatore", ma mai uno asservito, nonostante non mancarono nel suo passato suggestioni e tentativi in tal senso, sempre decisamente rifiutati. Un sodalizio di attitudini e capacità attraverso i quali ha espresso le sue risorse e messe al servizio della cultura. Dalle pagine del libro emergono in particolare i conflitti permanenti tra politica, realtà e i veri problemi della gente che mettono in evidenza i veri mali dell’amministrazione della cosa pubblica. Gli scritti che compongono il volume restituiscono chiaramente l'ampiezza, la ricchezza e la profondità del suo pensiero. L’opera letteraria spazia su argomenti di estrema attualità: l'analisi dei sistemi partitici e la loro evoluzione, la "personalizzazione" degli stessi, i fenomeni trasformistici, il percorso delle riforme costituzionali, la crisi economica e il suo impatto sulla governance italiana ed europea, il federalismo, il terrorismo, solo per citare alcune delle tematiche affrontate. Si tratta di una scelta interessante e fruttuosa, che consente di effettuare un'analisi da una pluralità di punti di vista: quello della politica e quello del diritto della gente.Il libro ha voluto appartenesse soprattutto ai giovani ed a tutti gli ennesi ma anche a tutti coloro che amano questa città nonostante le sue infinite contraddizioni. Questi, in sintesi, alcuni degli aspetti che emergono dagli scritti di Angiolo Alerci.

Lucio Riccobene Psicologo e Psicoterapeuta

 

 



Rivista realizzata dal Presidente del club Angiolo Alerci per celebrare il 50° anniversario della fondazione del Club di Enna alla presenza del Presidente Internazionale del Lions Wayne A. Madden, in visita Ufficiale in Italia. Per la particolare occasione erano presenti ad Enna anche i diciotto Governatori dei  Distretti Lions d'Italia




                                                         
 






Il Presidente del Club Alerci dona al Presidente Internazionale Wayne A. Madden una preziosa riproduzione del Ratto di Proserpina del Bernini









 



 


















La lettura di questo libro offre una sintesi efficace del repertorio di temi che contribuiscono a definire l’identità culturale di Angiolo Alerci e presenta contestualmente alcune questioni su cui sarà chiamata a pensare la città di domani ricordando così a tutti noi le sfide culturali che continuiamo ad avere di fronte, a livello locale, nazionale e internazionale. Un tema ricorrente attraversa, a parer mio, l’intera produzione dell’Autore: il rapporto tra “partecipazione” e “responsabilità”, che poi caratterizza il concetto stesso di democrazia, al punto che la loro dialettica si trova all’inizio di ogni discorso come condicio sine qua non per poter parlare di democrazia. Gli scritti di Angiolo Alerci evidenziano coraggiosamente come la partecipazione, in breve, viene snobbata nei luoghi stessi del suo dialogo con la responsabilità. I luoghi della decisione democratica si accreditano nella partecipazione ma di partecipazione sembrano anche soffrire: per stanchezza, per mancanza, per addomesticamento, per fastidio, per assenza di desiderio. Angiolo Alerci ha un modo del tutto particolare con cui interpreta il proprio ruolo di uomo di cultura in un dialogo costante, pacato e determinato, col mondo circostante. Con la nutrita mole di articoli, discorsi e commenti che ha prodotto fino ad oggi, ci ha accompagnato, facendoci in qualche modo da guida, con razionalità e passione, con imparzialità e partecipazione, con la chiarezza e la forza del pensiero che lo contraddistinguono, nel labirinto della nostra contemporaneità. Riconosciamo ad Angiolo il merito di un lavoro paziente di formazione di una coscienza pubblica capace di dialogo, cui si è dedicato da sempre con lo stile sobrio che lo caratterizza, senza eccessi di specialismo o di accademismo, disposto a parlare a tutti, senza barriere di linguaggio o di ideologia. A questo ha aggiunto un tratto umano tutto suo: un’apertura agli altri, una disponibilità all’ascolto e all’incontro. Insomma una “voce” capace di trovare le parole per orientarci nel presente facendo un buon uso del passato, dando costantemente conferma che non esiste differenza fra storia antica e moderna: la storia è sempre contemporanea. Un grazie e un messaggio. Erasmo da Rotterdam ne L’elogio della follia scriveva: “Tutto ciò che comporta fatica è per ciò stesso apprezzabile a parer loro”. Tu, Angiolo, puoi oggi dire di aver fatto la tua parte. Adesso, non rimane altro che aspettare di veder apprezzata la tua fatica.
Dott. Vincenzo Di Natale

 

15 maggio 2016, LA 54^ CHARTER DEL LIONS DI ENNA

Alla presenza delle maggiori cariche lionistiche del Distretto, il Lions, Club di Enna ha celebrato il 54° anniversario della sua fondazione. La serata si è sviluppata seguendo le tradizionali forme con i discorsi della Presidente del Club Angela Arengi che ha svolto la sua brillante relazione sull'attività del Club e con gli interventi di rito da parte delle Autorità Lionistiche presenti ed in particolare quello del Governatore Francesco Freni Terranova. Nel corso della cena conviviale il socio Charter Member Angiolo Alerci , creando sorpresa e attesa nei presenti, ha fatto dono del suo libro “IL LIONS INTERNATIONAL COMPIE CENTO ANNI. Contributi e considerazioni di un Charter Member dopo cinquantaquattro anni di appartenenza”. Angiolo Alerci ha celebrato la sua prima Charter da Presidente nel 1969, mezzo secolo di vita all'interno dell'Associazione e quindi testimone di eventi, di difficoltà, di soddisfazioni, di successi ma, sopratutto, di amicizia. Oltre mezzo secolo  anche di storia della nostra società e della nostra città. Ha voluto quest'anno essere particolarmente vicino al suo Club con la pubblicazione di questo libro che anticipa l'ufficiale celebrazione del centenario della fondazione del  Lions Iinternational, avvenuta nel 2017. Ancora una volta è riuscito a suscitare in tutti quell'entusiasmo che unisce gli uomini attorno alla parola “amicizia”. Fedele al motto del Lions “ noi serviamo” ogni giorno è attento ai problemi della gente, li ascolta con il cuore e progetta con la mente le soluzioni che potrebbero sollevarli dalle difficoltà, realizzando con impegno quanto sia possibile fare per aiutare il prossimo.

Lucio Riccobene

Recensione di Umberto Rodda
Dal titolo si potrebbe erroneamente dedurre che trattasi di un saggio che elenchi pedissequamente vicende e fatti dall’inizio del secolo. Il libro del lion Angiolo Alerci è diviso in due argomenti fondamentali. L’uno riguarda lavita lionistica dell’Autore che, connessa con le vicende del L.C. di Enna, è stata ed è intensa: Charter Member, Presidente 1968/69 con la celebrazione della VII Charter alla presenza dei Governatori dei Distretti italiani, Presidente del 1987/88 con la celebrazione del 25° anniversario della Charter, ancora Presidente nel 2012/13 e membro di diverse commissioni distrettuali. L’altro argomento riguarda fatti e analisi socio-culturali. I temi sono molti, fra i quali la riforma ospedaliera, il segreto bancario, il futuro delle province e altri ancora. Il segreto bancario è analizzato sotto diversi profili, con riferimento alla Magistratura civile e penale, ai rapporti fisco-contribuente. Sono significativi gli accenni ai sistemi di altre nazioni. Il riferimento alle province non è casuale, sottolinea il disagio che si estende a tutta la Nazione, per un argomento spesso oggetto di dibattiti per il quale sono state proposte diverse soluzioni, anche legislative, ma nessuna ha trovato una degna conclusione. Questi Enti oggi vivacchiano con pochi compiti specifici, spese a parte. E’ rilevante che l’autore abbia riportato la dichiarazione  dell’on. Mammì che risale al14 gennaio 1970 (sono trascorsi 47 anni): “ L’unico Paese delle nostre dimensioni con quattro livelli elettivi sarebbe appunto l’Italia, altri paesi non ce ne sono” “E ancora non esistevano i consigli di quartiere” è tutto ancora attuale. Il saggio, culturalmente rilevante, è diviso in capitoli di agevole lettura, e costituisce nel suo significato storico uno sguardo panoramico su realtà significative del nostro tempo. L’opera conclude con un cenno alla biografia dell’Autore  ed è completata da fotografie che ne illustrano le vicende.




Ho già ho avuto il privilegio di scrivere l’introduzione per un precedente libro di Angiolo dal titolo “Il Lions International compie cento anni. Contributi e considerazioni di un Charter Member dopo cinquantaquattro anni di appartenenza”.

Un libro che riporta moltissime relazioni conviviali del Club su interessanti temi che riguardavano il nostro territorio, ma anche argomenti relativi alle ricorrenti crisi verificatesi nell’arco degli ultimi cinquant’anni. Allora commentai testualmente che l’Autore “ ha un modo del tutto particolare con cui interpreta il proprio ruolo di uomo di cultura in un dialogo costante, pacato e determinato, col mondo circostante”. Quest’ultimo libro, in continuità con quello pubblicato con lo stesso titolo nel dicembre 2015, contiene ulteriori articoli pubblicati da Angiolo e ci consente di acquisire una visione ancora più ampia di questa massiccia e unica impresa di collezionismo dell’attuale politica locale e nazionale. Non è inutile ricordare come, in che modo sia nato, giorno per giorno, questo libro strutturalmente vicino ad un collage. Angiolo l’ha portato avanti per settimane e settimane con l’ostinazione di un impegno quotidiano. Ad avviare il volume è un articolo del 17 ottobre 2015 dal titolo “La riforma del Senato”, a congedarlo è un articolo del 1° febbraio 2017 dal titolo “ Paolo stai sereno”. Pagina dopo pagina ci si trova in un viaggio vivacemente divulgativo dove l’informazione incontra l’attualità. La sincerità di Angiolo a volte abbaglia e sconcerta. Le annotazioni quasi giornaliere dell’Autore, che occupano circa duecento pagine, sono un fiume in piena gonfio di giudizi umani e  giornalistici, di osservazioni che nascono come fotografia della realtà-attualità, ma divengono qualcosa di più, sovente molto di più. Talvolta, a giudicare dalla sua scrittura stilisticamente molto vicina alla chiacchiera, si ha l’impressione che Angiolo faccia salotto con se stesso. Sembra, leggendolo, che egli stia parlando davanti ad uno specchio. Le sue osservazioni giornalistiche, anzi da “cronista”, dove occorre, sacrificano la forma alla spontaneità. Angiolo fa dell’informazione sui temi dell’attualità e della politica un imprevedibile inchiostro che sorprende e tiene continuamente desta l’attenzione. Con lui, credo di poter affermare, non ci si annoia mai. Semmai si può essere tentati di polemizzare, di controbattere o al contrario di essergli più vicini, per saperne di più, per solidarizzare. La risposta alla domanda “perchè si sc rive?” il celebre Fitzgerald una volta rispose : “ è un mondo per gli altri. In definitiva, quando si crea un mondo tollerabile per se stessi, si crea un mondo tollerabile per gli altri”. Il mio amico Angiolo ha spessi occhiali che permettono di vedere oltre e altro; egli mette tale capacità a disposizione di quanti desiderano fare di ciò il cumulo per un’ utile eredità.

Vincenzo Di Natale



 



 
Lino Alerci
Ho due vite. La prima a Enna dove sono nato il 22 agosto 1954. Qui ho giocato, studiato (laurea in pedagogia), mi sono innamorato e ... sognato, come tanti, anzi: come tutti. Tra i tanti sogni c'era anche quello -fascinoso, intrigante, coinvolgente- di scrivere. Fino al 1980. Poi, verso la fine di quell'anno ho preso il treno che mi ha portato a Milano per lavoro: impiegato alle poste. Salendo su quel treno entravo nella mia seconda vita, quella che ti concede la maturità, la moglie, una figlia, le rate del mutuo, la macchina... però ti toglie il sogno, la follia, il gusto dell'anticonformismo. Adesso vivo nell'hinterland milanese. Ogni anno vacanze rigorosamente a Enna, perchè le radici non puoi perderle e la sicilianità è una seconda pelle. In quella prima avevo scritto un romanzo, in questa seconda vita ho deciso di pubblicarlo approfittando del fatto che internet offre buone piattaforme di self-publishing; o forse per coltivare la pazza illusione di riprendere il... sogno.

Essere stati troppo giovani nel ’68 e troppo vecchi nel ’77; vivere in una meschina provincia siciliana dove i ras politici democristiani dettano le regole e stabiliscono le norme che regolano la vita dei loro elettori-sudditi; ritrovarsi nel 1980 a 25/26 anni ancora senza un lavoro né uno status, con alle spalle i miti degli anni ’70 in decomposizione; temere di piombare nell'incubo piccolo borghese che tritura e annienta i candidi, virginei idealismi; sentirsi ai margini di ogni cosa, soprattutto a quelli della storia che li tollera a malapena e non li riconosce e non li rappresenta. È questo l’”essere” di un gruppo di giovani che pur con le loro miserie e debolezze, in quel contesto avrebbero voluto cambiare la meschina provincia, la Sicilia, il Meridione, insomma: il mondo. Ma è il mondo che ha già cominciato a cambiare la loro vita: sono dei perdenti che il riflusso sta trascinando verso un “essere” che cede al “male” della passività, del disinganno, della morte, anche se no sarà quella biologica. È una specie di fermo immagine, la storia è minimalista, ed è raccontata con il linguaggio della rabbia, della disperazione, dell’impotenza di chi non è riuscito a seguire fino in fondo l’insano sogno di cambiare tutto.

 

Anni ’70, anni di feroci ideologismi e di duri scontri politico-culturale. Il PCI di Enrico Berlinguer è in forte espansione: sta portando avanti un progetto politico strano per la cultura marxista di allora: il compromesso storico, ovvero un’alleanza tra la componente comunista, quella cattolica e quella socialista che lo porterà ad essere la più notevole forza comunista nell’Europa Occidentale. Il pensiero gramsciano, cosi, conosce in quegli anni interpretazioni “di destra” o “di sinistra”, tendenti, le une e le altre, a dare un’idea di un PCI ancora sotto i postumi “leninisti” o, all'opposto, un PCI ormai avviato verso un “revisionismo” socialdemocratico. Tra le due interpretazioni, naturalmente si pone anche quella “ufficiale” del partito che tende, attraverso una lettura del testo gramsciano di una alternativa politica, a giustificare criticamente, storicamente e politicamente il compromesso storico. Questo testo non ha la pretesa di essere esaustivo dell’intero pensiero gramsciano di per sé estremamente vasto e complesso; ma analizza il concetto di nazionale proprio nel momento in cui il PCI stava facendo il massimo sforzo per identificarsi come una delle parti politiche in grado di sviluppare un modello politico e culturale innovativo per unificare il Paese attraverso il coinvolgimento della classe operaia

                                            

Giuseppe Algozino ha insegnato inglese presso l'I.T.C. di Enna ma ha avuto sempre interessi giornalistici. Ha collaborato al quotidiano L'Ora ed ha fondato due testate giornalistiche nella nostra città: il settimanale Ottogiorni, il mensile Nuova Sicilia. Ha diretto per alcuni anni Henna, la rivista del Comune. Sempre nella nostra città ha dato vita ad altre iniziative culturali: St. George's School ed un Centro per l'insegnamento del francese. Ha pubblicato con Armando editore, Roma, un'antologia della sua esperienza giornalistica col settimanale Ottogiorni. Con la casa editrice Target è autore di "Una bella storia in Sicilia", un'esperienza positiva di una provincia che non vuole arrendersi: la nascita su dei vagoni abbandonati di un museo della civiltà contadina e dell'arte mineraria ad opera del capo stazione di Villarosa, Primo David. E' stato editor della casa editrice Target curando la pubblicazione di opere molto importanti.

  
  
 Eugenio Amaradio, avvocato ed appassionato di storia e narrativa, è nato ad Enna e vive tra questa Città e Catania. Ha ricoperto parecchi incarichi professionali di prestigio tra cui la Presidenza della Commissione Tributaria e del Co. Re. Co., Comitato Regionale di Controllo, di Enna. E’ stato componente dell’Assemblea Nazionale dell’O.U.A., Organismo Unitario dell’Avvocatura per conto del quale ha curato per alcuni anni la rivista “Avvocatura”. Per il Rotary Club di Enna ha coordinato “Ennarotary”, rivista socio-economico e culturale della Provincia di Enna ed ha curato, quale Segretario della Giuria, tutte le edizioni del Premio di Letteratura Umoristica “Umberto Domina”. Ha pubblicato nel 2006, con questa Casa Editrice, il libro “La Ribellione di Castrogiovanni contro il Vescovo di Catania – Un episodio di storia siciliana del 1627”, saggio storico illustrato da Bruno Caruso e poi nel 2011, con ilmiolibro.it del Gruppo Ed. L’Espresso, il volume “Ero Balilla” – In Sicilia nel 1943”, testo di ricordi e critica storica.

  

 “Recensione di Cosi mai visti né ‘ntisi – Eugenio Amaradio”Eugenio Amaradio è un noto Avvocato di Enna che si è già cimentato con la letteratura avendo già pubblicato nel 2006, con la Lussografica, “La ribellione di Castrogiovanni contro il Vescovo di Catania” con le pregevoli  illustrazioni di Bruno Caruso che ne fanno un libro d’arte. Nel 2011, con ilmiolibro del Gruppo Editoriale l’Espresso ha pubblicato un altro libro storico “Ero Balilla” ‘In Sicilia nel 1943’ in cui si parla dello sbarco degli Americani in Sicilia con particolare riferimento alla occupazione della città di Enna che era sede della sesta armata e quindi obiettivo militare privilegiato per i bombardamenti dei terribili quadrimotori delle forze anglo-americane. Ora ritorna sulla ribellione della città di Castrogiovanni  del 1627 contro il Vescovo di Catania Innocenzo Massimo Romano con un romanzo storico “Cosi mai visti né ‘ntisi” ‘Nella Sicilia del ‘600’ ancora con i tipi della casa editrice Lussografica di Caltanissetta  e con i pregevoli  disegni di Bruno Caruso. Ottima l’idea di mettere all’inizio di alcuni capitoli, i versi del poemetto di Fra Gieronimo Pane e Vino che tratta, appunto, della rivolta di Castrogiovanni. Il libro contiene una postfazione del Professore Liborio Termine che è ampiamente esaustiva e che, da sola, basterebbe a spiegare la bellezza e il senso del libro. Il Professore Termine parlando della normalità e della tendenza dell’ennese a seppellire il ricordo della storia che considera ‘naturalità’, afferma: “Credo che questa caratteristica spieghi la ragione per cui l’epica non si adatti all’ennese, perché non trova innesti né nel modo in cui snoda la sua vita nè nella visione che della vita egli ha. Non sorprende, dunque, se all’ennese manca un sentire romanzesco e perciò non riesce a fare dell’esistenza, delle trame stesse del suo svolgersi, “romanzo”. Non mi sembra davvero un caso che sia proprio Savarese a darne ampia dimostrazione: lui che, avendo assunto ciò che è propriamente ennese come natura narrativa, non è mai riuscito a farne un vero romanzo. AMARADIO CI RIESCE, IL ROMANZO LO FA. E ci riesce proprio perché, preso il “fatto”, non lo abbandona un momento. Lo assume come struttura primaria, “fonte” che punteggia lo svolgimento narrativo e, allo stesso modo, “fonte” dell’invenzione romanzesca che non vi è mai esterna né vi si sovrappone. Si  istituisce così un’architettura che ha qualcosa di eccentrico e di intrigante, e che a me, ennese, siciliano, risulta molto familiare”. “La struttura, continua il Professore Termine, molto  mi ricorda i quadri del cartellone del cantastorie ciascuno dei quali si apre al “cunto”, che nella voce e nel corpo del cantastorie si fa narrazione e drammatizzazione. Allo stesso modo, appunto, in cui, nel testo di Amaradio, il reperto storico, il documento che dà certezza del fatto, nel suo fare da “introduzione”, diventa via via sipario e scenografia che scopre e anima lo svolgimento romanzesco a cui è sostanza l’uomo, il suo sentire, il suo patire”. Detto questo voglio subito entrare nel cuore del libro che, parlandoci della rivolta di Castrogiovanni  contro il Vescovo di Catania Innocenzo Massimo Romano, ci descrive la società siciliana del seicento che vive sotto il terrore della doppia inquisizione della Chiesa e del Governo spagnolo. Il quadro che ne viene fuori è desolante e drammatico e fa impallidire la narrazione manzoniana che descrive una società lombarda ingiusta, oppressiva, mafioseggiante che, però, non ha i connotati terribili e assurdi dell’inquisizione. Le vessazioni che subisce il popolo di Castrogiovanni sono inaudite e il Vescovo, con la scusa di voler raddrizzare i costumi della popolazione, in ossequio al Concilio di Trento, impone nuovi balzelli che la gente non può sopportare per cui è costretta alla ribellione che scoppia nell’anno 1627. Lo stesso prelato Don Cesare afferma a tal proposito: “Certo bisogna pur riconoscere che la responsabilità di quanto stava accadendo era del Vescovo e del suo Assessore Fiscale. Costoro avevano perseguito il loro scopo di procacciarsi del denaro a tutti i costi e a scapito della povera gente. Era come se avessero voluto estrarre altro succo da un limone spremuto”. Le accuse che venivano mosse agli abitanti di Castrogiovanni  erano di concubinaggio, di avere rapporti sessuali prematrimoniali, di convivenze illegittime, di figli avuti fuori dal matrimonio e di altre irregolarità che, in quel tempo, erano normali e accettate da tutti. Il Concilio di Trento aveva proibito tutte queste illegittimità e il Vescovo, forte della Controriforma, aveva sanzionato i cattivi costumi con ammende esose che dovevano servire a rimpinguare le casse della Curia. E’ da dire che, ancora oggi, il concilio di Trento tenta di far valere le proprie antiche ragioni. Nella vicenda si inserivano anche le lotte fratricide dei baroni e nobili del tempo per la conquista del potere, i soprusi dei potentati locali, le condizioni di vita miserevoli della gran massa della popolazione. Per descrivere la società del tempo ci soccorre ancora Don Cesare che afferma: “…che i tempi erano cambiati, che ormai non c’era alcun ordine sociale, né educazione e rispetto reciproco, che tutti si trovavano esposti alle angherie dei più forti…” “….La Sicilia, forse per la sua posizione al centro del Mediterraneo, era sostanzialmente indifesa per cui periodicamente era stata invasa dal potente di turno. I vari dominatori il più delle volte avevano sfruttato le sue ricchezze e non si erano interessati di altro. Anzi l’avevano abbandonata al suo destino nelle mani dei piccoli potentati locali. Costoro, in eterna lotta tra di loro, nel vano tentativo di prevalere uno sull’altro, non erano mai riusciti a liberarsi dagli stranieri. Spesso avevano chiamato i n loro aiuto un altro straniero che immancabilmente era diventato il nuovo dominatore. La più grave conseguenza di tutto ciò era stata la carenza di un potere centrale che avesse potuto efficacemente governare. Così era rimasta in vigore solo la legge del più forte e il pesce più grande aveva mangiato sempre il pesce più piccolo. Per avere un minimo di giustizia e protezione si era dovuti sottomettere al vicino più forte che, a sua volta, aveva messo in atto angherie ancora più pesanti. L’ordine e la giustizia erano diventati parole vacue e la convivenza sociale era andata allo sfascio. Questa volta era venuto un Vescovo ad angariare la povera gente. Domani sarebbe potuto venire magari un nobile, come questo Barone Petroso. E poi chi sa altro”. Don Cesare, dopo avere ricordato la ribellione, che aveva cercato di fermare, “confessò che in cuor suo l’aveva approvata. Aveva giustificato l’ira del popolo che aveva subìto oltre alle angherie del Vescovo anche  i soprusi della sua corte. Non si potevano e non si dovevano più accettare passivamente le ingiustizie altrui. Bisognava lottare con tutti i mezzi perché si garantisse l’ordine anche in questa terra martoriata”. Intanto il popolo, spinto anche da alcuni notabili che avevano interesse a cambiare l’ordine costituito, si ribella e costringe a fuggire da Castrogiovanni il Vescovo che ivi si trovava in visita pastorale saccheggiando palazzi e le prigioni da cui furono fatti uscire i carcerati. La reazione fu violenta. Viene inflitta la scomunica e viene mandato a Castrogiovanni il giudice Antonio Costa che, con la sua ferocia, attrezza la camera di tortura e manda in carcere nobili e popolani i quali ultimi vengono duramente condannati mentre i nobili escono dalle patrie galere pagando qualche multa. Alla fine il nuovo Vicerè Francesco Fernandez de la Cueva concede la grazia ai condannati, viene ritirata la scomunica e a Castrogiovanni ritorna la pace una pace armata per evitare altre questioni che si vedono all’orizzonte. Si vis pacem, para bellum. Questa è la nervatura principale del libro che però è molto ricco, complesso, e riesce in maniera pregevole a dare la dimensione del secolo terribile che è il seicento della controriforma e dell’inquisizione. La narrazione si svolge a incastro ed è una composizione di storie che potrebbero vivere ognuna a se stante ed essere oggetto di  racconti lunghi. L’uccisione del tenente Remirez occupa lo spazio di un vero e proprio romanzo autonomo da cui viene fuori uno spaccato di quella società dominata dall’usura, dalla corruzione, da rapporti di uomini del potere con donne di ogni tipo, da vendette, da intrighi, da una giustizia sommaria capace di fare morire nelle patrie galere persone che nulla avevano fatto di illegale. Il Capitano Filippo Trifirò conduce le indagini e fa una lista di sospettati che avrebbero potuto avere interessi a uccidere il tenente e tra questi c’è Turiddu Trebastoni, la cui madre era l’amante del Tenente, Marino Giacona usuraio, Gigino Zappalà, don Giuseppe Ribera la cui donna era stata importunata dal Tenente, Matteo Filino che viene arrestato, che confessa il delitto per poi ritrattare. Matteo, forse innocente, viene lasciato nel castello di Castrogiovanni dove si suicida, senza che nessuno conoscerà mai la verità sula morte del Tenente Ramirez. Un altro capitolo del romanzo è la storia di Agata e dell’amore di Gilberto per questa delicata fanciulla. La storia è veramente drammatica e lo scrittore Amaradio ci riserva tante sorprese e colpi di scena che mi ha riportato alla fantasia sfrenata di Camilleri che inventa situazioni impensabili. Le pagine sull’amore di Gilberto per Agata sono certamente le più toccanti del libro e la fine della ragazza è quella che si addice alla società del XVII secolo in cui sarebbe stato inconcepibile che un nobile potesse sposare una popolana e questo anche se i nobili, in fondo, erano peggiori degli altri. Don Filadelfio sostiene che “Un gentiluomo era tale se aveva una moglie e dei figli legittimi e una o più mantenute con dei figli illegittimi, che aveva adeguati e consistenti debiti, principalmente di gioco; che aveva  o aveva avuto parecchi procedimenti giudiziari e in particolare una causa di divisione ereditaria o, comunque, civile della durata di almeno un ventennio”. Agata fa un figlio con il suo promesso sposo, che muore prematuramente. Per questo suo peccato viene incarcerata e liberata da Don Federico che le dà ospitalità nella sua casa dove il figlio di Don Federico se ne innamora senza che questi abbia la forza di manifestare il proprio amore. Poi Agata torna alla sua famiglia e subisce tante amare vicissitudini che la portano alla morte, dopo che Gilberto le manifesta il proprio amore  che era ricambiato in silenzio dalla povera Agata. Io sono certo che gli attenti lettori del libro sapranno cogliere la bellezza di queste pagine manzoniane che ci rivelano uno scrittore attento, consumato nell’arte dello scrivere, smaliziato, che sa usare anche la tecnica del giallo per tenere appeso il lettore al libro e ai fatti narrati di cui vuole conoscere la conclusione. Ho letto gli altri libri di Amaradio che ho anche recensito positivamente ma questo lavoro lo consacra scrittore a tutto tondo anche perché, come ha scritto, il Professore Termine, Amaradio ha dato alla città di Enna il suo libro.  Un libro aggiungo io che ridà alla città di Enna la sua dimensione ‘epica’ e il senso della ribellione che ha radici profonde nel suo Euno che seppe ribellarsi all’occupazione dei romani. E poi è da aggiungere che il libro è frutto di una ricerca storica attenta e meticolosa che ha portato l’autore fino ai segreti archivi del Vaticano e agli archivi provinciali e regionali della Sicilia per attingere notizie sul Vescovo Innocenzo Massimo Romano e su quella rivolta di popolo che dà senso e dignità a un popolo che trova la sua ragion d’essere nella storia antica e recente, appunto in Euno e in coloro che hanno assaltato il Castello per cambiare la loro vita e liberare i loro prigionieri, anche se in Sicilia i processi di cambiamento durano secoli. L’assalto alla Bastiglia, che ha dietro l’illuminismo, è più conosciuto ed è diventato simbolo della nuova era borghese, l’assalto al Castello di Enna, meno noto, assurge a simbolo di riscatto, a simbolo della dignità di un popolo che il libro epico di Amaradio  vuole valorizzare e considerare nel suo giusto valore simbolico. E infine ritornando alla forma di cui parla Liborio Termine a cui la struttura del libro ricorda i cartelloni dei cantastorie io aggiungerei che il libro contiene in esso tanti soggetti teatrali o cinematografici. Si può trarre un’opera cinematografica dalla storia della rivolta, un altro film può essere tratto dalla storia di Agata e  Gilberto, che ha qualche tratto in comune con la storia di Renzo e Lucia soprattutto per la cornice storica in cui i due avvenimenti si sono consumati. Un giallo potrebbe essere tratto dalla storia dell’uccisione del tenente e dalle indagini per scoprire l’assassino. Per le scene ha provveduto lo stesso Amaradio che, in certi momenti, raggiunge livelli eccezionali. L’incipit del libro ha sapore sciasciano ed è una vera e propria scena da film: “Angilo arrancava dietro le due mule che, sovraccariche di paglia, s’inerpicavano lungo il rapido sentiero della Scalazza. Questo era una scorciatoia che portava al paese molto più rapidamente della trazzera che scorreva sinuosa sui fianchi del monte. Le cicale, che sino a qualche ora addietro con il loro stridio avevano assordato le sue orecchie, ora tacevano. Il sole andava tramontando dietro le colline e indorava la massiccia mole tufacea della montagna. Di tanto intanto, allorchè egli non riusciva a tenere il passo delle mule per lo spossamento accumulato in una giornata di duro lavoro, si appendeva alla coda di una di esse e si faceva tirare nella salita. Ma appena si accorgeva che la mula cominciava ad affaticarsi eccessivamente, lasciava la presa e ricominciava a seguirla stancamente, cercando di non farsi distanziare. Spesso si girava a guardare se suo fratello Mariano, che seguiva con altre due mule altrettanto cariche, tenesse il suo passo. Con una grossa vociata, lo richiamava a non restare troppo indietro”. Un regista che volesse fare un film troverebbe la scena bella e descritta da uno scrittore che diventa pittore; e di questi quadri è pieno il bellissimo libro di Eugenio Amaradio che merita una platea nazionale. Chiuppano, lì 24.8.2015 Gaspare Agnello


  
Sandro Amata  n
asce a Troina nel 1956, si trasferisce a Enna nel 1970, si laurea all’Università di Bologna in Storia Orientale con una tesi di laurea in Archeologia Fenicio – Punica, frequenta il corso di Specializzazione in “Archeologia Orientale” dell’Università La Sapienza di Roma.Ritornato ad Enna inizia a collaborare con le Soprintendenze di Agrigento, Caltanissetta ed Enna nel campo degli scavi archeologici, concentrando i suoi studi sulla presenza punica nel centro Sicilia e sugli aspetti legati alla numismatica siculo – punica. Dal 2007 è responsabile scientifico dello scavo archeologico nel sito greco – arcaico di Monte Giulfo a Villarosa (En). E’ stato docente all’Università Kore di Enna per le discipline di Egittologia, Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente e  Archeologia Fenicio – punica.

Pubblicazioni:

 1) "Un pendente in vetro da Caltagirone", in "Studi di Egittologia ed Antichità Puniche", n.4, Bologna 1989. 2) "Monete puniche nelle collezioni italiane- Enna Museo Alessi", in "Bollettino di Numismatica", vol. II, Roma 1989. 3) "Montagna di Marzo, Lugar entre el mito y la historia", in "Revista de Arquelogia", n.135 , Madrid 1992. 4) "Cozzo Scavo (Caltanissetta). Rapporto preliminare della campagna di scavo 1993", in "OCNUS", Bologna 1994. 5) " Gela, Piazza Calvario. Giugno- Luglio 1992", in " Kokalos", n.XXXIX-XL- 1993-1994,  Tomo II, Palermo 1996. 6) "Vetri della collezione "Cammarata" di Enna", in "Studi di Egittologia ed Antichità Puniche",  n. 15, Bologna 1996. 7) "Catalogo del Museo Archeologico di Gela", AA.VV., Caltanissetta 1999. 8) “Storia del < Mons Martius>”, in “Il Sole24Ore”, n. 56, Milano 27 febbraio 2000 9) "La collezione Cammarata. Nota preliminare per lo studio di una collezione punica di Sicilia" in atti del IV Congresso Internacional de Estudios Fenicios y Punicos", Càdiz 1995, Cadice 2000 10)”Da Malpasso a Cacarella”.  Itinerario archeologico di Calascibetta, Enna 2001. 11) "Cozzo Scavo: i rinvenimenti numismatici delle campagne di scavo 1993 e 1996", in "Kokalos"  XLIII-XLIV - 1997-1998, Tomo II 1, Roma 2002. 12)”Villarosa. Itinerario archeologico del territorio, Enna 2002 13)”Parliamo di archeologia,…ma delle pendici”, in “ENNA Provincia”, Anno V – n. 7-8,  Enna 2002 14) “La Mesogheia e il mondo Punico nella Sicilia di età Ellenistica”, in Atti del V Congresso Internazionale di Studi Fenico-Punici, Palermo 15) La collezione  Cammarata.Le monete puniche . Enna 2007. Monografia. 16) Morgantina e il mondo punico, in “Il Museo Archeologico di Morgantina - Catalogo” (Enna 2014). 17) Il sito archeologico di Monte Giulfo, in “Villarosa, le emergenze architettoniche e gli itinerari turistici del territorio, manufatti e siti da valorizzare, Villarosa 2015. 18) ENNA: l’area del castello di Lombardia e il Santuario di Demetra, in “Studi in onore di Carmela Angela Di Stefano” in corso di stampa. In corso di studio: 1)  Monte Giulfo. Le campagne di scavo 2007-2009. 2) L’insediamento rupestre di C.da Canalotto a Calascibetta. 

Angelo Anzalone, nasce a Enna nel 1984. Ha conseguito la Maturità Scientifica presso il Liceo P. Farinato di Enna e si è laureato in Giurisprudenza all’Università Kore di Enna. Ha effettuato soggiorni di studio presso il Centro Interdipartimentale di Ricerca in Storia del Diritto, Filosofia e Sociologia del Diritto e Informatica Giuridica dell'Alma Mater Studiorum di Bologna e presso il Campus Giuridico dell’Università di Bayreuth (Germania). Nel 2012 ha conseguito il Dottorato Internazionale di Ricerca in Filosofia del Diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Cordoba (Spagna), ove svolge le sue attività di docenza e ricerca. Profondo conoscitore dello spazio intellettuale di Felice Battaglia, illustre figura del post-idealismo italiano, si occupa prevalentemente del dibattito filosofico-giuridico contemporaneo e delle nuove frontiere del diritto.
  


  
Michele Anzalone nasce a Enna nel 1912. Ha frequentato il liceo Ginnasio "Napoleone Colaianni" di Enna dove nel 1929 conseguì la maturità classica. Ha vissuto e lavorato a Bologna, dove ha esercitato la professione di medico e di docente universitario. Ha alternato il suo impegno nella professione con la sua passione per la letteratura. È morto a Bologna nel 1984. Ha pubblicato diversi libri di narrativa come: Tra poco è giorno; Il Sasso e l’erba; Finchè c’è luce. Fra le sue opere di maggior pregio “ Favole a Castroforte” in cui, tra storia e favola, racconta vicende, episodi pubblici e familiari della Città di Enna in cui nacque e ove trascorse gli anni della primissima gioventù. Ha pubblicato: Tra poco è giorno, 1972; Nozioni di Patologia respiratoria, Esculapio, Bologna, 1972; Il Sasso e l’erba, Longo, Ravenna, 1974; Finchè c’è luce, Forum, 1975; Negli orti della Regina, M. Boni, 1977; Favole a Castroforte, Città armoniosa, Reggio Emilia, 1979; L’Umana compagnia, città armoniosa, Reggio Emilia, 1982. Ha ricevuto, nel 1983, il Premio Napoli per l’Umana compagnia (1982). Gli è stato assegnato il premio Euno, dal Kiwanis Club di Enna, alla sua prima edizione nel 1985.
 
                      



 

Giuseppe Aprile nasce a Vittoria nel 1924. Medico e Psicanalista. Membro  del centro Italiano di Sessuologia occupandosi  per lunghi anni di Psicanalisi. Ha scritto numerose opere scientifiche insieme a Caterina Kolosimo. Per oltre 20 anni apprezzato medico condotto a Enna dove riceveva i pazienti nello studio di piazza Duomo






  
 
Giuseppe Ardica nasce a Enna nel 1971, giornalista. Si è occupato di cronaca nera e giudiziaria. Oggi lavora a Rai Parlamento.    










Roma, 10 luglio 1976. Otto e trenta del mattino. Nel quartiere africano di Roma, c'è una Fiat 124 parcheggiata contro mano. Dall'auto scende un uomo che impugna un mitra, fa qualche passo e spara. L’obiettivo è un altro uomo che si accascia senza vita. La vittima è Vittorio Occorsino, un Giudice. L’assassino si chiama Pierluigi Concutelli. Gli anni di piombo visti da un protagonista, da un “cattivo”. Pierluigi Concutelli, pluriergastolano, ex terrorista nero ed ex comandante militare del Movimento Politico Ordine Nuovo, in questo libro si racconta senza sconti. Spiegando le ragioni di scelte così tragiche e il perché dell’utopia della rivoluzione armata che scaraventò l’Italia in un clima da guerra civile. La vita da clandestino, le rapine, gli omicidi. Dagli anni delle scazzottate in piazza con i comunisti fino alle pistole a al sangue. Infine, l’arresto. Il 13 febbraio 1977 gli uomini dell’antiterrorismo circondano lo stabile nel centro storico di Roma, in via dei Foraggi. Concutelli è in trappola. In manette davanti alle telecamere della Rai, si dichiara prigioniero politico e da quel giorno conoscerà solo il carcere. Pierluigi Concutelli non si è mai pentito e non si è mai dissociato dalla lotta armata. Ha 63 anni e quattro ergastoli da scontare (per insurrezione e per gli omicidi Occorsio, Buzzi e Palladino)

   
Erano tutti ragazzioni. Tutti tra i tredici e i sedici anni. Tutti o quasi cresciuti in ambienti malavitosi. Tutti con un destino segnato. Tutti avrebbero dovuto sedere ancora tra i banchi di scuola e invece, tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta, diventano il braccio armato della "Stidda", l'organizzazione criminale nata da una costalo di Cosa Nostra e diventa in pochissimo tempo la "padrona" della parte meridionale dell'isola grazie al traffico di droga, alle estorsioni e alle esecuzioni spietate. Nel libro si incrociano le loro storie e le loro confessioni davanti a un tribunale dove raccontano in un crescendo di violenza, che forse non ha eguali, come si sviluppo la Stidda. Due di loro già a quattordici anni vengono cooptati dalla cosca prima per attentati incendiari e poi per uccidere i nemici del clan, i commercianti che non si piegavano al pizzo e uomini delle forze dell’ordine. Nel caso di uno, per esempio, c’è un episodio terribile: per il tredicesimo compleanno il padre gli regala la prima pistola, commissionandogli anche il primo omicidio. Sullo sfondo una Sicilia quasi da girone infernale
                                                              

Salvatore Argento  nacque ad Enna l’11 novembre 1921 . Nel 1945 sposa Filippa Riccobene con la quale ebbe due figli: Enrico e Ornella. Partecipò al conflitto della seconda guerra mondiale con il grado di sottotenente, fu fatto prigioniero dei tedeschi e deportato nel campo di concentramento e sterminio di Dachau dal quale riuscì a fuggire. Da partigiano aderì alla guerra di liberazione. Quando fece ritorno alla propria città di Enna intraprese gli studi presso l’Università degli Studi di Catania laureandosi in Giurisprudenza. Per un breve periodo si dedicò alla vita politica con grande impegno nelle fila del Partito Comunista candidandosi alla Camera  dei Deputati dove risultò essere il primo dei non eletti dopo Togliatti raccogliendo quasi 13000 consensi. Ebbe l’onore, durante tale esperienza, di frequentare ed essere amico di Ingrao, Togliatti e Pertini facendo nel contempo la conoscenza di artisti di fama mondiale quali Guttuso. Dopo una parentesi lavorativa come funzionario presso la Cassa Mutua Nazionale decise di partecipare al concorso di Magistratura ed al concorso per   Notaio superandoli entrambi, optando infine per la professione di Notaio, classificandosi nella relativa graduatoria fra i primi posti dei vincitori. E’ stato per quaranta anni il notaio con il maggior numero di atti rogati e repertiorati in provincia di Enna e della Sicilia. Nel 1963 viene chiamato da tutte le istituzioni locali a redigere l’atto costitutivo “dell’Ente Musicale Autonomo Castello di Lombardia”. Stampato dalla Tipografia La Moderna e pubblicato dal Comune di Enna.  Appassionato di arte moderna e numismatica fu considerato in Italia uno dei più importanti collezionisti siciliani.  Il 12 febbraio del 2012 ci lascia per Riposare in Pace nella tomba di famiglia nel Cimitero di Enna.

 

Antonio Aveni, nato a Palermo, vive a Enna. Laureato in Scienze Agrarie e in Architettura del Paesaggio, lavora presso la Provincia Regionale di Enna, dove si occupa di Pianificazione territoriale e Gestione Riserve naturali. Oltre ad avere all’attivo pubblicazioni specialistiche, corsi e convegni sul tema dell’Architettura del Paesaggio, coltiva la materia dell’Arte dei Giardini. Tra gli argomenti di suo interesse: la storia locale, la mitologia e il calcio.

 




 
 
Laura Barbano Di famiglia valguarnerese, é nata, “per caso” (la mamma faceva la maestra da quelle parti) a Catania nel 1937. Laureatasi in medicina, é stata primario all’Ospedale Umberto I di Enna dove ha vissuto per lungo tempo. Oltre al volume di racconti di cui riproduciamo un capitolo, ha pubblicato due volumi di poesie: …e la morte ride e L’armonia, cos’è l’armonia.

 Giuseppe Maria Bellomo nasce a Enna e dopo il conseguimento del diploma di Geometra, emigra giovane negli Stati Uniti d’America. Durante la sua lunga permanenza in America divide il tempo tra lo studio universitario nella facoltà di ingegneria civile a New York e il lavoro presso prestigiose società di ingegneria. Rientra in Italia assunto da una multinazionale come supervisore alla progettazione e alla costruzione di impianti industriali, un lavoro questo che gli consente di girare e conoscere molti popoli e molte nazioni del mondo.   Negli ultimi anni ha ricoperto la carica di head office nella sezione opere civili e strutturali di una ben nota società di ingegneria a Roma. Attualmente svolge lavoro di consulenza tecnica e si dedica con entusiasmo a raccontare storie di vita sulla scia delle esperienze maturate nel suo lungo girovagare.  Sposato con due figli, oggi è felicemente nonno.


Le luci dell’alba illuminano la sera è una raccolta di storie che si snodano fra scenari inquietanti che evidenziano inconsce paure e debolezze dei suoi protagonisti. Sono cinque racconti gialli a sfondo psicologico, dove la percezione che i personaggi hanno della vita, riesce sempre a ingannare la realtà che li circonda, spesso a loro insaputa. È una carrellata di eventi che sorprendono i protagonisti e ne offuscano nel profondo la coscienza. Alla fine, solo innato orgoglio e casualità, riescono a sollevarli sul podio dei campioni, a dispetto della loro fragilità










Una raccolta di racconti gialli, una passerella di personaggi loschi e imprevedibili che si mascherano da disinteressati spettatori. Personaggi comuni che mai desterebbero sospetti: pensionati, artigiani, svanite nobiltà, barboni in cerca di riscatto, vecchi in cerca dell’oblio … Sono tutti qui a raccontarci i loro misfatti sotto la pressante indagine di un disinvolto commissario di polizia. 













Sono storie paesane, che raccontano vizi e virtù della nostra gente sullo sfondo di un paesaggio, facilmente riconoscibile come il nostro. Il lago: Un viaggio dei sentimenti a bordo della zattera della vita fra l’indifferenza della gente e l’angoscia del protagonista. Un paese dell’entroterra: un delitto d’onore che solo il tempo proverà che è un grosso equivoco. Un uomo solo in balia degli umori della sua gente. Assassinio al monastero: Un misterioso assassinio che si consuma fra reliquie e arcate cariche di storia, sullo sfondo delle lumine in onore della Vergine Santissima della Visitazione. L’impietosa analisi di sogni e delusioni di vecchi compagni di scuola nella ricorrenza del 50° anniversario del Diploma.


 Gaetano Biondo nasce a Enna 1936. Impiegato Postale. Si appassiona alla cronaca denunciando attraverso il volantinaggio fatti di cronaca locale, Regionale e Nazionali. Raccoglie tutti i manoscritti in un libro e nel 2012 si conceda attraverso l’ultimo volantino dal titolo: “E’ con questo tolgo il disturbo”. Ha scritto e pubblicato il libro di poesie dialettali e non dal titolo: “La Fantasia in libera uscita” 











  

Agata Blanca nasce ad Enna il 24 luglio del 1948. Frequenta il Liceo Classico "Napoleone Colaianni" conseguendo la maturità e poi, sulle orme del padre avvocato e giurista insigne, si iscrive all'Università nella facoltà di giurisprudenza. Dopo due anni del prescritto praticantato supera il concorso per l'abilitazione forense. Nel 1974 vince il concorso nazionale per dirigenti degli Istituti penitenziari e nel 1975 è già Direttore Titolare della Casa Circondariale di Enna. Da lì comincia il suo percorso di giovane e innovativo Dirigente penitenziario in tempi non facili per la popolazione detenuta, che in tante occasioni manifesta per le condizioni inumane della detenzione. Ma è anche l'inizio di un processo di rivisitazione della legislazione italiana. Successivamente con l'introduzione della legge Gozzini, ancora oggi ricordata come un'inversione di tendenza rispetto al passato per l'applicazione reale dell'articolo 27 della Costituzione (che considera la pena finalizzata alla rieducazione e al reinserimento nella società di chi ha sbagliato) Agata Blanca trova il giusto contesto per la sua mission naturale e diventa, anche a livello nazionale, una figura di riferimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, per aver saputo interpretare al meglio la riforma e condurre la Casa Circondariale di Enna con spiccato senso di umanità. La sua esperienza di servizio è costellata di riconoscimenti e apprezzamenti, nonché missioni anche all’estero in relazione alle sue iniziative culturali coraggiose di socializzazione e di migliore utilizzo del tempo trascorso in carcere dai detenuti e dalle detenute, alle quali presta particolare attenzione, iniziative antesignane di un progetto-carcere che tende a restituire alla società il recluso migliorato rispetto all’inizio della detenzione o almeno non peggiorato. Di Agata Blanca, in pensione dal 2006, ha ancora ricordi positivi tutto il personale che ha avuto l'onere e l'onore di starle accanto nella collaborazione istituzionale, ma hanno ricordi indelebili soprattutto tutti i detenuti che sono stati ristretti nella Casa Circondariale di Enna durante la sua direzione, che potevano partecipare a partite di calcio fuori dall'istituto con cittadini ennesi, con le famiglie dei detenuti e la città che faceva da pubblico. Non si contano le rappresentazioni teatrali, la collaborazione costante con la scuola esterna, i corsi di formazione professionale e tante altre occasioni di incontro proficuo fra detenuti e società esterna voluti fortemente dal Direttore del carcere ennese. Tanti di questi incontri e occasioni si sono mantenuti anche negli anni successivi con i nuovi dirigenti. Agata Blanca è anche madre di tre splendidi figli e moglie del Barone del Casale Enzo Cammarata.   Oggi, anche da pensionata, non ha smesso di dare il suo contributo nel sociale con il volontariato e con la collaborazione all’UNITALSI ed al Soroptimist Club ennese, di cui è stata socia fondatrice nel 1981 e presidente tra l'86 e l'88.

   


Il nostro interesse per le minoranze emarginate ci ha indotto a riaffacciarci, a distanza di qualche anno, sul mondo carcerario; quel mondo carcerario che, grazie alla riforma del 1975, non è più concepito solamente come privazione della libertà. L’umanizzazione della pena, il rispetto della personalità dei reclusi, il loro recupero umano e sociale ed il loro reinserimento nel mondo del lavoro voluto dalla nuova normativa, consentono di vedere il carcere come un’istituzione aperta verso l’esterno e non più chiusa in se stessa. Il primo contatto con la Casa Circondariale di Enna lo abbiamo avuto in occasione di una rappresentazione teatrale, “L’Altalena”,  di Nino Martoglio, messa in scena da alcuni detenuti e proposta al pubblico al teatro Garibaldi. L’impegno e la serietà che essi hanno dimostrato in questa loro esperienza di successo, ha dimostrato l’efficacia dei nuovi metodi, quando sono applicati con sensibilità ed intelligenza. Angioletta Giuffrè

 Ottenuta l’autorizzazione del Tribunale di Enna (Reg.77–22-4-1991) e l’autorizzazione  Ministeriale  n°596613/7.7b/90, nell’aprile del 1991 nasce La Rivista Tam - Tam, “Periodico Culturale di formazione sociale a cura della Casa Circondariale di Enna”. Direttore Responsabile Dott.ssa Agata Blanca

Coordinatori: Salvatore Salerno, Giovanni Antoci, Giuseppe Scaravilli, Salvatore Immernano, Pinella Amoruso,  Leli Mazzone, Ida Ardica,  e Rita Sabatino;

Collaboratori: Angioletta Giuffrè, Lina Monica, Maria Rizzo, Francesca Corrao, Giusy Di Giorgio, Giusy Di Prima, Rita Pavone, Ornella Principato, don Vincenzo Di Simone.

Redattori Interni: Mario Di Mauro, Giovanni  Fontanino, Mario Strano, Giovanni Gobbi, Vincenzo Li Pera, Gennaro Nuzzo, Giuseppe Privitelli, Antonio Mazzaferro, Maurizio Nicosia, Alfio Rapisarda, Anna Monteleone, Francesco Pesacane, Rosa Forte, Carmelo Alletto, Felice Finocchiaro Giancarlo Giugno, Antonio Martorana, Pasquale Trubia.

  



Domenico Blanca, nato a Valguarnera il 25/09/1919, ha frequentato il liceo classico "Napoleone Colaianni" di Enna dove nel 1938 conseguì la maturità classica. Subito dopo intraprese l'esperienza del servizio militare, viste le opportunità offerte dal regime agli allievi ufficiali. Si trasferì quindi in Albania e poi in Grecia dove si trovava al momento della dichiarazione di guerra. Al comando di una squadra di soldati, con il grado di tenente, appena ventenne, dovette affrontare scontri a fuoco e assumere la responsabilità di difendere la vita dei suoi uomini. Subì la prigionia in campi di concentramento da cui riuscì a fuggire in modo rocambolesco e mille altre peripezie legate alle vicende belliche che caratterizzarono le sorti dell'esercito italiano tra il '44 e il '46.  Durante il servizio militare conseguì la laurea in giurisprudenza. Finita la guerra e ritornato a casa sposò la signora Maria Stella Mingrino e si dedicò all'attività forense, che praticò con passione nel trentennio tra il '47 e il "77 nel  territorio del Tribunale di Enna e della Corte d'Appello di Caltanissetta come avvocato civilista e penalista. Fu anche Patrocinante in Cassazione.Ritiratosi dall'esercizio della professione si dedicò ad iniziative imprenditoriali nel territorio di Valguarnera, suo paese natale a cui era rimasto affettivamente legato. Si occupò di risanare la fabbrica di fiammiferi SFAS, ed aziende manufatturiere di confezioni che grazie alla sua abilità e competenza raggiunsero livelli di occupazione importanti per l'economia locale. Morto il 18/08/2007, di lui rimangono alcuni scritti che testimoniano l'impegno e la dedizione che profuse nello svolgimento della sua opera umana e professionale: RICORDI LONTANI; manoscritto autobiografico che inizia con i ricordi dell'infanzia e si conclude con il ritorno dall'esperienza bellica. (Depositato presso l'Archivio Diaristico Nazionale di Arezzo). IL CASO DI MARIA; una vicenda giudiziaria che lo impegnò per molti anni della sua attività professionale. Si concluse con successo dando luogo per la prima volta in Italia al  risarcimento da parte dello Stato per un errore giudiziario. IL BOCCONE DEL POVERO (Compie 100 anni a Valguarnera); racconta la storia dell'istituto nato a Valguarnera, come casa per i poveri e orfane e gestito dalle suore bocconiste, che l'avvocato Blanca assistette legalmente, sempre a titolo gratuito, durante tutto il periodo della sua attività. 

   

  
Carmelo Bonarrigo, nasce a Troina nel 1922. Ennese d’adozione, ha frequentato le scuole medie inferiori, il ginnasio e il liceo presso i Salesiani a Catania. Si è laureato in Lettere Classiche presso l'Università Cattolica a Milano. Già docente di latino e greco presso le scuole pubbliche del capoluogo, diviene preside della Scuola media “Giovanni Pascoli” nel 1972, che lascerà dopo vent’anni col pensionamento.  Nei lunghi anni di docenza e di dirigente scolastico si è distinto per il suo impegno culturale. E’ stato un “promotore” di cultura, in special modo con il “Centro Studi Nino Savarese”, e con l’ “Associazione Culturale Ennese” di cui è stato socio fondatore e presidente; inoltre, è socio emerito della Società Siciliana di Storia Patria.  Gli incontri e le conferenze organizzati dal Centro Studi sono il fiore all’occhiello dell’attività da lui svolta in tutti questi anni. Numerose le sue pubblicazioni, in maggioranza imperniate sulla valorizzazione delle opere letterarie dello stesso Savarese.  Si citano: “Ploto, un uomo sincero: una solitudine senza scampo” (1992);  “Agape, Eros atque Caritas in Pietro Farinato, (1994); “Nino Savarese ed alcuni Smeraldi ennesi” (1996); “Nino Savarese, la figura e l’opera” (due volumi, 2002); “Squarci antologici sull’opera omnia di Nino Savarese” (due volumi,2004);  “Storia Veridica di Padre Giovanni dei Cappuccini” edita dall’Officina degli Studi Medievali di Palermo (2008); “Il Codice Diplomatico di Castrogiovanni (2011). E’ stato componente della Segreteria Scientifica dei Convegni tenutesi ad Enna su “Napoleone Colajanni e la Società Italiana fra l’Ottocento e il Novecento” e “Federalismo, Regionalismo, Autonomismo” (sala Cerere, 24/27 giugno 1987). E’ stato membro della commissione giudicatrice, nelle varie edizioni, del Concorso letterario intitolato a Nino Savarese. Ha ricoperto nel recente passato la prestigiosa carica di presidente della “Dante Alighieri”. E’ stato per più anni Chairmen della cultura kiwaniana del Kiwanis International - Distretto Italia, dove ha ricoperto la carica di Luogotenente Governatore.  Ha ricevuto la cittadinanza onorarie della città capoluogo, dove risiede da molti decenni. Lo scorso anno è stato insignito dell’onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana conferitagli da Giorgio Napolitano su proposta della presidenza del Consiglio dei Ministri.
         


 Aldo Bonasera si è laureato in fisica nel 1981 presso l’Università di Catania. Dopo aver conseguito un Master of science presso la Michigan State University e il dottorato di ricerca, ha collaborato con numerose università e istituzioni scientifiche in tutto il mondo. Attualmente è ricercatore dei Laboratori Nazionali dell’INFN, visiting senior scientist presso il Cyclotron Institute della Texas A&M University (Stati Uniti) e membro del board di valutazione scientifica della rivista Nature, nonché professore onorario dell’Università delle Tre Gole, in Cina. La sua attività di ricerca riguarda principalmente la fissione nucleare, la fisica delle collisioni tra ioni relativistici, le interazioni laser-materia, la teoria del caos e le sue applicazioni in fisica, ingegneria e medicina. Ha pubblicato oltre 200 lavori su riviste internazionali.  
  

 

Vincenzo Bruno nacque a Enna il 30 maggio 1943. Ha lavorato come Geometra, tra i suoi numerosi progetti vi è anche quello della Chiesa Evangelica di Enna Bassa. Come insegnante presso l’ECAP di Enna. Notevole Pittore, ottenne vari attestati. Già all’età di nove anni dimostrò di avere talento d’artista, comincio ad eseguire lavori con pastelli a matita ed in seguito usò la tecnica del carboncino. Più tardi sviluppo la tecnica con i colori a tempera ed infine quella con i colori ad olio, ritraendo magnificamente volti di persone. Era ormai un pittore al completo, eppure sentiva ancora di dover misurarsi approfondendo altre tecniche, tra cui ad esempio: quella di utilizzare colori di diverso tipo, penne a biro e dipingendo con le spatole. Aveva 22 anni quando l’Istituto d’Arte di Enna lo onorò dandogli diploma di “Maestro D’Arte”. Amò tanto l’Arte, ma rimase semplice e non ebbe mai ambizioni di grandezza, tuttavia le sue abilità di ritrattista erano apprezzate, infatti in alcune chiese della provincia di Enna sono presenti le sue opere: Il Beato Angelo Lo Musico da Caltagirone e Padre Antonio Vacirca da Chiaramonte Gulfi che si trovano nella Chiesa di Montesalvo di Enna; Il Beato Simone Napoli, Fra Feliciano Monaco, Padre Benedetto Barbusca che si trovano nel Convento dei Cappuccini a Calascibetta. Prematuramente ci lascia per riposare in pace il 23 gennaio 2012.

  
 

Sebastiana Fortuna Buscemi  è nata a Castellammare del Golfo nel 1932. Ha vissuto a Palermo, dove ha compiuto i suoi studi. Da quarant’anni vive ad Enna, dove ha svolto la sua attività di insegnante presso le Scuole Elementari. Da alcuni anni si dedica alla poesia e alla narrativa. Ha partecipato a numerosi Concorsi Nazionali e Internazionali in molte città d’Italia, riscuotendo apprezzamenti e premi. Le è stato riconosciuto il titolo di Accademia <<Dafni>>, conferito dalla Accademia Internazionale Arte, Lettere e Scienze <<Dafni>>. Alcune delle sue poesie sono inserite nelle Antologie, nelle Riviste e nei Settimanali letterari come <<Poeti Oggi>>, <<Tendenze poetiche di fine secolo>>, <<Rivista degli autori>>, <<Oltre>>, <<Gli artisti del giorno>>, <<Sport Ibleo>>, <<Ragusa sera>>, <<Fantasy la torre>>, <<Bollettino>> dell’Accademia Dafni. Tra i più importanti riconoscimenti ricevuti si ricordano: Cesare Pavese, Alfonso Di Benedetto (Senior), Europa ’94, Francesco Barone, Francesco Redi, La Torre, Wolfgang Goethe, Superprestige <<Sicilia>> ’95 Pirandello, Alexandre Dumas, Superprestige <<Verga>> ’96, Trofeo <<Dafni>>, per la poesia e per la narrativa. Trofeo <<Professionalità>> ’95, <<Leaders>> i protagonisti del ’95, Superprestige <<Seleuropa>>, Superpremio <<Paasaporto>>, Superprestige <<Europa 2000>>, Superpremio <<Londra>>, Premio << Nike di Samotracia>>, Superpremio <<Spagna>>.



Alberto Cacciato: nasce a Enna il 5 giugno 1940. Diplomato all’Istituto d’Arte di Palermo ha insegnato materie artistiche nelle scuole di vario grado. Da sempre nutre in seno un verace trasporto per la parola da subirne il fascino sottile tanto del “peso fisico” quanto della leggerezza dei suoi voli semantici. Ha scritto e pubblicato “Orli D’Aringo”. Nella premessa si legge: …il perché di questo afforestare nell’intrico del verso…; io, scrittore di inappartenenza letteraria;… della Poesia che è diluvio d’idrogeni cerebrali incontrollabili; ribollimento di procellosa sostanza che sfiamma da inesauste caldere d’anima”. Ha pubblicato “Il Liberatore Castigato (viaggio breve con Chagall)” e un saggio su Pietro Farinato. 


     

 Angelo Cacciato, Sociologo, Compositore e Musicologo. Nasce  a Enna il 31/3/47. Maturità Classica conseguita presso il Liceo N. Colaianni di Enna, Studi umanistici, filosofici, musicali e teologici nelle Scuole Episcopali di Piazza Armerina e di Palermo (1970); Laurea in Sociologia (Roma 1977), Laurea in Musicologia (Bologna 1984).  Studia presso i Conservatori di Roma e Frosinone e fonda (1984) l’Accademia Musicale Mozart di Ostia, di cui è preside fino al 1992. Nell’estate del 1974 recita la parte del Pianista in Anna Karenina, sceneggiato in 6 puntate prodotto dalla RAI, diretto da Sandro Bolchi, protagonista Lea Massari.  Negli anni 1976-77 è musicista trascrittore per conto della R C A italiana. Nel 1977, con chitarra elettrica, registra colonne sonore composte e dirette da Ennio Morricone. Nel 1979 organizza all’Enalk Hotel di Ostia, il Primo Spettacolo Musicale di fine anno scolastico per i 550 alunni della Scuola Media Statale Marco Polo. Da questa data, l’evento si ripete ogni fine anno scolastico ad Ostia, con coinvolgimento di tutte le scuole elementari e medie della città.   Il 6 luglio 1980, Premio Ostia per il concerto Cultural Folk, chitarra e canto in cinque lingue. Il 19 novembre 1980 esegue alla chitarra classica canti popolari italiani per la Rai italiana nella trasmissione Il Pomeriggio, ripresa diretta. Dal 1980 al 1984 apre a Roma le stagioni autunnali di Tevere Expo sul fiume Tevere, con concerti Cultural Folk, presentando di volta in volta con chitarra e voce: Canti, danze e riti del folklore nigeriano con il gruppo African Cultural Folk da lui fondato; Canti mediterranei, brasiliani, cileni, Folk nord America, Flamenco. Dal 1981 è organista, iscritto alla Venerabile Arciconfraternita S. Maria Odigitria dei Siciliani a Roma, Via del Tritone, 82. Nel 1982 compone e dirige un Musical su S. Agostino, in occasione della venuta di S. S. Giovanni Paolo II nella Parrocchia di S. Monica a Ostia l’8 maggio. Il 15 settembre 1984 ad Ostia inaugura l’apertura dell’Istituto Musicale Mozart che sotto la sua presidenza diverrà presto Accademia musicale. Settembre 1990, nel Concorso a cattedra nelle Scuole Medie Statali, è immesso in ruolo (lex 326/84 art.15) per l’insegnamento della Musica. Nel 1994 è Direttore Artistico della Banda Municipale di Ostia che ospita presso l’Accademia Musicale Mozart di cui è Preside e fonda il gruppo delle Majorette gemellata con la banda. Dal 1994 al 1996 per Nova Radio Roma (Ediz. Paoline) conduce servizi radiofonici: Le Forme musicali; Teatro in musica: Storia del Melodramma, ascolto guidato e illustrato. Queste trasmissioni, riportate in 25 Cd, dal 2002 sono materia di studio per i suoi studenti dell’Università La Sapienza, Roma. Nell’estate del 1995 a Venezia, per conto dell’Enel realizza la colonna sonora Favola medievale per un cortometraggio. Nel novembre del 1996, all’Ospedale San Giovanni Battista dell’Ordine di Malta alla Magliana in Roma, con l’équipe dal Neurologo Prof. Salvatore Giaquinto, in qualità di musicologo, conduce il primo esperimento di Musicoterapia per la Riabilitazione motoria. La collaborazione col Prof. Giaquinto continua presso l’Istituto S. Raffaele di Roma; l’esito di una ricerca di  “Musicoterapia in Riabilitazione” viene pubblicata dal British Journal of Nursing, 25 May 2006. Il 15 settembre 1999, all’Oasi di Troina (Enna) per Europa Nostra, XXXV meeting of the scientific council in Sicily, sotto gli auspici della Commissione Europea presenta, con chitarra e voce, Li Normanni in Sicilia. Il suo poema in forma di chanson de geste, cantato in siciliano, è tradotto simultaneamente in inglese per i rappresentanti delle alte cariche americane presenti. Il 16 giugno 2001 alla Radio Vaticana presenta e illustra le melodie della sua pubblicazione in Cd San Felice da Nicosia. Il 2 ottobre 2001, ospite in RAI 2 di Roma nel programma “Lo Stupore”,   illustra il virtuosismo dei Castrati e la tecnica del “Bel Canto” con l’ascolto di esempi musicali d’immediata efficacia. Dal 2002 al 2004 all’Università di Roma la Sapienza, Fac. di Lettere e Filosofia, insegna Musica, Teatro e Moda, un nuovo modulo didattico da lui ideato e avviato; pubblica per i suoi studenti, testi poetici e letterari per i tipi della Sapienza Editrice. Dal 2003 è direttore artistico della rivista “FREETIME”. Il 20 luglio 2006 all’Aula Magna della Sapienza, Roma, esegue con flauti barocchi, musiche medievali e sue composizioni con chitarra e voce. Il 19 maggio 2007, sue composizioni in un Concerto per Organo nella Chiesa di San Crisogono in Roma Trastevere. Dagli anni settanta ad oggi ha insegnato Discipline musicali in tutte le istituzioni statali di Roma: scuole materne, elementari, medie, licei, Università. Dal 2008 è iscritto all’albo C.T.U. del Tribunale di Roma, in qualità di Consulente Tecnico Musicale e Consulente di Opere teatrali. Dal 2013 insegna alla Scuola Elementare Segurana di Ostia, impegnato nel  progetto “Piccola Orchestra del Recitar Cantando”, i cui protagonisti, cantori, attori e musicisti sono alunni e maestre dell’Istituto. Comprensivo Mar dei Caraibi. Ha pubblicato: Antalya fra religione e cultura,  la storia di Babbo Natale. FreeTime, nov. 2002. Musica,Teatro e moda, un nuovo Stage per l’università La Sapienza ideato e attivato dal Prof. A. Cacciato. FreeTime, giugno 2003. www.freetimemagazine.net Cara Università, buon compleanno. Nel 1303  Bonifacio VIII  fonda lo Studium urbis di Roma La Sapienza. FreeTime, giugno-luglio 2003. www.freetimemagazine.net Musical, origine, valore e significato.  FreeTime, giugno 2003. www.freetime.net  Effects of  music-based therapy. British Journal of Nursing, 25 May 2006.Virtù magiche e terapeutiche della Musica  al servizio dell’uomo. www.amoyoga.it//angelocacciato . Pubblicazioni librarie: Rigina di Terri, Canti del folklore Siciliano, Edizioni Musicali ERREFFE, Roma 1996; S. Felice da Nicosia (1715-1787), in ottava rima siciliana. ERREFFE, Roma 2001; Poesia, Metrica e Generi Letterari, LA SAPIENZA Editrice, Roma 2004; Epopea Siciliana, LA SAPIENZA Editrice, Roma, 2005; S. Giovanni di Dio Consolatore poemetto religioso, LA SAPIENZA Editrice, Roma 2006 col contributo della Reg. Sicilia; S. Cataldo, Reg. Sicilia 2007, S. Lucia, poemetto sacro, 304 endecasillabi in ottava rima; musiche impiantate su melodie arcaiche e modi gregoriani, Barvin Ediz. Musicali, Roma 2009. Pubblicazioni in CD: Rigina di Terri, I Canti della Sicilia nell’anima di un trovatore. Ed. Musicali ERREFFE, Roma 1993; Io e Te Sposi 13 brani per organo e flauto cantati in lingua latina e italiana. ERREFFE, Roma 1994; La Mia Prima Comunione Musiche della cerimonia.  ERREFFE, Roma 1994; Miti, Leggende e Storie di Sicilia, Edizioni Musicali PAGINA 3, Spoleto 1998; S. Felice da Nicosia (1715-1787), Poemetto Sacro in forma di Ludus popolare, ERREFFE, Roma 2001, col contributo del comune di Nicosia e dei Frati Minori Francescani; Le stagioni, Canti Mediterranei, Ed. DOMANI MUSICA col contributo dell’IMAIE, Roma 2007. S. Lucia Vergine e Martire 304 endecasillabi in ottava rima siciliana, Barvin Ediz. Mus. Roma 2009. Le pubblicazioni sono reperibili presso la Libreria Editrice La Sapienza, V.le Ippocrate 158, Roma. Recapito dell'autore: +39 3335092807
         

Tullio Cameli  nasce a Enna  il 4-2-1943, ha vissuto fin da piccolo a Palermo ove ha studiato conseguendo la laurea in Economia e Commercio. Successivamente si trasferisce definitivamente  ad Enna. Messosi in pensione, ha ripreso a scrivere per passione che ha sempre avuto e che ha dovuto abbandonare per impegni di lavoro e di famiglia. Sposato con Rosalba Procaccianti, padre di due figli: Davide e Simona, anche loro felicemente sposati. Ha pubblicato tre romanzi: “Elena Tarchetti” nel 1972; “Tre piccoli passi” nel 1990 e “Il Ritorno” nel 2013. Ci lascia prematuramente il 18 maggio 2014




     

 Vincenzo Cammarata, Barone del Casale.  Nasce  a Catania nel 1948, ma diventa immediatamente ennese di adozione. Il promontorio situato nel centro della sicilia lo affascina fin da bambino e quella terra tanto inospitale diviene per lui la culla dei primi anni di vita. L’adolescenza rafforza questo legame e il Barone Vincenzo Cammarata diviene ad Enna l’amico Enzo di tutti. Si sposa con Agata Blanca con la quale danno alla luce Ugo, Galaria e Stella. Felicemente tre volte nonno di Gemma, Andrea ed Elena. L’amore per lo studio del passato lo avvicina ad’una realtà comunale limitrifa, quella di Piazza Armerina. Qui trova il materiale idoneo alla sua  ricerca. Studioso di Storia antica, la sua passione per le monete lo porta ad approfondire lo studio della numismatica fino a diventare uno dei più profondi conoscitori internazionali della materia. Una cultura quella di Enzo Cammarata che lo porta a diventare in breve un punto di riferimento indispensabile per gli studi univesitari. Vari Atenei rimangono entusiasti delle conoscenze dell’Ennese Barone Cammarata. E così fioccano per lui incarichi a contratto di professore Universitario nelle facoltà di Lettere e di Scienze Politiche dell’università di Catania e nella facoltà di Architettura dell’ateneo di  Palermo. Il mondo accademico ormai conosce e apprezza gli studi di Enzo Cammarata e L’universitas Americana Internazionalis Studiorum Superiorum “Pro Deo il 28 marzo 1996” gli conferisce lauree ad Honoris causa Fine Arts.  Ottiene diversi riconoscimenti di carattere nazionale ed internazionale tra i quali il premio nazionale “Argimusco” per la pubblicazione del libro su Villa Romana del casale stampato in 5 lingue. Studioso, collezionista e profondo conoscitore dei segreti della Villa Romana di Piazza Armerina. Scrive in  diverse riviste scientifiche e culturali. È Componente della consulta dei Senatori del Regno. Nel 2005 nella settecentesca villa di famiglia inaugura, con l’alto patrocinio della Regione Siciliana e della Comunità Europea La Villa delle Meraviglie, “Museo Enzo Cammarata”, il quale contiene  opere di Caravaggio e Michelangelo e tanti altri prestigiose antichità tra le quali: le ceramiche Italiane tra cui un Tondo di Luca Della Robbia.
           
 Paolo Cammarata nasce , nell’antica e mitica Castrogiovanni, oggi Enna, il capoluogo di Provincia più alto d’Italia. Vive in Ancona ormai cittadino di adozione e pensionato del Banco di Sicilia. Ha studiato ad Enna nel glorioso Liceo Ginnasio “Napoleone Colaianni” e nel 1945 a Palermo si è laureato in Giurisprudenza. Ufficiale dell’Esercito ha partecipato in guerra alla cacciata dei Tedeschi dalla Corsica e dalla Sardegna durante la campagna 1943-45. Più che al suo futuro, ormai nonno appagato e felice, guarda con apprensione e tanta speranza al futuro dei giovani istintivamente portato all’analisi umana delle cose buone o cattive del “buon tempo antico”, cose che tanto esaltano i suoi splendidi nipoti anconetani ai quali questo libro è dedicato e per i quali spesso e volentieri stravede.



   


 
Sergio Cancelliere, nasce a Enna nel 1956 dove attualmente risiede e vive con la moglie. E' Perito Elettrotecnico. Vive la sua vocazione Poetica e Filosofica, la sua trasparenza vocativa dei sensi, dei presagi scaturiti da piccoli eventi, dei solchi che i sogni gli lasciano nel cuore, per tentare il pindarico volo, quello che impedisce l'appagamento per mete  raggiunte. tra i numerosi riconoscimenti ottiene nel 2012 il primo premio assoluto al concorso "Milano Streghetta 41° Edizione"

Giovanni Cannarozzo  nasce a Enna il 24 luglio 1938. Da giovane apprende l’arte del Sarto nella Sartoria di Piazza S. Giuseppe del maestro Luigi Savoca. Nel 1957 emigra a Torino per lavorare presso l’Industria manifatturiera della LEBOLE. Dopo aver ottenuto l’impiego a tempo indeterminato ritorna ad Enna per sposare Rosa Castellana, insieme si stabiliscono a Settimo Torinese. Dal loro matrimonio sbocciano due splendidi figli. Nel 2006 scrive il libro autobiografico, “…La Mia Vita…”, e stampa in tiratura limitata non destinata alla vendita. Oggi, quasi ottantenne, Luigi vive con gioia e serenità la vecchiaia in compagnia della moglie Rosa e con l’affetto dei figli e dei diletti nipoti.

 


Maria Angela Casano, nata a Enna il 27 agosto 1975, si è diplomata in Lingue al Liceo Linguistico “Abramo Lincoln” di Enna; nel 2008 ha conseguito l’attestato “Fit in Deutsch”, presso il “Goethe Institut” di Palermo. Ha collaborato – tra l’altro – con “Il Reporter Raccontare oltre confine”, il miglior blog italiano viaggi, per il quale ha scritto diversi articoli su temi legati ai libri e, più in generale, alla cultura. Attualmente  scrive per “La voce di NewYork”, giornale online protetto dal Primo Emendamento della Costituzione USA.  Parla corret­tamente, oltre all’italiano, anche la lingua inglese, francese e tedesca. Sensibile e attenta agli eventi di cronaca della sua Si­cilia, in questa pubblicazione, in qualità di coautrice, contri­buisce a descrivere avvenimenti storicamente e socialmente contestualizzati ravvisando, in ognuno di essi, un disegno che trascende a volte l’umana comprensione e che in ogni caso va approfondito, analizzato e studiato nel difficile tentativo di risalire alla “causa prima”.        

Il sociologo ricercatore e musicologo Angelo Cacciato trovandosi nell’estate del 2004 in Sicilia, seduto al tavolo di un bar, conosce la giovane Maria Angela e ne intuisce subito il travaglio interiore. Lei – superata l’iniziale diffidenza - confida che la causa principale della sua angoscia è il pregiudizio di cui lei e la sua famiglia sono vittime suscitato  nell’ambiente in cui vivono a causa della   vicenda medianica di suo fratello il quale, porta il peso di essere dotato di un’eccezionale sensibilità che lo porta a esplorare il campo del paranormale. Il vivo interesse dello studioso è assecondato. Maria Angela lo invita a passare una giornata presso la sua famiglia. Il sociologo ha subito l’intuizione di trovarsi di fronte a un caso assolutamente sui generis di una rilevanza interessantissima dal punto di vista sociale e psicologico. Riesce a smontare la naturale riservatezza di Pierantonio, il protagonista,  il quale racconta gli episodi salienti della sua vita e alcune esperienze con il mondo paranormale. Da qui  scaturisce una decisione condivisa da tutti: pubblicare questi avvenimenti straordinari. Nasce il romanzo “Misteri e verità nella vita di un medium” i cui  protagonisti sono le esperienze paranormali vissute dall’inesperiente adolescente. Il lavoro, frutto di un’accurata indagine, ricco di molteplici testimonianze, di accostamenti e citazioni storiche, mitologiche e bibliche, si annovera nella categoria del “romanzo sperimentale”, inteso come documento di vita. I due autori Maria Angela Casano e Angelo Cacciato narrano da due punti di vista differenti. La prima, sorella del protagonista, diretta testimone dei fatti, ricostruisce le vicende vissute dal fratello e da tutta la famiglia; il secondo cura la parte sociologica delle molteplici e a volte rocambolesche vicende cercando, nei limiti del possibile, di investigarne le origini e riscontrando – attraverso confronti e citazioni - rilevanti motivazioni storiche e letterarie. La storia è ambientata nel centro Sicilia alla fine degli anni’ 80 e copre un ventennio di vita del protagonista. La vicenda suscita subito tanto scalpore e diviene un caso assolutamente unico e inedito in quell’angusto angolo lontano dal progresso e dal vero benessere. I micro capitoli descrivono le scottanti esperienze di realtà e fenomeni occulti che l’adolescente  si trova – suo malgrado – costretto ad affrontare. Partendo dal sogno premonitore dell’anziana donna nero-vestita, sguardo minaccioso e agghiacciante che con voce infernale pronuncia ripetutamente “non ti darò pace”, al reale manifestarsi nella sera successiva della stessa donna che si rende visibile al ragazzo. La linea tra il reale e il surreale si spezza. L’incontro con Alfio, il vecchio medium di Catania, lo renderà edotto delle facoltà benefiche che egli possiede fin dalla nascita e gli fornirà strumenti che saranno un valido aiuto nel comunicare con l’aldilà. Tutta l’opera è correlata con accostamenti di natura dotta e letteraria. Si riscontra l’analogia con “le ombre dei morti nell’Odissea di Omero”, “Plinio il giovane e lo spirito rumoroso, “La maledizione nel Rigoletto di Verdi”, “Il malocchio di Nino Martoglio” (azione teatrale), “Il mondo dell’occulto di Luigi Pirandello”. Anche le citazioni bibliche sembrano centrare la realtà di questo fenomeno problematico. Problematico a tal punto che l’emarginazione di Pierantonio e di tutta la famiglia risalente agli inizi della vicenda a tutt’oggi ne risente; tuttavia, pare che questa pubblicazione cominci a gettare un po’ di luce - così come la copertina stessa raffigura -sulle tenebrose vicende e sul cupo pregiudizio dell’ignoranza umana. Lo scopo di questo lavoro è mettere in guardia le persone sprovvedute e aiutare a capire chi realmente  viene colpito da fenomeni occulti. La vicenda reale e molto sofferta viene dettagliatamente enunciata nella narrazione. Tuttavia all’interno del libro non troviamo solo  la narrazione cronachistica dei fatti ma ci sono dei momenti di analisi psicologica  condotti dal sociologo e dal giudice prefatore  che inquadrano  questi argomenti in una prospettiva  scientifica e di ricerca. Il caso, infatti, coinvolge attivamente il giudice antropologo investigatore dell’ignoto Gennaro Francione. Nella sua prefazione, in linea con Charles Fort, giornalista e ricercatore statunitense di paranormale, utilizza procedure di ricerca delle verità giudiziarie interpretate secondo l’epistemologia e annota gli avvenimenti rilevanti della storia attraverso testimonianze da egli stesso raccolte.  Alla  fine del racconto il sociologo e il protagonista affrontano alcuni temi importanti intorno all’esistenza e al mondo paranormale, dalla figura del medium al trapasso, al danno del parlar male. Il libro, attraverso l’esperienze vissute, dà voce alla pericolosità di questo fenomeno, piaga del nostro tempo  poiché  sono molti i giovani che vivendo  una forma di debolezza esistenziale  si avvicinano al mondo dell’occulto  attraverso le famose sedute, musica satanica  che li conduce inevitabilmente a strade senza uscita.

 

   



 
Al Dirigente Scolastico Prof. Alfredo Antonio Prado
Istituto Regionale d'Arte
"Luigi e Mariano Cascio"
Enna
La famiglia Cascio fa dono di questo saggio riguardante le tensioni ideali che hanno portato alla nascita dell'Istituto d'Arte da Ella diretto, affinchè venga consegnato - in forma individuale - ad ogni giovane che si iscriverà al primo anno dell'istituto.
Esprime il desoderio alla S.V., ed a quanti Le succederanno nel ruolo, che questo dono venga accompagnato - nell'ambito dello studio della letteratura italiana - ad una attenta lettura e riflessione sul carme di Ugo Foscolo "I sepolcri" per addestrare i novelli allievi alla conoscenza ed al culto del passato affinchè interpretino in modo coerente il presente e possano così costruire un futuro migliore.

Consegnato all'Allievo

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Anno scolastico

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Luigi Ottavio Cascio, ideatore e fondatore dell’Istituto d’Arte e mestieri di Enna, nasce il 10 ottobre del 1910 in una famiglia di una povera città dell’epoca chiamata Castrogiovanni ed oggi chiamata Enna. la famiglia tutt’altro che benestante, è anche numerosa: e Luigi, l’ultimo di Otto figli. Viene chiamato anche Ottavio. Il padre Francesco pratica poveri mestieri per mantenere la famiglia e in più di una volta tenta la fortuna senza successo, emigrando in America. La madre, Paola Di Maggio, donna del carattere molto debole, accudisce i figli solo con la tenerezza di mamma. Luigi, nel 1917, all’età di 7 anni, subisce la perdita del fratello maggiore Mariano, caduto nel conflitto Italo-austro ungarico all’età di 23 anni. Mariano, Socialista irredentista, sebbene dichiarato rivedibile per ben due volte alla visita militare per le non floride condizioni di salute, insiste e viene mandato al fronte quale volontario, ma trova la morte a Monte Falcone il 16 febbraio 1917 e, per l’atto coraggioso, viene insignito della medaglia di bronzo al valor militare. Oggi il Suo corpo riposa nel cimitero monumentale di Re di Puglia. I Frati Minori di Sicilia descrivono così la figura di Mariano: “la di Lui persona era quella di un comune di giovane. Ma i Suoi gesti, i Suoi accenti erano quelli di un saggi precoce, di un anelante a grandi conquiste, di un chiamato ad eccelse virtù: lo dimostrava la vivacità dei Suoi occhi lampeggianti, il nervosismo dei suoi movimenti, quel Suo parlare fluido e veloce dei fatti e fasti della Patria in un accollarsi di idee, e di citazioni storiche e di concetti cristallini non comuni”. 

 
 Maria Pia Cerenzia è nata ad Enna il 22 luglio 1960. Negli anni ’70 emigra clandestinamente in Svizzera, riprende gli studi all’Istituto d’Arte di Enna, che dopo la morte della madre abbandona. Per vivere si adatta a fare la netturbina, puliziera di gabinetti comunali, collaboratrice domestica. Il fatto di essere omosessuale dichiarata le ha portato momenti di emarginazione da parte della comunità ennese, ma non hanno scalfito la sua dignità di “donna diversa”. Ha pubblicato il suo primo libro con TraccEdizioni, “Non accendere la luce” (1991).







     

Filippo Chiello è nato a Enna nel 1971. Insegna lingua e Letteratura Inglese in un Liceo di Torino dove risiede da dieci anni. È autore di testi per il teatro (Luggage, A Chi Tocca) che frequenta anche come attore. Nel 2005 ha pubblicato  per Edizioni Novecento la raccolta di racconti dal testo Destini. La performance ispirata al racconto omonimo ha vinto la rassegna teatrale Rigenerazioni dedicata alle compagnie emergenti torinesi. Via Santa Chiara 15 è il suo primo romanzo.







San Salvarlo è iI quartiere multietnico di Torino. Spesso alla ribalta della cronaca nera, è un'area storica ricca di palazzi d'epoca, imponenti e signorili. Qui di sera la gente si riversa nelle strade strette e perpendicolari, per riempire i locali etnici e i nuovi ristoranti italiani che strizzano l'occhio alla movida europea. Qui la Bottega Baretti raccoglie ogni giorno decine e decine di torinesi in un'area tranquilla ed elegante, in cui l'aroma inconfondibile della cucina italiana coccola le storie d'amore, consolida le amicizie, offre un riparo da occhi indiscreti. Qui si fermano per una pausa anche i protagonisti inconsapevoli di storie dai risvolti criminali, che andranno a incrementare la fama di un q
uartiere maledetto, in cui convivono il meglio e il peggio di una città in continuo movimento. "Ivan Lasorsa", autore di questo libro, è in realtà l'anagramma di "San Salvario" ed è il nome sotto cui gli autori hanno deciso di raccogliersi per stigmatizzare l'unità d'intenti che ha portato a questo lavoro collettivo. Dietro il nome di fantasia si nascondono: Sergio Boldini, Filippo Chiello, Alessandro Marconetti, Gianluca Polastri, Roberto Saglimbeni, Luigi Schifino e Carlo Straccia.

Protagonista del romanzo è un giovane tassista torinese, la cui routine quotidiana viene stravolta dal misterioso incontro con uno strano cliente. Ne nasce una sorta di esperimento esistenziale che, attraverso una discesa sempre più radicale dentro le ragioni della propria vita, lo condurrà ad esiti imprevedibili ed estremi













  
Salvatore Chiello è nato a Santa Flavia (Palermo), cui è rimasto sempre legato, nonostante il precoce trasferimento a Catania, dove ha condotto i suoi studi. Ha insegnato filosofia a Enna, dove vive dal 1971. Questo è il suo primo romanzo.











 

Una famiglia siciliana, attraversata da quel male oscuro che sembra innervare la storia del mondo: il Potere. Personaggi che in un modo o nell'altro lo esercitano. In bilico tra un'aristocratica spregiudicatezza e il naturale conformismo richiesto dalla convivenza sociale, così come lo rappresenta la tradizione e la cultura popolare. Colti in un intreccio che si dipana attraverso rimandi continui tra passato e presente, parole dette e parole scritte, documenti, lettere, diari, e riflessioni atemporali. Su tutti incombe l'oscura mole e l'inquietante mistero di Villa Ermosa, luogo e metafora di un potere innominabile. Il racconto si apre con la morte di Rosa: una santa. La sola. Gli altri personaggi, uomini e donne, sono di questo mondo. Rosa a trentotto anni lascia sette figli e il marito Michele, la cui grandezza è data dall'originalità con cui interpreta un destino che non ha scelto, muovendosi – senza la hybris che accomuna i grandi della storia e i mediocri del racconto–  lungo l'incerta linea di confine tra normalità e diversità, tra saggezza e follia. Indissolubilmente legate a lui e tra di loro, quattro donne: Santa, Giuseppina, Carola, Lina. Il cui ruolo nella “famiglia” e il cui destino individuale affiorano gradualmente attraverso un crescendo di inimmaginabili rivelazioni. Una storia in cui le contraddizioni non si sciolgono. Dove ciascun personaggio cerca il suo “autore”, il suo posto, il suo senso. E, in ciascun passaggio, sempre il vero si mescola col falso, l'accaduto con l'immaginato, l'apparente col sostanziale. Non è un romanzo storico né una narrazione verista: è il racconto di traiettorie esistenziali, condotto su un impalpabile e invisibile supporto filosofico, che ripropone il più sottile e antico gioco dell'uomo: il perenne travisamento del bene e del male.

 

 

 

 


 

 Rita Chiusa nasce ad Enna nel 1966, dove attualmente vive e lavora. Ha conseguito la maturità classica a Brescia, dove e cresciuta e ha vissuto, prima di trasferirsi nel 1993 a Milano. Nel 2004 si trasferisce in Sicilia. È alla sua prima pubblicazione di poesie, che raccoglie una selezione di componimenti scritti nell’arco di trent’anni.









 

Dalla prefazione di Filippo Minacapilli

I versi di Rita incantano immediatamente. Il lettore è preso dallo stile delicato, sottile che accompagna tutti i componimenti di questa straordinaria raccolta “Perle D’ambra”, che io amo definire una chicca nell’universo della poesia contemporanea. Rita ci prende per mano facendoci partecipe della sua “danza d’amore”, dell’amore dolce, delicato, raffinato. L’amore, ineluttabile fondamento dell’esistenza umana, per cui l’io trova la ragione del proprio vissuto in relazione con l’altro, nel gioco intrigante dei passi di danza che metaforicamente rappresentano il dialogo d’amore a cui ogni soggetto aspira per dare senso concreto al proprio esserci.


  napoleone colajanni autori ennesi cisionlus

  Napoleone Colajanni nasce a Castrogiovanni (oggi Enna) il 27 aprile 1847, quivi morto il 2 settembre 1921. Tredicenne appena, nel 1860, alla notizia dello sbarco di Garibaldi a Marsala, tentò arruolarsi fra i "picciotti", ma la polizia glielo impedì. Dopo che la Sicilia fu liberata, il giovanetto non poté raggiungere i Mille perché ancora troppo giovane; ma si mise al seguito di Garibaldi due anni dopo, e fu ad Aspromonte; e, quando scoppiò la guerra del '66, si arruolò di nuovo con Garibaldi, e fece la campagna del Trentino con i carabinieri genovesi. Laureatosi nel 1871 in medicina a Napoli, quell'anno stesso si recò nell'America del Sud, dove esercitò la professione di medico; nel 1890 fu eletto deputato repubblicano di Caltanissetta. Da allora in poi sedette ininterrottamente alla Camera come rappresentante, per lo più, del collegio di Castrogiovanni e partecipò con attività ai lavori parlamentari, segnalandosi per singolare onestà di intenti e grande dirittura politica e morale. Fu professore di statistica all'università di Palermo e poi a quella di Napoli. Allo scoppio della guerra mondiale (1914) il C. si fece propugnatore della partecipazione dell'Italia al conflitto e fu durante la guerra apostolo efficace della resistenza. Il 4 settembre 1921, due giorni dopo la sua morte, “La voce Repubblicana” lo ricordò con questo necrologio: “In questi ultimi mesi la visione politica dell’antico combattente si era smarrita dietro alcune sue particolari interpretazioni della lotta politica Italiana, alla quale ormai partecipava scarsamente con qualche articolo di giornale. Ma il suo passato è di quelli che rendono il ricordo di un uomo incancellabile nella mente dei cittadini che hanno sempre urgente bisogno di rifarsi ad un esempio intemerato”. (La Voce della Repubblica, 4 settembre 1921). Opere letterarie pubblicate: La libertà e la questione sociale, 1879;  La repubblica e le guerre civili, 1882; Sociologia criminale, 1889; La politica coloniale, 1891; Banche e Parlamento, 1893; Gli avvenimenti di Sicilia e le loro cause, 1894; Le istituzioni municipali; La delinquenza nella Sicilia e le sue cause; Un sociologo pessimista: Gumplowi; L'alcolismo sue conseguenze morali e sue cause; Oscillations thermometriques et delits contre les personnes; Di alcuni studi recenti sulla proprietà collettiva; Corruzione politica; Ire e spropositi di Cesare Lombroso; La difesa nazionale e le economie militari; In Sicilia; Nel Regno della Mafia, dai Borboni ai Sabaudi, Rivista Popolare, Roma, 1900; Razze inferiori e razze superiori o Latini e Anglo-Sassoni, 1903; È necessaria la pena di morte per la difesa sociale?, 1910; Settentrionali e meridionali, Milano, M&B Publishing, 2000. Fu Parlamentare della Repubblica Italiana con il Partito Repubblicano nella XVII, XVIII, XIX, XX, XXI, XXII, XXIII, XXIV, XXV, XXVI.



  



 
 
Vittorio Ugo Colajanni
(Castrogiovanni, 7 nov. 1896 - Enna, 15 febbraio 1979), ultimogenito di Pompeo Senior (1857-1947) e Adele Falautano (1859-1946), avvocato penalista, professore di “Elementi di Diritto” presso il locale Ist. Tecnico per Geometri. Commendatore della Repubblica (dal 1950), Cavaliere dell`Ordine di Vittorio Veneto (dal 1970), sposò Stefania Longo (1902-1970) del Col. Giovanni (?-?) e di Augusta Biscarini (1872-1959), da cui due figlie: Anna Luisa (1936) e Giovanna (1937). Di fede repubblicana, mazziniana, garibaldina secondo tradizione di famiglia, fu volontario nella Grande Guerra. Laureato in Giurisprudenza alla Regia Università di Napoli nel 1923, esercitò da penalista e cassazionista con studio legale al n. 10 di via Longo (presso la casa di famiglia). Durante la Seconda Guerra mondiale fu Commissario prefettizio (1940), consigliere comunale (1945-1952, 1954-1958), assessore (1956-1958, 1958-1959) e infine Sindaco di Enna (1-3-1959/24-11-1960). Del suo commissariato e delle sue sindacature si ricordano, soprattutto: la municipalizzazione del servizio civico idro-elettrico (AMAL); la costruzione del Viale Caterina Savoca; la regimentazione delle acque del lago di Pergusa mediante un canale sfioratore sfociante in c.da Cannavò; la sistemazione dell`area tra il castello di Lombardia e la rocca di Cerere così come ancora oggi l`ammiriamo, con la statua bronzea di Euno ai piedi della torre pisana (14 maggio 1960), l`accesso e il sistema d`illumunazione della rocca stessa. In difesa di Enna e del suo territorio Colajanni tornò a più riprese, dimostrando d`essere un convinto progressista ma nel solco della tradizione plurimillenaria del monte e dell`urbe. La sua visione non ravvedeva conflitti tra l`equilibrato sviluppo del territorio e le difficoltà infrastrutturali di allora, ragione per cui si batterà strenuamente nel '49 presso il CONI contro il malinteso avviso circa le deficienze logistiche intorno all`area in cui gia` sorgeva l`autodromo di Pergusa («L`Ora del popolo», 50, 180, 29 luglio 1949). Sotto il profilo politico, nel dibattito agitato da Finocchiaro Aprile circa le sorti post belliche dell`isola, Colajanni intervenne dichiarandosi discepolo di Napoleone suo zio e rivelando le sue convinzioni: egli avrebbe aderito al movimento siciliano solo se esso fosse andato nella direzione federalista auspicata da Mazzini e dallo stesso sen. Colajanni, giammai separatista (lettera in risposta ad Andrea Finocchiaro Aprile, Enna, 19 agosto 1944). Sotto il profilo culturale, Vittorio Ugo Colajanni fu convinto assertore degli studi storici e della loro fondamentale importanza pedagogica per le future generazioni, con lo sguardo dritto alla grande tradizione storiografica greca e latina (Giornata del libro, Enna, Teatro Garibaldi, 29 marzo 1953). Dal punto di vista filosofico religioso, da mazziniano convinto qual`era fu anticlericale ed umanista nel senso rinascimentale del termine, con un`intima visione cosmolologica, dunque, che ponesse l`uomo, infinitamente piccolo, stupito ed ammirato al centro del cosmo, infinitamente grande (ivi). Tra le sue imprese editorali, «La Voce del popolo», Enna, cinque numeri, 1943, di cui fu direttore ed amministratore. Tra i suoi scritti: Sui danni causati da animali (art. 1154 Cod. Civ.), «Cronache forensi», I, 8, 1923, p. 2. Gli infortuni da delitto nelle campagne siciliane, S. Petrantoni, Caltanissetta 1925, estratto da «Cronache forensi», III, 5, 6, 7, 8. Il Latifondo e l`acqua, «Il Nuovo Stato», X, 6, 1942, pp. 161-63. Distillato storico della città di Enna, Gigi Fazzi ed., Palermo (1958).


 

PAOLO COLIANNI è nato a Calascibetta (EN) il 23/12/1956 ma Ennese d’adozione. Laureato ed Abilitato in Medicina e Chirurgia c/o l’Università di Catania. Specializzando in psicoterapia cognitiva. Dal 1976 al 1994 è stato amministratore c/o il Comune di Enna rivestendo per anni la carica di assessore alla Sanità e alla Solidarietà Sociale. Dal 1990 è Presidente della Società TELECOS sistemi telematici (già Telecos)- Società per la ricerca e l’applicazione della nuova tecnologia in direzione dei disabili. Dal 1992 al 1995 è stato Presidente della S.O.T.E.L. Soccorso Telematico- Società Consortile senza finalità di lucro operante nell’ambito dei Servizi di Teleassistenza e Telesoccorso per anziani e svantaggiati e Centro Regionale IREOS (Gruppo STET-IRI). Dal 1994 al 1996 è stato vice Presidente del Consorzio Regionale MERITEL per lo sviluppo della Teleassistenza e Telemedicina in Calabria. Nel 1995 ha progettato e realizzato per Telecos Sistemi Telematici e S.O.T.E.L. con il finanziamento della Regione Veneto e la collaborazione dell’Università di Padova (Cattedra di Chirurgia Geriatrica  diretta dal Prof. Terranova) la prima esperienza pilota di “DOMICILIARIZZAZIONE DEL PAZIENTE CHIRURGICO”. Nel 1995 ha progettato e diretto il Corso di Formazione Regionale ex art. 11 L.R. 27/91 per operatori di Telesoccorso e Teleassistenza per svantaggiati. Nel 1996 è stato nominato componente della Commissione Scientifica di TELEMED per la ricerca sui sistemi integrati di Telemedicina e per la Sperimentazione del Telesoccorso. Nel 1996 è stato Consigliere di Amministrazione del Consorzio Nazionale Telemed Consorzio per la promozione Socio-Sanitaria di sistemi di telecomunicazione al quale partecipano le più grandi Aziende Italiane (Telecom, Bul, IBM, Olivetti, Siemens, etc.). Ha realizzato per conto della Cooperativa C.S.L.U. lo studio inerente il progetto di “Università a Distanza” con l’ausilio di aule didattiche e strumentazioni Telematiche. Nel 1998 ha realizzato in un progetto pilota di telemedicina denominato “domiciliarizzazione del paziente cronico attraverso l’ausilio di strumentazioni telematiche”. Nel 1999 ha fondato l’IRAT (Istituto di ricerche e applicazione di telemedicina) del quale ne è il Presidente. Nel 1999 è stato relatore a TIMED. Nel 2000 è stato organizzatore e Chairman del I Work-Shop di Telemedicina. Nel 2000 è stato Coordinatore a Exposanità 2000 – Bologna. Nel 2000 è stato chairman a TIMED. Nel 2000, con Decreto Assessoriale n. 31559/2000, è stato nominato dall’Assessorato per la Sanità-Osservatorio Epidemiologico Regionale, componente del tavolo tecnico per l’elaborazione sperimentale nel territorio della Regione Siciliana della carta sanitaria magnetica e della rete telemedica. Nel 2000 è stato nominato componente del “tavolo di concertazione normativa- programma di telemedicina”istituito c/o il COPIT. Nel 2000 è stato designato dal Ministero delle Comunicazioni quale esperto di telemedicina per la partecipazione al gruppo di lavoro interministeriale indetto dal MURST per il trasferimento dei risultati del P.N.R. sul Sistema Sanitario Nazionale. È autore di alcune pubblicazioni tra cui: * Enna Terza Età – per l’Italo Latina Americana Palma- Editrice in Palermo e San Paulo T.E.A. Mazzone- Colianni- 1995 * Home- Care e Anziani – Quaderni Centro Culturale Giovane Idee- P. Colianni, M.R. Buono, A Di Stefano, 1997 * La Telemedicina come soluzione al problema sanitario delle isole minori Siciliane. Telemed 1997 * La domiciliarizzazione del paziente cronico attraverso l’ausilio delle strumentazioni telematiche Quaderni del C.C.G.I. 1998 * Il paziente cronico ed il paziente chirurgico in telemedicina. Esperienze di Enna e Padova. Pagina scientifica Corriere della Sera. * L’ospedale virtuale e la degenza post-operatoria P. Colianni, P. Tirrito, M.R. Buono. Rivista Quaderni C.C.G.I. 1998 * Virtual Hospital Ward P. Colianni, R. Maceratini, S. Mariotti, et al. * La chirurgia dell’anziano O. Terranova, C. Militello, P. Colianni 2000 * Il Medico On-Line manuale di informatica medica R. Maceratini, F. Ricci, P. Colianni 2000. Nel 2000 è stato relatore al Mesogeo di Palermo ( la Telemedicina: dalla teoria alla pratica). Nel 2000 è stato relatore del Convegno Nazionale di Matera. Nel 2000 è stato relatore nel Congresso di Chirurgia Geriatria a Padova. Nel 2001 è stato chairman del 2° Congresso @ITIM Telemedicina e Informatica Medica a Palermo. Nel 2002 è stato relatore dell’Intemeeting “Telematica e Medicina” (comunicazione e formazione a distanza per la definizione di immagine dell’ammalato e per il miglioramento dell’offerta sanitaria) Lions Club e Rotary Club. Nel 2002 è stato chairman nel convegno “Sanità Futura” a Cernobbio il 15/18 aprile. Nel 2002 è stato chairman nella “Mostra Internazionale Exposanità” a Bologna il 22-25 maggio. Dal 1980 al 1983 è stato Consigliere Comunale del Comune di Enna. Dal 1983 al 1984 è stato Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Enna. Dal 1984 al 1992 è stato Consigliere Comunale del Comune di Enna. Dal 1992 al 1994 è stato Assessore alla Solidarietà Sociale del Comune di Enna. Nel 2006 diventa Assessore Regionale alla Politiche sociali ed Autonomie Locali del Governo Presieduto da Salvatore Cuffaro. Nel 2008 diventa Deputato Regionale  e fondatore del Movimento per le Autonomie in Provincia di Enna. Dal 2012 ad oggi è Presidente della Cooperativa Sociale Ippocrate. 

 

Rosario Colianni nasce a Calascibetta in provincia di Enna il 18 giugno 1961. Nel suo paese natio frequenta l’oratorio di don Paolo Castagna e da adolescente, trasferitosi ad Enna, frequenta i GEN dei focolarini di Chiara Lubich rimanendone affascinato. Laureato in Medicina nel 1986 ha conseguito la specializzazione in Pediatria nel 1990. Sposato felicemente è padre di due splendidi figli. Organizza il 5 ottobre 1991 ad Enna, il convegno “Essere Giovani Oggi” i cui atti vengono pubblicati nel 1993 con il titolo “Fuori dalla Gabbia” con la presentazione della giornalista Angioletta Giuffrè.  Collabora con il giornalista Ivan Scinardo per una serie di trasmissioni su Tele Enna dal titolo “Pianeta Giovani” andate in onda nel  1992. Nel 1992 conosce tramite le Suore Figlie della Sapienza il “Trattato della Vera Devozione a Maria” di S.Luigi Grignon de Montfort che traccerà il suo animo e migliorerà il suo Amore per Maria. Nel 1994 dà vita, insieme a 35 giovani, al Movimento Mariano “Giovani Insieme” (www.movimentomariano.org) ricevendo la benedizione del parroco Don Vincenzo Di Simone e dell’allora vescovo Vincenzo Cirrincione della diocesi di Piazza Armerina e in seguito anche del pontefice Giovanni Paolo II.  Nel luglio del 2000 ha la gioia di incontrare Fra Modestino da Pietrelcina e a seguito di questo incontro sviluppa un amore profondo per San Pio da Pietrelcina. E’ ideatore, con alcuni Giovani Insieme, di due siti internet riguardanti rispettivamente il Santo Rosario (http://amicidelrosario.altervista.org) e la Divina Provvidenza (http://dioprovvede.altervista.org) allo scopo di diffondere queste preziose devozioni con tecnologie moderne. Nel 2008, insieme ad alcuni amici di e-mail e WhatsApp dà vita ai “Volontari della Preghiera” per il sostegno spirituale di fratelli in difficoltà. Nel 2011 aderisce all’ AdP (Apostolato della Preghiera). Ha collaborato, con numerose pubblicazioni a carattere scientifico, con riviste specializzate nazionali ed internazionali quali: Il Pediatra, Doctor Pediatria, Il Medico D’Italia, Rivista di Educazione alla Salute, Haematologica,  Annal of the New York Accademy of Sciences, Rivista di Pediatria Preventiva e Sociale, Rivista di Infettivologia Pediatrica, Giornale di Malattie Infettive e Parassitarie, Pediatric Medical Children, Educazione Sanitaria e Promozione alla Salute, Nuovi Argomenti di Medicina (NAM).  Ha partecipato, dopo una selezione nazionale, al Premio Europeo all'Educazione alla Salute svolto in Francia nell' aprile 1998. Collabora dal 2007 con il settimanale diocesano “Sette Giorni” della diocesi di Piazza Armerina curando la rubrica di medicina preventiva “L’angolo della Prevenzione”.  Autore di numerosi libri di spiritualità come ad esempio: Il Mistero della Sofferenza,  Salvati dalla Preghiera, Quando l’Amore dona Gioia, L’uomo in cammino tra Fede e Speranza, Affidati a Maria col Santo Rosario, Perché amo il Papa, Profumo di Gigli, Otto mamme per otto santi, Nessuno può servire due padroni, Santi in corsia, Il Libro della Divina Provvidenza, Il Santo Rosario dei Giovani, San Gaspare del Bufalo, I Miracoli Eucaristici, I Dolori di Gesù, Alla Superstizione preferisco Dio, Il Parroco che sapeva parlare ai ragazzi, Giovanni Paolo II, La Vita di Papa Francesco, San Pio – L'Alfabeto del Padre,  tutti editi dalla casa editrice friuliana “Edizioni Segno”. Nel 2015 inizia a collaborare anche con la Casa Editrice Maurizio Vetri Editore pubblicando Famiglie equilibriste su tematiche e relazioni interfamiliari e nel 2016 La Frutta da Tavola - Benefici e Virtù.. 

                       


 

Tony Colina è nato e insegna a Enna presso un liceo statale. Nel 2012 è stato uno dei vincitori del concorso letterario Giri di parole, indetto da Navarra Editore, con il racconto Il risveglio, pubblicato nel volume antologico Ultime notizie: fine del mondo, dello stesso editore. Nel 2014 è stato finalista dell’ottava edizione del premio letterario Giovane Holden, indetto dalla Giovane Holden Edizioni di Viareggio, con un racconto intitolato Thigmatithmo, che è stato pubblicato nel volume antologico del premio, a cura dello stesso editore. In preparazione per i tipi della ChiPiùNeArt di Roma, un suo romanzo, intitolato Fuori Programma, verrà pubblicato entro la fine dell’anno. Parti di un suo romanzo in inglese, intitolato Of Rust and Rain (Di ruggine e pioggia), sono pubblicate nel sito www.authonomy.com, a cura della Harper & Collins.

 

 Nella piccola città di Setterovi, il maresciallo Francipane è alle prese con due casi di diversa gravità: la denuncia fatta dal terribile professor Astioso contro ignoti che hanno bucato il radiatore della sua auto e la misteriosa scomparsa della bella Anita Zuccaro, Ay-Zed per gli amici.

Entrambe le vicende ruotano attorno al liceo cittadino, in cui Astioso semina panico con la sua inflessibile programmazione dell’attività didattica e i suoi allievi Ottomano e Biancardi vivacchiano le loro mattinate di studenti tutt’altro che esemplari.

Attraverso la vicenda poliziesca, sostenuta da una sapiente costruzione e da un ritmo narrativo che catturano il lettore fino allo scioglimento finale, l’Autore narra lo smarrimento generazionale e ridicolizza i pregiudizi e la chiusura mentale della provincia italiana.


  
 Liborio Coppola, nasce a Enna nel 1943......

Paolo Coppola. Avvocato.  Nasce a Rolo, in provincia di Reggio Emilia il 6 luglio del 1928. Nel 1930 però i genitori, Mario ed Enrica, entrambi insegnanti elementari si trasferiscono ad Enna, paese di origine situato nel cuore della Sicilia, l’antica Castrogiovanni, per Paolo diventa la sua vera città adottiva, l’Emilia per il brevissimo periodo dalla sua nascita ai primi passi, resta un lontano e nebuloso ricordo di un neonato appena svezzato. Paolo inizia quindi gli studi a Enna e frequenta le elementari alla scuola Statale S. Chiara e successivamente le medie e poi nel prestigioso Liceo Ginnasio Napoleone Colajanni, dove ottiene il diploma a pieni voti. Si laurea in legge all’Università di Palermo. Dopo la laurea continua a studiare per l’abilitazione e l’iscrizione all’Albo degli avvocati. Subito dopo, si trasferisce a Milano pensando ad una possibilità di clientela in un ambiente molto più vasto della piccola città di Enna, che comunque mantiene nel suo cuore, lì trova e sposa Camilla Gambini, milanese doc, l’amore della sua vita, coronata dalla nascita di Paolo Riccardo, che seguirà l’esempio di papà diventando un affermato Avvocato di diritto societario del foro di Milano. Nel 1976 comincia ad avventurarsi nella sua passione di scrittore e scrive un romanzetto dal curioso titolo “Ore 9 lezione di corna – Ore 23 tecnica funeraria” e lo dedica alla Mamma Enrica Cossu, di origine sarda, in occasione del Suo ottantesimo compleanno. L’insuccesso fu clamoroso tanto da fargli prendere le seguenti decisioni: 1) buttare giù dalla finestra carta penna e calamaio; 2) scrivere solo su regolamentare carta bollata (a pagamento); 3) regalare le copie invendute (tutte). Le copie regalate finirono, però, tra mani amiche. Si sa come vanno poi queste cose… (perché non ritenti?...quando scriverai ancora?...etc). Così alcuni colleghi, amici, estimatori, alcuni  un pò squilibrati (che mantengono gelosamente l’anonimato) non potendo,  come era logico, trovargli un editore di grido, hanno deciso di “mettere mani al portafoglio” per finanziare la pubblicazione del libro dal titolo: “Il Cretino non è intelligente”, edito nel 1983. Questo ebbe maggiore successo ed ebbe anche l’introduzione dell’avvocato Peppino Prisco, persona arcinota e già presidente dell’INTER calcio. E cosi gli amici oriundi: Umberto Domina, Salvatore Arengi detto Turi, Giovanni Fontanazza e Vittorio Di Stefano, anche lui autore di un libro che Hennaion custodisce gelosamente, tutti di origine ennese e trapiantati a Milano, riuniti in una sorta di circolo culturale, compiacendosi del successo dell’amico scrittore, di sovente si ritrovavano a casa di Paolo che li intratteneva con i suoi racconti. Vedi caso, riguardavano per lo più vicende e personaggi ennesi. Quindi il legame alle sue origini rimane forte, alimentato dalla cerchia di amici e parenti. Ritorna periodicamente ad Enna soggiornando nella casa paterna di via Caponetti 21, piccola traversa nel centro storico. Camilla e Paolo vivono la vecchiaia con serenità e con la gioia che gli dona la nipote Claudia, a cui spetta il compito di custodire il patrimonio letterario del nonno. Hennaion, la biblioteca degli autori ennesi, con orgoglio, il 15 settembre del 2015, riceve il concittadino Paolo Coppola che è venuto a conoscenza dell’esistenza insospettabile di quell’archivio di cultura nella sua città. Nell’occasione dona i suoi libri con dedica autografa, il patrimonio di Hennaion si arricchisce di una nuova prestigiosa firma. La foto in copertina si riferisce a questa data. 

  

 Anna Maria Corradini (Enna 1952), è laureata in Lettere Classiche (indirizzo archeologico). Ha svolto cam­pagne di scavo nel territorio dell'Ennese. È stata responsabile dell’Archivio Storico del Comune di Enna. Dal 1997, lavora presso la Provincia regionale di Palermo, come responsabile dell’Archivio Storico e della Biblioteca. È iscritta all’albo giornalisti pubblicisti di Sicilia. Ha pubblicato: Enna.Storia e mitologia attraverso le fonti classiche (Papiro, Enna 1992); Meteres. Il mito del matriarcato in Sicilia (Papiro, Enna 1994); Archivio storico della famiglia Piccolo di Calano­vella (Capo d'Orlando 2002). Per conto della Provincia regionale di Palermo ha pubblicato, in suppl. alla rivista “Palermo”, tra l'altro: Due presidenti innovatori: Giovanni Maurigi e Francesco Lanza di Scalea, Palermo 2003; Pietro Ugo del­le Fava­re.
          

Carmela Cristaldi Tantillo, Insegnante. Nasce a Enna il 5 maggio del 1939 nel 1961 si sposa con Giuseppe Tantillo, dal loro matrimonio nascono Angelo e Michele. Felicemente nonna di 5 nipoti: Francesca, Giuseppe, Massimo, Chiara e Alessia. Appassionata e profonda conoscitrice del culto mariano, coglie l’occasione del 600° anniversario della proclamazione di Maria SS. Della Visitazione a patrona della città di Enna voluto dal Vescovo diocesano mon. Pennisi e dal sindaco Garofalo, speciale anno giubilare. Al fine di ricordare alle nuove generazioni le radici storiche della città e le sue gloriose tradizioni mariane. Carmela racconta nel suo libro, di facile e piacevole lettura la storia e le origini del culto della Madonna della Visitazione e i suoi tesori.

   
andrea d'affronto autore enna cisi biblioteca


Andrea D’Affronto, nato a Canicattì (AG) il 02/05/1942, laurea in Economia e Commercio  conseguita  nel 1969 presso l’Università di Palermo, di professione  bancario, per motivi di lavoro si trasferisce a Pietraperzia (EN) nel 1965 e ad Enna nel 1970. Ad  Enna  ha fissato la residenza  la sua e della propria famiglia.  Per amore della cultura nel 1985  ha creato, assieme a Rocco Lombardo, la  Papiro Editrice , avente oggetto principale la valorizzazione  di autori ed arte locali. In trenta  anni di attività  la Papiro Editrice ha pubblicato circa 120 libri  , di questi 80% riguardano Enna e Provincia con  Autori  ennesi : Liborio Adamo , Ida Amaradio, Laura Barbano , Carmelo Bonarrigo, Filomena Camilleri, Lidia Caselli, Napoleone Colajanni , Anna Maria Corradini, Anna Maria De Francisco, Vittorio Di Stefano, Luigina Gagliano, Giuseppe Grimaldi, La Duca Calogero, Lucrezia Maria La Paglia,   Rocco Lombardo ,  Giuseppe Margiotta,  Maria Teresa Presti, Luigi Prestipino, Silvio Raffiotta, Mario Renna, , Mario Rizzo, Nino Savarese, Maria Savoca, Liborio Termine, Angelo Varelli; e con Autori della provincia di Enna: Antonino Contino, Fulvio Crescimanno, Rosa Di Bella, Angela Fusco, Salvatore Ferlita,  Francesco Lanza ,Salvatore Licata, Gianni Marletta, Carmelo Orofino, Antonio Randisi, Angelo Trovato, Filippo Virzì. Sua è la pubblicazione Tredici Pillole di Saggezza.


Padre Michele D’Antona nasce a Ravanusa il 24 gennaio 1921. Religioso Francescano dei Frati Minori Conventuali. Sacerdote il 22 marzo 1947, ha svolto il suo Ministero in vari conventi della Sicilia. Per tanti anni ha svolto il servizio sacerdotale a Pergusa (EN) fondando il Villaggio del Fanciullo.  Affidandone la guida alle Educatrici Missionarie Padre Kolbe, Istituto secolare che, nello spirito della milizia dell’Immacolata, vive la consacrazione Mariana proposta e testimoniata dal martire Francescano di Ausckwitz san Massimiliano Kolbe. Tuttora viva è l’impronta segnata da P. Michele nella storia ecclesiale e sociale della Sicilia. La gente ne vive la memoria con gratutudine

 
 Anna Maria De Francisco Aveni, palermitana, abita a Enna, dove ha insegnato materie letterarie nelle scuole medie e superiori. A 18 anni, matricola all’università Cattolica di Milano, ha collaborato per   l’UTET all’enciclopedia narrativa Trame d’oro; pubblicista, collabora col Giornale di Sicilia; ha scritto saggi, recensioni, racconti, poesie che hanno ricevuto lusinghieri apprezzamenti e premi in diversi concorsi letterari (poesia, narrativa, fiaba, saggistica). Pubblicazioni: Tre Sante di Sicilia, editrice Ila Palma Palermo 1976; Passo a due, Papiro Enna 1988;  Il destino di Pentesilea, Cultura Duemila Ragusa 1992; Haiku, Papiro Enna 1999; Sei chiese di Enna, Papiro 1990; Tindari, Papiro 1993; Catania e Sant’Agata,  Papiro 2008;Nato a Enna, Papiro 2009; Nove decimi di umorismo, Papiro 2010; In principio erat  Verbum, Papiro 2010; Palloni al vento, Euno edizioni 2012; Parole e storie dalla A alla Z, Papiro 2013;  Rime di Natale, Papiro 2013.


            













Paolo De Rosa nasce a Enna nel 1923, impiegato comunale sin dal 1941, fu un’amante della storia della comunità ennese, conosceva le sue radici e i segreti più antichi. Dedicò tutta la sua vita alla ricerca della storia della città, tanto che nel 1974 scrisse e pubblico un primo libricino su Euno, nel 1989, dopo una lunga ricerca e una rivisitazione né rielaborò un secondo che fece pubblicare. La sua arte preferita era però la musica, suonatore di violino, scrisse parecchie musiche che sono rimaste inedite. Era sempre una figura propenso e proiettato nelle attività artistiche della città. Per anni fu incaricato, da parte di tutti i Sindaci che si susseguivano, a seguire gli spettacoli che si tenevano presso il Castello di Lombardia, allora chiamato il Teatro più vicino alle stelle e quelli che si tenevano all'interno del Teatro Garibaldi. Collaboratore effettivo della prestigiosa rivista Henna nella quale scrisse tantissimi articoli. Il suo nome di battaglia era: “Mpare Pà”. Amato e voluto bene da tutti per le sue doti culturali, organizzative e umane. Ci lascia nel 1993. Ancora oggi viene ricordato con affetto e immensa stima.

Ezio Dibilio è  nato a Enna nel 1911 dove e cresciuto. Ha frequentato il prestigioso  Liceo Ginnasio "Napoleone Colajanni", consegue la maturità nel 1929 assieme ai cari amici; Michele Anzalone, Granozzi Giuseppe e Maria Gaetana. Conseguita la Laurea in Giurisprudenza e superato il Concorso in Magistratura inizia la sua carriera professionale fino al punto di diventare, per tanti anni, stimatissimo Presidente del Tribunale di Firenze. Ha contribuito all’istituzione delle celebrazioni in onore del Beato Girolamo de Angelis, natio di Enna, la cui memoria proprio Ezio Dibilio ha riportato alla luce grazie alla pubblicazione di un pregevole testo “Il Beato Girolamo De Angelis”, curato dallo stesso, con l’introduzione di Fosco Maraini, Presidente dell’Associazione Nazionale per gli studi Giapponesi e la collaborazione della Prof.ssa Adriana Boscaro, Direttore del seminario di lingua e letteratura Giapponese dell’Università di Venezia. L’opera frutto di anni di appassionata e competente ricerca, ha portato alla conoscenza del grande valore degli studi del Venerato Martire Ennese ed è stata presentata ad Enna in occasione della proclamazione del Beato Compatrono della Città nel 1997. Nel 2001 ci lascia per Riposare In Pace 


 

Correva l'anno domini 1567, quando dalla turrita Castrogiovanni, la nobile famiglia De Angelis, vuole che i suoi figli si elevino culturalmente e li manda a studiare Diritto in una delle più prestigiose città siciliane: a Palermo. Eccoci arrivati , ma anche se in coppia, vi racconterò solo le mie emozioni e vicissitudini e come intensi e incisivi saranno gli avvenimenti che solcheranno la mia anima. La nuova città mi cattura con i suoi colori, sapori, bellezze tutto è nuovo, interessante e trascorro il mio tempo studiando e frequentando la parrocchia nel tempo libero. Ma la normale quotidianità darà il posto a qualcosa di eccezionale. I gesuiti della parrocchia che frequento oggi iniziano gli esercizi spirituali che incominciano a infondere nel mio animo un nuovo interesse, qualcosa di nuovo si profila nella mia mente, provo un'emozione unica, mai sentita prima, è come se qualcuno si fosse preso tutti i miei pensieri,  ho un forte desiderio di parlare co Te che sei entrato in punta di piedi ma che stai operando da parecchi giorni un cataclisma, un forte sconvolgimento a cui posso dare solo un nome: amore per Te o Gesù , si mi sono follemente innamorato del tuo Vangelo e come Francesco voglio immolarmi per Te. La prima cosa è lasciare gli studi e poi evangelizzare, andare in terra di missione , voglio andare in Oriente, mi ci manderai ma in quante terre lontane approderò e sarò il tuo piccolo e umile araldo. Ma Tu Signore sai quando e come usarci, alla fine mi fai arrivare in Giappone di Te qui nessuno conosce l'esistenza e qui tanti inizieranno ad amarTi attraverso le mie opere di carità . Sono al culmine della missione quando vengo arso vivo , non posso rinnegarti, nè abiurare la Verità, per te non ho più nè mangiato, nè dormito e mi sono dato a Te con tutto l'amore che avevo dentro di me, folle ero per Te e ora che i miei carnefici mi bruciano, io Ti vedo, non sento alcun dolore, nè sofferenza, Tu mi tendi la mano e io oltrepasso la soglia.... Ora finalmente sono con Te o mio diletto e Ti vedo..... Oggi dopo cinque secoli mi ritrovo assurto agli onori degli altari... Ma cosa avrò fatto di tanto particolare io misero… Tu solo sei grande , Tu solo dai e togli. Benedetto in eterno o mio Re....
Pina Vullo


Marilù Di Bella è Laureata in Scienze Biologiche, studiosa da oltre un quinquennio ha curato assieme al proprio padre, Giovanni, il censimento della micoflora presente in provincia di Enna, dando corpo alla presente pubblicazione, tesa a divulgare la cultura micologica e a far conoscere la ricchezza e il valore della biodiversità della Provincia. Componente del Consiglio Direttivo dell’associazione “Flora Micologica Siciliana”, è quotidianamente impegnata nello studio e nella classificazione dei miceti di tutto il territorio siciliano, sia come ricerca scientifica che come censimento. Amante della natura non disdegna di affrontare gli ostacoli e i sacrifici che il suo ruolo di madre le frappone durante le sue giornate, ritagliandosi gli spazi necessari a coltivare la sua passione e svolgere il suo ruolo di donna. È caparbia e meticolosa, disponibile e generosa nei confronti di quanti credono in lei e nel ruolo che madre natura svolge verso gli esseri viventi elargendo i suoi doni


Giovanni Di Bella è Laureato in Pedagogia, studioso di Micologia da oltre un decennio, specializzato in micotossicologia microscopica, si è impegnato assieme alla propria figlia, Marilù, nel censimento della micoflora presente in provincia di Enna, sia per arricchire le proprie conoscenze sia per divulgare la cultura micologica, purtroppo poco presente nel territorio. Presidente dell’Associazione “Flora Micologica Siciliana”, coltiva continuamente la passione, senza mai distogliere lo sguardo dall’amore per la natura, il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente. Nonostante i notevoli sforzi e i sacrifici che ha dovuto affrontare lungo il suo percorso, ha sempre messo al servizio degli altri le sue conoscenze e le sue competenze. Il suo lavoro trova, nel presente volume, un primo naturale sbocco alle sue aspirazioni, in attesa di un’opera più vasta e più ampia, già in cantiere, che costituisce il completamento di tutta la sua attività: una pubblicazione sui funghi del territorio siciliano

Questo lavoro costituisce una guida per lo studio ed il riconoscimento dei funghi presenti nel territorio ennese. Cercando di riunire le loro esperienze e conoscenze gli autori hanno voluto rivolgersi a tutti quelli che amano la natura e desiderano conoscerla meglio. Il testo per la sua semplicità ed organizzazione si rivolge a chiunque voglia appressarsi al mondo dei funghi e voglia conoscere questo affascinante e misterioso regno cercando di capire come muoversi al suo interno. Presentando le specie più rappresentative della provincia di Enna, si è voluto colmare un vuoto delle conoscenze relative al patrimonio micologico del territorio. Il volume costituito da una parte introduttiva sul territorio della provincia di Enna e una descrizione delle riserve naturali, areali di crescita di numerose specie funcine, offre una visione generale sull’importanza e sul ruolo ecologico dei funghi, sulla loro biologia, morfologia e sistematica, per arrivare alla descrizione di 174 specie. Queste ultime sono presentate attraverso schede descrittive accompagnate da foto digitali ad alta risoluzione, che mettono in rilievo gli elementi chiave della determinazione, quali le caratteristiche morfologiche – dimensione, forma, colore – e le caratteristiche organolettiche – odore e sapore – particolari macroscopici che ne permettono l’esatta identificazione. Inoltre sono specificati gli Areali di crescita e le essenze erbacee e/o arboree che costituiscono l’habitat naturale dei funghi.

 

Manuel Angelo Di Maggio nasce a Enna il 13 agosto del 1993. Frequenta le elementari e le medie nella sua città, iscrivendosi in seguito al Liceo Scientifico Pietro Farinato. A dispetto dell’indirizzo scelto, sviluppa interessi per materie quali: letteratura, filosofia, storia e arte; al di fuori della scuola si avvicina anche alla musica, al cinema e, soprattutto, al fumetto. Partecipa al progetto Cinekore 2012, tenuto all’università locale. Avvicinatosi al noir da grande schermo,  diviene un lettore vorace di romanzi gialli hard-boiled di autori quali Mickey Spillane, Dashiell Hammett e, soprattutto, Raymond Chandler. Conseguita la maturità si iscrive alla Scuola Internazionale di Comics di Roma, ottenendo il diploma in ‘Fumetto Francese’ nel 2016. Nel dicembre 2014, per tre mesi, si unisce alla web radio WMRadio come speaker. Frattanto, ampliati gli interessi letterari, si avvicina, tra gli altri, a scrittori come: Herman Hesse, Albert Camus, Franz Kafka e Fyodor Dostoevskij, nonché alla filosofia di Friedrich W. Nietzsche, entrando molto in contatto con le loro correnti di pensiero. Nell’estate 2015 conosce l’editore Maurizio Vetri con il quale firma un contratto per la realizzazione di un romanzo – il qui presente Ennanoir – da pubblicare per Maurizio Vetri Editore nel primo semestre del nuovo anno. Nell’aprile 2016 entra a far parte dello staff di redattori della webzine Spaziorock.it scrivendo alcune recensioni pubblicate subito dopo.

Paolo Di Marco, giornalista e autore ennese, vive il rapporto con il suo territorio alla stregua di un legame a doppio nodo. Ha scelto la città dov'è nato nel 1960 per lavorare, è funzionario dell'ESA, Ente Sviluppo Agricolo, e per continuare a coltivare la sua passione: raccontare i momenti della vita della sua comunità. Un primo supporto glielo ha fornito il Giornale di Sicilia, quotidiano sul quale scrive, occupandosi particolarmente di politica e di enti locali dal lontano 1985. Da anni racconta giorno per giorno le vicende di una città, di un territorio che continuano a chiedere governi capaci di gestire le fasi di uno sviluppo possibile. Nel 2011, buttare giù appunti sul quotidiano non gli è bastato più e la voglia di raccontare in profondità lo ha portato a dare alle stampe “Euno, Figlio della Libertà” per la Euno Edizioni. Un lavoro di grande soddisfazione per l'autore. Il testo nel 2012 lo ha portato ad imporsi nella sezione narrativa della XX Edizione del Premio Letterario "N.G. Bruno" di Messina. Di Marco racconta, con lo stile del giornalista, la Prima Guerra Servile, quando tra il 136 e il 132 a.C., uno schiavo, Euno, a capo di un manipolo di disperati osa sfidare la grande, l'invincibile Roma. E per cinque anni i rivoltosi ebbero la meglio imponendo vittorie su vittorie contro le legioni e creando perfino un regno. E' una storia dimenticata, fatta di schiavi e di oppressione capitolina. Impregnata da tanta dignità umana tutta protesa alla ricerca della libertà. E' più facile invece ricordare la terza guerra servile con la rivolta capeggiata dallo schiavo Spartaco. Ma quest'ultimo tentò solo di scappare il più lontano possibile da Roma. Euno invece sfidò il Senato sul suo terreno: amministrare un territorio per offrire libertà ad una comunità. E per cinque anni in buona parte della Sicilia orientale si avverò il miracolo con Roma condannata a perdere battaglia su battaglia. Poi la fine di un sogno. Nel 2013, ancora con la Euno Edizioni, Paolo Di Marco pubblica il libro-intervista, “Paolo Garofalo, la politica e me”. Con il sindaco di Enna, Garofalo, Di Marco analizza il momento storico contemporaneo vissuto dagli enti locali, progressivamente abbandonati da Stato e Regioni. La sfida in prospettiva è chiara ed è forte allo stesso tempo, le comunità sono chiamate ad automantenersi. Ma comunità e Istituzioni locali sono pronti a questa sfida? Con il 2015 arriva il terzo lavoro, scritto sempre per la Euno Edizioni, “Mafia è Stato. Intervista a Napoleone Colajanni”. Di Marco ritorna a scanzionare spicchi della sua terra così importanti che hanno superato lo stretto perimetro locale per impadronirsi della scena nazionale. Napoleone Colajanni è il deputato repubblicano che non ebbe timori a denunciare alla Camera lo scandalo della Banca Romana, che si battè fianco a fianco con i Fasci dei lavoratori, che puntò il dito contro la corruzione in politica, che scrisse pagine di fuoco contro la mafia. Due erano le stelle polari per Colajanni, l'Italia unita e il riscatto delle popolazioni del Sud. La lotta alla mafia e al malaffare, in tutte le sue forme, scandirono ogni attimo della vita dell'onorevole di Castrogiovanni, così si chiamava Enna prima del 1926. “Mafia è Stato” è un atto di accusa ai governi nazionali e ai leader storici, italiani e soprattutto siciliani, che dal 1860 non hanno mai operato per lo svilluppo del Sud. E cosa ancora più grave non hanno mai combattuto efficacemente e con convinzione il triste fenomeno della malavita organizzata che ha avvinghiato la Sicilia alla pari di una terribile metastasi.    

  
              


 

Guendalina Di Natale è nata ad Enna e studia presso la facoltà di Sociologia e politiche sociali di Catania. Ha già pubblicato una raccolta di poesie dal titolo Luci e ombre. Nel 2011 ha pubblicato il successivo libro di poesie Nuove emozioni. Attraverso la sua sofferenza ed il significato che dà ad essa, vuole trasmettere un messaggio di rinascita e di riflessione verso gli avvenimenti della vita.








 

Mario Di Prima nasce a Enna il 20 settembre del 1968. Dopo una bellissima parentesi passata nell’AGESCI (associazione scout), dove conosce la moglie, e dopo essersi diplomato all’Istituto Tecnico per Geometri, contro il volere della mamma si arruola nella Polizia di Stato. Amante della subacquea, fonda insieme ad altri amici nel 2000 il club “Quotamille scuba divers club”, ricoprendo la carica di Vice Presidente. Ricopre per un triennio la carica di Vice Presidente del “Corpo Volontari Protezione Civile di Enna”. appassionato di fuoristrada diventa Istruttore Nazionale della FIF (Federazione Italiana Fuoristrada). Appassionato da sempre con la moglie di cinofilia, nel maggio del 2006 è eletto Presidente della “Delegazione Provinciale ENCI” e del “Gruppo Cinofilo Ennese”.



Un viaggio nel deserto del Sahara non è una vacanza, bensì un’esperienza di vita, un momento di formazione e crescita personale. Questo è il messaggio che Mario Di Prima vuole trasmettere con il suo libro “Racconti di sabbia” e lo fa egregiamente, unendo alla potenza delle sue descrizioni, piene di intensità e amore per la terra africana, le foto da lui stesso scattate, le quali non sono solo immagini, ma diventano veicolo di un mondo di significati e altrettante interpretazioni.

“Racconti di sabbia” non è un romanzo, ma una testimonianza di vita vissuta, di azioni e sensazioni realmente fatte e provate, ma è anche e soprattutto la celebrazione di una terra senza uguali, che offre opportunità di mutare i propri atteggiamenti anche nel quotidiano, rinunciando alle discriminazioni, apprezzando ciò che si ha senza voler pretendere sempre di più.

Dedico questo manoscritto ai miei cari genitori che, lasciando prematuramente me e mio fratello nel più grande sconforto e dolore, ci hanno sempre trasmesso il significato di parole come dignità, disponibilità e aiuto al prossimo, soprattutto verso quelli che, a dispetto di noi non hanno avuto nulla o quasi nulla dalla vita. Che gli occhi dei “bambini nel deserto” possano riflettere le cose belle della vita, affinchè ogni viaggio possa essere da stimolo per me e i miei compagni.

       

Liborio Giuseppe Di Salvo (Giuseppe o Pino per i familiari e gli amici, essendo questo il suo nome di battesimo) nasce ad Enna il 21 febbraio del 1929. Compiuti gli studi classici presso il prestigioso Liceo Ginnasio “Napoleone Colajanni” di Enna, si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Catania. Nel settembre del 1952, prima ancora di laurearsi, viene assunto dal Banco di Sicilia di Enna. Nonostante il prestigio di quell’occupazione, non si sente tuttavia soddisfatto, e quindi decide di intraprendere la carriera notarile, dopo aver ottenuto il 17 novembre del 1954 la Laurea. Superato il relativo concorso gli venne assegnata come sua prima sede quella di Gangi (PA) nel gennaio 1964, per poi trasferirsi, nel dicembre dello stesso anno, ad Enna dove è rimasto in attività fino al giorno del pensionamento avvenuto il 21 febbraio del 2004. 

  
  

Enzo Di Serio nasce a Enna nel 1959, ove attualmente risiede. Diplomato, esercita la professione di Albergatore. Si è avvicinato alla Poesia a 20 anni. Ha partecipato a numerosi Concorsi Nazionali ed Internazionali di Poesia, riscuotendo un lusinghiero successo: Premio nazionale “ Città di Enna” ’81; Premio Internazionale “Oscar Sicilia” ’84; Premio Nazionale “Luigi Pirandello” ’84; Premio Internazionale “Italia” ’85, sotto l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica Italiana; Premio Nazionale “Etna D’Oro” ’85; Premio Internazionale “Galileo Galilei” ’86; VII Concorso Europeo “Gran Prix Mediterranèe” ’86, sotto l’alto Patrocinio del Presidente del Parlamento Europeo; VIII “Premio Europeo” ’87, sotto l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica di Malta e dell’Unione Internazionale Paneuropea; Premio Internazionale “Coppa D’Oro” ’87; Premio “ Selezione Europea” ’87; Premio Internazionale “Lev Tolstoj” ’87; Premio Internazionale “Seleroma” ’87; Premio Internazionale “Giacomo Leopardi” ’87; Premio Internazionale “ William Shakespeare” ’87; Premio Internazionale “Boccaccio” ’87; “Orso D’Oro 1987” (motivazione: “ Per le Brillanti affermazioni conseguite nel corso del 1987”); Oscar dei Premi Letterari 1988; Premio Nazionale “ L. Pirandello” ’88, Taormina; Premio “Tindari” 1988.

 

 




Giovanni Di Stefano
nasce a Palermo il 7 dicembre del 1951. Vive tra Villarosa ed Enna. Conseguita la maturità magistrale, ha svolto attività lavorativa come agente di commercio dal 1974 al 1981, anno in cui è entrato nel mondo della scuola, assunto come segretario precario e poi di ruolo, prestando servizio in vari comuni della provincia di Enna. Dal 2009 è in pensione. Sin da giovane ha coltivato l'amore per le lettere: risalgono agli anni giovanili svariati componimenti poetici e novelle brevi, mai pubblicati. Questa raccolta di poesie, opera prima pubblicata, va dal 2008 al 2011 e comprende brani rivisti di bozze e componimenti di anni precedenti. E' di prossima pubblicazione la sua seconda raccolta di poesie





Giuseppe Di Stefano è docente (professore ordinario) presso la McGill University di Montreal dal 1969. È nato a Enna nel 1936 dove e cresciuto. Ha frequentato il prestigioso  Liceo Ginnasio "Napoleone Colajanni", conseguendo la maturità nel 1955 assieme a tanti cari amici che ancora oggi ricorda con affetto: Angelo Campanile, Bruno Grimaldi e tanti altri…..; ha proseguito gli studi presso l'Università di Torino è disponibile a magazzino "Galliari" ("laurea" sotto la direzione di Franco Simone, direttore e fondatore della rivista Studi Francesi), e Scuola Pratica di Alti Studi della Sorbona (e tesi di laurea sotto la direzione di Felix Lecoy, docente presso l'EPHE e il Collège de France, direttore della rivista Romania). Giocatore Grenoble (1960) e Parigi (1961 e 1962), di ricerca: Gilbert Ouy), è stato nominato Professore (letteratura francese, "cattedra" presso l'Università di Palermo) dell'Università italiana nel 1974. Editor la revisione Studi Francesi 1963-1988, è stato il direttore e fondatore (1977) della rivista francese medio. nel 1979, ha co-fondato con Rosa M. Bidler edizioni CERES (la piccola casa << Libro >> scholar), che pubblica la rivista francese medio, e la collezione "Medio Biblioteca francese", "Alla ricerca di una lingua perduta", "Inedita & Rara", "Oggi D 'domani." Testimone del suo tempo, come lui stesso definisce, egli è redattore di lingua italiana settimanale Il Cittadino Canadese. Destinatario Chavée di premi per il suo dizionario di frasi in francese significa (1993, Istituto di Francia-Belles Accademia delle iscrizioni e Lettere). Giuseppe Di Stefano è un Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere. Il 9 maggio del 1993, La Presse di Montreal lo ha nominato personalità. 

Nel 2007 riceve ad Enna, Suo luogo natio, “Premio EUNO” per la seguente motivazione: Al Prof. Dr. Giuseppe Di Stefano, Accademico di Francia, Full Professor Mc Gill University Montreal ed esperto di filologia romanza di fama mondiale. Per aver dedicato il suo straordinario ed appassionato impegno di studioso, alla lingua francese ed alla terra da lui definita “ IL NUOVO MONDO”( IL CANADA’), senza mai dimenticare le proprie origini e l’attaccamento a questa nostra terra di Cerere che gli ha dato i natali e che oggi,  lo riconosce suo degno ed illustre figlio".


 
  
Alberto D'Italia nasce a Enna il 25 settembre 1934. Profondamente umano e sempre disponibile, ama la compagnia e la rallegra con i suoi racconti. Ci lascia  il 3 maggio 2015.

Il Padre di Umberto Domina si chiamava Salvatore, proveniva da Villarosa, che dista 18 Km da Enna. Arruolato nell’arma dei Carabinieri, dovette subire spostamenti di sede, si trovava a Palermo quando in questa città il 15 settembre 1921 nacque il suo primo genito che fu battezzato nel Duomo di Monreale, la madre Maria Mancuso, di salute delicata, morì giovanissima, che il figlioletto aveva appena tre anni e poco dopo morì anche un fratellino minore. Che impressioni fecero questi lutti al piccolo Umberto? che nebuloso ricordo di quei non lieti anni della primatissima infanzia gli rimase nel fondo dell’anima? Si senti forse abbandonato dalla madre? Non sappiamo, ma certi traumi o turbamenti infantile segnano inevitabilmente. Il bambino fù amorevolmente allevato dalla seconda moglie del padre, Lucia Corso, fu Lei “sua” madre, cosi come calorosamente frequentò i parenti, cugini e zii, che a lei si riferiscono. Tuttavia questa raccontava che Umbertino, indicato la foto di Maria Mancuso, più di una volta disse: “quella signora mi guarda sempre, anche quando sono fuori a giocare”. Un anno dopo le nozze del padre, nacque la sorella (sorellastra) Lina e, come spesso accade ai primogeniti, all’inizio ne fu geloso. In realtà i loro rapporti furono in seguito sempre affettuosi. Lina, insegnante di Lettere, sposatasi si trasferì ad Ancona, di tanto in tanto ritorna a Enna dove sono sepolti i genitori. Il Maresciallo Domina fu trasferito a Torino e qui Umberto frequento le scuole elementari. Messosi in pensione, il padre scelse di vivere a Enna, nonostante alla moglie il Capoluogo Piemontese piacesse e ci sarebbe restata volentieri. Fu così che Umberto venne a trascorrere nella città di origine gli otto anni fondamentali dell’adolescenza frequentando il Ginnasio Liceo Napoleone Colajanni, da cui usci nel 1940. Vi trascorse “gli anni più belli”, gliene rimase un ricordo commosso e nostalgico, come si apprende nel libro fatto pubblicare dall’Istituto nel 1991 in occasione del primo centenario dalla Costituzione.

              
 

Anna Dongarrà  è nata ad Enna dove vive e lavora. E’ laureata in Formazione e Gestione delle Risorse umane. Svolge la professione di  Docente di Lingua Inglese. Da molti anni è impegnata nell’Associazionismo e nella Società civile. E’ stata Presidente della Commissione provinciale P.O.  e dall’anno 2005 al 2012 è stata componente del Consiglio di Amministrazione dell’I.P.A.B. Centro di Accoglienza Santa Lucia. E’ stata Presidente dell’A.N.D.E. (Associazione Nazionale Donne Elettrici9)e attualmente è Past -Presidente della F.I.D.A.P.A. (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) di Enna.


Ha pubblicato:

 “Profumo di limone” (Sensazioni in poesia) Ediz: Il Lunario

“ Centro di Accoglienza Santa Lucia  1928-2011- Una Storia che continua”  Bonfirraro Editore

“ Ci vuole così poco” Raccolta di massime, aforismi,proverbi, detti. Ediz. NovaGraf

Una silloge di sue poesie è stata pubblicata nell’Antologia di Poeti  Contemporanei “All’insegna della nuova poesia.”

Ha  curato la prefazione  di alcuni volumi di Autori  vari. 

  
 don Vincenzo Di Simone nasce a Catania il 14 dicembre del 1941 è ordinato sacerdote il 29 giugno del 1967. Nominato dal Vescovo Mons. Vincenzo Cirrincione quale parroco della Chiesa di San Cataldo nel dicembre del 1992. Autore del prezioso libretto sulla vita e sulle opere di San Cataldo curando anche la descrizione della Chiesa in Enna a lui dedicata.  Ha redatto la presentazione di alcuni libretti dell’autore ennese Rosario Colianni quali: Il Mistero della Sofferenza, Quando l’Amore dona Gioia, Alla Superstizione preferisco Dio, Giovanni Paolo II, Perché amo il Papa.





  

 

 
Federico Emma nasce a Enna il 20 luglio 1955. Svolge la professione di Pediatra. Da alcuni anni cura il sito di storia e cultura www.ilcampanileenna.it. Nel 2014 scrive il libro ” Il Casciarizzo del Duomo di Enna” In cui illustra e descrive il bellissimo mobile da sacrestia  custodito presso il Duomo di Enna.
 
 Franco Enna (pseudonimo di Franco Cannarozzo), nasce a Enna nel 1921, muore a Lugano nel     1990. Noto in Italia e all’ estero quale autore di <gialli d’arte> che gli hanno meritato l’appellativo  Simeon italiano, si presenta per la prima volta ai suoi molti fans con il suo famoso pseudonimo quale  poeta. Questo evento ha una importanza che va al di là del semplice fatto editoriale: indica infatti che la  letteratura è univoca, quali che siano i livelli sui quali si manifesta. Con il suo vero nome, Enna ha  scritto romanzi, poesie, commedie, che gli hanno meritato diversi premi letterari. Scrive anche per il  cinema e la televisione



                                          
 

Il prezioso libro pubblicato nel 1909, facente parte della serie:”Dizionario illustrato dei comuni siciliani” scritto da Ettore Liborio Falautano, bibliotecario comunale di Castrogiovanni, ci da nelle pagine un quadro di Enna di 100 anni fa. Una Città certamente molto diversa da quelle di oggi, ma con problematiche purtroppo ancora attuali e con risorse ormai perdute sia urbane che economiche. È costruito da varie sezioni: La storia di Enna, la descrizione dei monumenti e delle chiese e una panoramica del quadro economico, culturale e sociale della città ai primi del ‘900




Cristina Fazzi è un medico ennese, specializzato presso l’Università di Catania. In Zambia dal 2000, da diversi anni opera nell’ambito del Mayo-Mwana Progject, dalla stessa ideato e realizzato con la finalità di portare assistenza socio-sanitaria ai poveri del luogo, con particolare attenzione alle problematiche di donne e bambini. In Zambia è socio fondatore e presidente  dell’Associazione Umanitaria "Twafwane";  è anche socio  dell'Associazione CrescereInsieme onlus di Verona".

 

Sara è un medico siciliano che, quasi per caso, si trova a svolgere la propria professione nello Zambia, dove poi rimane per scelta. È così che, giorno dopo giorno, tra vicende quotidiane e tradizioni, tra realtà e leggende, matura in lei la consapevolezza del grande amore che la lega alla gente del luogo, piegata alla povertà e malattie ma grande nella dignità e nella lotta per la sopravvivenza.

 Fernando Luigi Fazzi è nato a metà del XX secolo, in un cucuzzolo di montagna, capoluogo di una delle nove provincie siciliane, Enna; è cresciuto a ridosso della seconda Guerra Mondiale, che, come a tanti altri siciliani, gli ha lasciato lo strascico di una scorza rude, in contrasto con la sensibilità interiore. Forse perché l’una e l’altra si difendono e si contrastano vicendevolmente. Fazzi ha lottato a lungo, prima di raggiungere l’indipendenza ( in senso lato e genrale), conquistata con la caparbia determinazione di non sottostare ai tanti condizionamenti: << neanche a quelli della carta stampata>>, dichiara. La sua indipendenza interiore è foriera di libertà e all’occorrenza di ribellione. La prima poesia gli è stata pubblicata a 13 anni di età su una rivista scolastica a tiratura nazionale (Vera Vita), su segnalazione dell’ allora Rettore del Real Collegio Capizzi di Bronte. Da giovane ha collaborato a molti giornali e riviste, fondato circoli culturali e aperto teatri. Nel 1977 ha pubblicato la prima raccolta di poesie in dialetto siciliano, intitolata Cumpagni arrivigghiativi (Compagni risvegliatevi) che gli valse un’intensa amicizia con il vecchio Ignazio Buttitta. Frequenta, ma saltuariamente, tutti gli intellettuali siciliani. Conobbe la nostra Casa Editrice nel 1978 inserendo nell’Antologia critica dei poeti dialettali e alloglotti la poesia Acquazzunni (Acquazzone). Nel 1992 abbiamo pubblicato il suo volume di poesie intitolato Sicilianitudine nella collana  “I Trovieri”. E’ autore dell’opera tetrale, in versi siciliani e italiani, in prosa arcaica e attuale, molte volte rielaborata, Avventuri e amuri d’un certo don Giovanni, tra verità e leggenda, (che ricalca la vita di Vincetelo de Leca Miguel de Mañara, personaggio storico dal quale, a detta di Fazzi – che ne ha fatto motivo di ricerca – nacque la leggenda del famoso Don Giovanni) ; rappresentato in molte piazze d’Italia, ha riscosso ovunque interesse e consensi, per la maniera innovativa in cui è presentato il mitico personaggio. Per suo impegno sociale tiene spesso conferenze nelle scuole e molto si occupa di questioni dialettali siciliane per le quali è in corrispondenza con studiosi stranieri, come la professoressa Jana Vizmuller-Zocco, dell’Università di York (la seconda Università di Toronto) e il professore Joseph Fenech di Malta. Risiede a Enna e vive per scelta, come Battiato e Dalla, in un paesino alle pendici dell’Etna.
           

 


Rino Felice nasce a Enna nel 1970. Esercita la professione di Insegnante. Antonella Montello nasce in Germania nel 1972, anche Lei si occupa di Formazione. Si conoscono e si sposano nel 2004, nell’occasione del loro matrimonio, regalano  agli invitati una pubblicazione di ricette, scritta a 4 mani, "Pensieri e Sapori" che racconta di alcune ricette tratte dalle tradizioni tipiche Siciliane con l’auspicio "che la scelta di uno di questi piatti possa essere l’occasione migliore per assaporare, in momenti particolari, emozioni intense con le persone che amate….."

Aldo Domenico Giuseppe Ferrara nasce a Palermo nel 1947. Nel 1971 si Laurea a Milano in Medicina e Chirurgia. Da lì inizia l’attività professionale e scientifica: Specialista in Malattie Respiratorie (1974), in Fisiopatologia Respiratoria (1980), dal 1986 è Professore di Ruolo di Malattie Respiratorie nell'Università di Siena. Dal 1974 al 1975 ha lavorato presso la Tufts University di Boston (Mass.) e dal 1981 al 1982 al Karolinska Institutet. E’ Autore di 245 tra pubblicazioni, Trattati e Monografie, dedicate in massima parte alle broncopatie croniche ostruttive ed all'asma; alle malattie polmonari sociali ed alla sicurezza stradale. Parallelamente si è impegnato anche in attività pubbliche: Consulente Scientifico del Ministro della Sanità per i problemi dell’Inquinamento Atmosferico (1981 - 1983); Consigliere della Zona 1 Centro Storico di Milano (1985-1990); Consulente della RAI, curando per dieci anni la Trasmissione di Medicina “Punto DOC”; Consulente dei Vigili Urbani di Roma, (OSPOL, ARVU, S.U.L.P.L.) per la salute respiratoria, sviluppando metodiche di prevenzione attiva; Coordinatore Scientifico dell’European Research Group on Automotive Medicine. Comunque rimane legato al territorio di origine, l’Ennese, dove da giovanissimo è stato (dal 1964 al 1966) Segretario dei Giovani del PLI, voluto dall’On. Cannizzo. L’impegno politico continua anche nel 1999 dove si ritrova Candidato alle Elezioni per il PE (Collegio V Sicilia-Sardegna) nelle file dei Verdi.

             






Giuseppe Ferrante, avvocato e scrittore, nasce ad Enna nel 1933. Nel 1961 si trasferisce con la famiglia ad Iseo in Lombardia e torna ad Enna nel 1978 ove svolge la sua attività forense. Nel 1999 si trasferisce a Catania, assumendo la funzione di Giudice di Pace. Nel 2000 è nominato Giudice aggregato nella prima Sezione Stralcio del Tribunale di Catania, svolgendo a tempo pieno attività giurisdizionale fino al 2004. Nello stesso anno pubblica il suo primo volume di narrativa “Donna di Voglia 1943”, nel quale riscopre tratti e momenti  di vita tragici, ma anche piacevoli, della comunità ennese nel periodo bellico. Nel 2006 pubblica con la casa editrice “ Ila Palma”, nella collana di narrativa “Meridiana”,  il volume “ I  Racconti di Roccadisopra”, un gustoso e colorito affresco della vita di provincia. Con la stessa editrice e nella medesima collana nel 2010 pubblica il romanzo “Un treno lungo più di cent’anni fino ad Enna da Castrogiovanni”, oggetto, nel 2014, di un audio libro, a cura dell’associazione Radiusu. Il musical, nella sua originalità, narra e canta di una Sicilia problematica e triste, lieta e romantica d’altri tempi. In quest’opera, attraverso la musica e la calda voce di Alfio Patti, la narrazione di Orazio Costorella diviene sceneggiatura e teatro, così che il tempo del racconto appare eguale a quello della storia. Nel 2013 con la casa editrice Bonanno per la collana Eliconea pubblica il volume “Il politeista di provincia”. In esso vi è la parabola umana del protagonista Carlo, una sorta di cataro dell’età contemporanea, simile a quella di una schiera di testimoni di un’epoca storica ricca di idoli che, come meteore, hanno affascinato e illuminato l’ultimo travagliato secolo. Nel 2014 con l’editore “associazione Radiusu” pubblica il romanzo breve “La straula di don Nenè”, in cui lo scrittore descrive paradossalmente una Sicilia fatta “di un coacervo di anime desiderose di un duce che senza loro fatica li conducesse, ma senza guidarle, perché i siciliani, orgogliosi come sono, sanno, da tempo remoto, come e dove perdersi.” Nel prossimo autunno 2015 vedrà la luce un altro volume dal titolo “Racconti dal feudo”.

    
La bibliografia di Giuseppe Ferrante:
 Donna di voglia 1943
 I Racconti di Roccadisopra
 Un treno lungo più di cent’anni fino ad Enna da Castrogiovanni
 Il politeista di provincia
 La Straula di Don Nenè
 Racconti dal Feudo
paolo ferreri autori ennesi cisionlus


Paolo Ferreri
nasce ad Enna nel 1985. Si laurea nel 2008 in Economia presso l'Università Sapienza di Roma. All'interno della stessa Università, matura diverse esperienze in ambito accademico collaborando con le cattedre di microeconomia e macroeconomia. Attualmente opera in ambito bancario. Pubblica nel 2010 il testo "Il Processo Innovativo in Ottica Sistemica" teorizzando un nuovo innovative process, basato sul completo superamento dei determinismi e della prospettiva funzionalista.







Edoardo Fontanazza, nato a Enna, è stato un uomo di straordinaria e poliedrica personalità. Scrittore,  poeta, pittore, pedagogo, sportivo, ha profuso in ogni impegno tutte le sue energie con passione, con competenza e con tenacia instancabili. Laureatosi in pedagogia e psicologia all'Università Cattolica di Milano, ha iniziato e costruito il suo futuro nel campo della scuola in Lombardia, per portare poi nella sua città le esperienze, le ricerche pedagogiche e psicologiche condotte con spirito innovativo e sempre tese alla formazione e al miglioramento della persona umana e sociale. La sua creatività, oltre che nel mondo scolastico, si è manifestata come fucina di idee e di progetti anche nella sfera del sociale e dello sport, tra i quali ricordiamo: l'inserimento a Enna dei “Parchi Robinson”, i “Ludi Olimpici Scolastici” il servizio di “Orientamento Scolastico” per gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori, la formazione, insieme con altri soci dell'EN.CA.NA., di un servizio di ippoterapia per disabili. L'ultimo suo progetto è stato quello di istituire in Enna le manifestazioni federiciane con cadenza possibilmente annuale. In concreto sono state realizzate due edizioni: una nel 1994, da maggio a settembre; un'altra nel 1997, da maggio a ottobre. Le finalità e lo svolgimento del “Progetto Federico II – Europa 2000” sono esposti nel volume “Messaggi per l'Europa dalla terra del mito a Strasburgo”, un libro rimasto incompiuto e pubblicato postumo dalla famiglia nel 2014. Edoardo Fontanazza ci ha lasciato il 6 marzo 1998. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Didattica in azione con i gruppi interclasse, Il parco sull'altipiano, Sicilia a passo di zoccoli, Dal sonno della ragione, Profonda Sicilia, Enna quasi il romanzo di un patrimonio.
            

Giuseppe Fontanazza Roxas era nipote del genero del barone Angelo Varisano, Don Giovanni Roxas, la cui figlia sposò un Fontanazza. Laureato in Legge, fu Direttore della Biblioteca di Enna il suo ruolo nel mondo culturale ennese non fu solo istituzionale, ma pubblicò il libro di poesie "Versi antichi" e scrisse dei racconti rimasti inediti. Giuseppe Fontanazza ebbe anche un rilevante ruolo nella formazione di scrittore di Andrea Camilleri, come lo stesso ci racconta. Fu amico di Nino Savarese, di Francesco Lanza, del poeta di Villarosa Vincenzo De Simone.

 Il «luogo» ennese che io ricordo  con  affetto e gratitudine è un altro. Un giorno, che già era inverno, dovetti recarmi in Municipio per farmi rilasciare non ricordo più quale documento. Appena passato il portone, mi arrivò, dal lato sinistro dell'atrio, un'onda leggera  d'aria tiepida. Veniva da una porta aperta sulla quale c'era scritto «Biblioteca comunale». Mi avvicinai, diedi un'occhiata all'interno. Era uno stanzone tutto scaffali pieni di libri, messi in perfetto ordine. Dallo stanzone si aprivano porte verso altre camere con scaffali e libri. Leggo da quando avevo sei anni e capii perciò immediatamente di aver scoperto una miniera d'oro. Entrai. Un uomo in maniche di camicia stava riempiendo di legna una stufa. Si volse. «Desidera?». Gli risposi che volevo guardare intorno. Mi taliò con un  luce di speranza. «Lei legge?». Alla mia risposta affermativa mi condusse in una sorta di  gabbiotto a vetri, si mise la giacca. «Sono l 'avvocato Fontanazza, il direttore».     Diventai molto amico di quell'uomo colto, caustico, stravagante. Un giorno mi fece un autentico regalo: mi aprì una porta. E dietro quella porta c’era il lascito di Francesco Lanza, scrittore di gran razza, fondatore con Nino Savarese di un «Lunario» destinato ai contadini, ma estremamente raffinato. Oltre alle sue carte, corrispondenza  inediti,  c'erano i suoi libri e le sue riviste, quelle leggendarie come «La Ronda» o «L'Acerba». La mia cultura letteraria me la formai lì: ogni mattina alle nove mi presentavo puntuale e l'avvocato mi accoglieva a braccia aperte. Ero l'unico suo cliente. Oggi Enna è una città modernissima, in alcuni campi commerciali e industriali addirittura all'avanguardia. Ma la mia memoria e il mio cuore sono rimasti a quegli anni, quando bastarono un paesaggio, quattro amici e qualche libro a non farmi più sentire freddo a mille metri d 'altezza. 
                                                                                                                                                                                   Andrea Camilleri

 Fine e delicata poesia è in verità questa di Giuseppe Fontanazza, il quale dagli spalti della sua sicula Enna vede il mondo ancora arcadicamente. Difatti egli coglie i suoi ritmi là dove Persefone la bella figlia di Demetra, intesseva i suoi fiori. Il paesaggio, la verità montana, la lontananza della turbinosità metropolitana hanno concorso a che il poeta foggiasse i suoi versi di trasparente melodia. E così egli con grazia teocritea e sospirosa ansia catulliana scioglie soavissimi idilli alle belle vergini dei suoi sogni, intanto che sotto le ombre aulirose di taciti misteriosi viali intende l’orecchio al gorgheggio di fontane e di rosignoli. Miracolosamente. Prestiamo anche noi l’orecchio alle brevi battute del “l’usignolo” ennese. Questo Giuseppe Fontanazza non è soverchiamente verboso e canterino ma ha per conto il merito di essere breve e di snodare il suo canto in note veramente astrali che si alimenta del nettare transustanziale che sana ogni dubbio ogni dolore della nostra terrenità. Questo è il tessuto lirico di “Vecchi motivi”. Per ciò che riguarda la forma bisogna dire che molto onorevolmente il nostro poeta rifugge dagli ermetismi e da ogni furore novecentista. La sua poesia è limpido rivo che scorre da una fresca sorgente. Fine a se stessa, è un piacere dello spirito per lo spirito. Non vaticina, ma incanta. Non ha pretese di innovazioni ed è nuova. È romantica, ma non metafisica. È fatta di speranze e di bontà, di senso religioso. È accessibile a tutti e il lettore se ne nutre rivivendo stati d’animo universali: il suo, quelli di tutti. È un mezzo per attingere l’arcano del sogno, il mistero della conoscenza suprema che si annida in ogni cosa creata. Per questo è vera poesia e di tutti i tempi: canto meditazione, musica e luce.
Vincenzo De Simone, Milano 7 giugno 1939


 



Rosalba Fonte è nata ad Enna dove vive e lavora. E’ diplomata in pianoforte e insegna musica nella scuola media inferiore. Ha tenuto, in vari centri concerti strumentali e corali, riscuotendo apprezzabili consensi. Alla sensibilità artistica unisce una personalità forte e schiva ed oggi, anche, una insospettata vena poetica. Il suo esordio è questo “Donne” che focalizza con pudore e umiltà le laceranti e inappagate ansie di essere donna in questa società complessa, ancora fortemente maschilista, sempre più meccanica, arida e cinica. Pubblica anche “ I suoni dei Sentimenti” dove vuole affermare maggiormente il suo mondo interiore un mondo visto quasi con occhi di bimba, senza ipocrisie e false verità
  


Francesco Paolo Fulco nasce 59 anni fa da una famiglia di origine Ennese costretta nel dopoguerra a emigrare in Belgio per lavorare nelle miniere di carbone.  Sposato con due figli , lavora presso il Libero Consorzio Comunale ex Provincia Regionale di Enna. Nel suo manoscritto “  Il silenzio dei miei ricordi” ha riavvolto un nastro di ricordi  imprimendo su delle pagine tre testimonianze di vita vissuta di cui una quella dei suoi genitori descrivendo gli ambienti rurali di una dimenticata Castrogiovanni; la solidarietà della gente dei quartieri, la risolutezza e l’amore capace di far cadere i muri del pregiudizio, di superare tutti gli ostacoli che la vita ci pone davanti, delle sofferenze e privazioni della nostra comunità costretta a emigrare. 


 

Luigina  Gagliano Lo Iacona Insegnante, nata ad Enna, ha pubblicato due lavori: “ C’era una volta ad Enna” in occasione del quarantesimo della fondazione della sezione della F.I.D.A.P.A. ad Enna e “ Le donne dell’entroterra siciliano nella tradizione” in occasione della “ Festa delle Candele” organizzata dalla  stessa associazione di cui fa parte.

 





  

Nino Gagliano ha presieduto l'Ente Autodromo di Pergusa dal 1985 al 1998, del quale in precedenza (dal 1977 a marzo 1985) era stato Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti. Durante i 13 anni al vertice dell'Autodromo ha ricoperto pure la massima carica nella FIAS (Federazione Italiana Automobilismo Sportivo), subentrando all'ex Presidente CSAI Fabrizio Serena di Lapigio. Nato ad Enna, dove vive e svolge l'attività di dottore commercialista, è stato Consigliere Comunale dal 1990 al 1995, Assessore all'Urbanistica (due volte), Assessore ai Lavori Pubblici, alle Politiche Sociali e Presidente dell'A.S.EN. (Azienda Speciale Ennese). E' stato consigliere del Circolo Canottieri e del Club Nautico di Pergusa e Presidente dei Revisori dei Conti dei Comuni di Enna, Centuripe, Assoro, Barrafranca e Trabia.

 

Paolo Garofalo nasce ad Enna il 9 dicembre del 1963, lavora nell’Ufficio del Garante dei detenuti della Regione Siciliana. Più volte Consigliere Comunale, è stato Assessore all’Urbanistica dal 2005 al 2007 e Sindaco della Città di Enna dal 2010 al 2015.

Ha collaborato con diverse testate giornalistiche, tra le quali, Centonove, l’Avanti! e le radio libere degli anni giovanili, Radio Settimo canale e Radio Blu.

Laureato in Scienze politiche, ha approfondito gli studi di comunicazione e sui diritti umani, partecipando a corsi di specializzazione a seminari, laboratori, workshop e summer school a Catania, Firenze, Bologna, Roma, San Miniato (PI), organizzati dalle Università di Palermo e Catania, dalla Nens Nuova, dalla Scuola di Pubblica Amministrazione di Lucca, dall’Università Cattolica del Sacro Cuore - Facoltà di Medicina e Chirurgia “A.Gemelli”.

E’ stato docente di comunicazione in diversi corsi di formazione, per l’Aram di Messina, l’Ecipa di Catania, la Nova Consulting di Palermo, nonché per l’Università Telematica Guglielmo Marconi di Roma come docente al Master di II Livello in Scienze Criminologiche.

Le sue pubblicazioni si interessano di Diritti Umani e di Comunicazione e si completano con diversi interventi come relatore in convegni e seminari. Tra i più significativi, l’Autore è stato relatore, al Compa (Bologna) in un seminario sulla comunicazione pubblica. Sui diritti umani è stato relatore ai lavori organizzati da: Forum Nazionale per il Diritto alla Salute in carcere (Roma, Camera dei Deputati) di LegaAutonomie (Roma), di Avviso Pubblico Enti Locali e Regioni contro le Mafie (Cinisi – PA), della Lega Italiana per i Diritti dell’Uomo (Catania) della Commissione Diritti Umani del Senato della Repubblica (Roma); dell’Intergruppo Parlamentare dell’Assemblea Regionale Siciliana (Palermo); dell’Udi Unione Donne Italiane (Catania) del Ministero della Giustizia della Repubblica di Malta per l’European Forum for Urban Security La Valletta – Malta) e in occasione del Congresso Internazionale del Partito Radicale Transnazionale (Barcellona – Spagna).

I suoi libri sono stati presentati ad Enna presso la Sala Biblioteca della Soprintendenza di Enna e presso l’Università Kore, a Catania presso l’Università di Catania e nella storica libreria Tertulia, a Messina nella libreria Pickwick, a Roma, Senato della Repubblica, nella prestigiosa Sala Caduti di Nassirya  di Palazzo Madama e al Salone della Giustizia, a Bologna al Salone della Comunicazione, a Palermo a Palazzo dei Normanni sede dell’Ars. In occasione della presentazione del libro a Palazzo dei Normanni, con firma congiunta dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, fu presentata una mozione indirizzata al Presidente della Repubblica e ai presidenti di Camera e Senato, per sostenere l’inserimento del reato di tortura nel Codice Penale italiano.

In occasione delle diverse presentazioni dei libri, si sono alternati tra gli altri, Domenico Ciancio Sanfilippo, editore de “La Sicilia”; Mario Bertin, Direttore editoriale Città Aperta; Enzo Basso, Editore “Centonove”; Salvo Andò, Magnifico Rettore dell’Università di Enna Kore; Pietro Marcenaro, Presidente Commissione Diritti Umani del Senato; Vladimiro Crisafulli, Vice Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana; Salvo Fleres, Vice Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana; Liborio Termine Pro Rettore dell’Università di Torino; Salvatore Costantino Docente Università di Palermo; Micio Tempio vice direttore de “La Sicilia; Graziella Lombardo, Direttore di “Centonove”; Mario Bevacqua, Presidente UFTAA Mediterraneo; Filippo Sava, Presidente del CRES; Marco Zambuto, Sindaco di Agrigento; On. Sen. Pino Firrarello, Senatore della Repubblica; On. Lillo Pumilia, Sindaco di Caltabellotta; Gianfranco De Gesu, Provveditore per la Sardegna e la Calabria del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria; Luigi D’Andrea Ordinario di Diritto Costituzionale Università di Messina; Franco Providenti Magistrato.

Hanno parlato dei suoi libri, tra le altre diverse testate giornalistiche, Il Diario di Repubblica, la Repubblica, La Sicilia, il Giornale di Sicilia, Rai Tre, il Quotidiano di Sicilia, Rai -Radio Tre, Centonove, Radio Radicale, la Gazzetta del Sud, Ristretti Orizzonti, Cronache Parlamentari.  Nel 2013, il giornalista Paolo Di Marco, pubblica per i tipi di Euno Edizioni, Leonforte (EN), un libro intervista all’Autore, dal titolo “La Politica e me, visioni politiche e personali di un Sindaco”.

Negli anni del mandato sindacale, dal 2010 al 2015, ha sospeso l’attività di ricerca e scrittura. Al momento lavora su tre diverse pubblicazioni: una dedicata ai carcerati innocenti, la seconda alla comunicazione non verbale e la terza all’utilizzo dell’arte nella comunicazione politica.

PUBBLICAZIONI E CONTRIBUTI LETTERARI

Dalla Propaganda allo spettacolo. Un approccio alla comunicazione politica. Città Aperta Edizioni, Troina (EN) 2005. Prefazione di Salvatore Costantino.

Il libro, traccia l’evoluzione della Comunicazione Politica moderna sia internazionale che più marcatamente italiana. Semplice nella lettura, si offre anche al lettore che non ha mai affrontato prima l’argomento. Vengono tracciati i modelli di comunicazione dalla Grande Guerra in poi, fino alle quattro figure chiave dell’evoluzione comunicativa in politica: Pannella, Craxi, Berlusconi e Bossi. Il lavoro è stato acquistato dai più importanti centri di documentazione e università italiane, dall’Istituto Gramsci alle università statali di Bologna, Roma e Milano, alla National Librery of Congress di Washington. “Dalla Propaganda allo Spettacolo” viene indicato dal Diario di Repubblica (31 ottobre 2006), nello speciale dedicato alla figura dello Spin Doctor, come uno dei libri utili a comprendere la comunicazione politica, insieme ai testi di Sartori, Eco, Habermans, Novelli, Lippman…

Prefazione in Salvo Fleres, Basterebbe Pensare, Metropolis, Catania, 2007.

Una riflessione sull’attualità politica del periodo, attraverso una raccolta di scritti di cronaca che passano dal rapporto cittadino-istituzioni, al fenomeno della criminalità, alla scuola, alla famiglia. La prefazione mette in evidenza l’unicità del discorso come frazioni di vita quotidiana del cittadino del nuovo millennio.
  

Appendice in L’arte della menzogna politica, di Jonathan Swift  Edizioni Metropolis, (ristampa) Catania, 2007.

Il libello dell’autore de I Viaggi di Gulliver, assolutamente ironico e dissacrante, trova nell’appendice una burlesca formula matematica per calcolare la durata della menzogna politica.

 

Salvo Fleres, Lino Buscemi, Paolo Farofalo (a cura di), L’Ora d’Aria. Vademecum sulla vita penitenziaria. Regione Siciliana, Garante dei Diritti dei Detenuti, Palermo, 2007.

Il vademecum è destinato ai detenuti e alle loro famiglie. Tratta il Codice Penitenziario negli articoli di interesse della vita quotidiana dei detenuti, il glossario carcerario e consigli utili per affrontare con dignità il regime penitenziario. Da questo lavoro è stata tratta la pièce teatrale “Scacco al Re” per la regia di Andrea Costa. 

 

Il diritto di conoscere, in I diritti dell’uomo, Salvatore Termine, Salvo Fleres, Paolo Garofalo, (a cura di), Assemblea Regionale Siciliana - Intergruppo Federalista, 2007.

Destinato agli studenti delle scuole medie superiori, il piccolo manuale raccoglie la legislazione internazionale fondamentale dedicata ai diritti umani. 

 

Pillole mediatiche. Una difesa alla pervasività dei media.  CAEfor, Troina (EN), 2007

Una raccolta di aforismi collezionati per tema, dalla comunicazione chirografica al web, passando per cinema, radio e televisione. Leggere un paio di aforismi per sera per farne oggetto di discussione tra amici o in famiglia. Una decisa opposizione ai media con frasi prese in prestito a sociologi, comici, cantanti, giornalisti...

 

Postfazione in Il Barone Rosso, Maurizio Di Fazio, Bonfirraro editore, Barrafranca, 2009. 

Il libro di Di Fazio ripercorre la storia politica di Mirello Crisafulli. La post-fazione tratta lo studio della campagna elettorale per le elezioni regionali del 2001.

 

Diritti Umani e Tortura. Potenza e prepotenza dello Stato democratico CaeFor, Città Aperta Edizioni, Troina (EN) 2009.

Prefazione di Salvo Fleres; Postfaione di Pietro Marcenaro. Dopo un excursus storico e geografico sulla tortura, si determina la necessità di inserire nel codice penale italiano il reato di tortura, riconosciuto dalla CEDU e dalla legislazione europea ma ancora assente nel codice italiano, nonostante i reiterati disegni di legge presentati in Parlamento.

 

Contributo in Pino Vicari, I fatti di Centuripe, Guardie Rosse o briganti, edizione privata, 2015

Nel contributo si traccia la figura di Onofrio Costanzo, visto attraverso gli occhi e le percezioni di un giovanissimo militante di partito.

    



Giuseppe Gennaro nasce ad Enna il 20/01/1916. Conseguita nel 1935 la maturità classica al liceo “Napoleone Colajanni” di Enna e la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Catania, esercitò la professione forense come civilista nel territorio del Tribunale di Enna e della Corte d’Appello di Caltanissetta. Fù tra i fondatori della sezione Ennese del Lions Club International. Personaggio molto noto e stimato nell’ambiente ennese era un caratterista ironico ed arguto, pittore amatoriale e caricaturista geniale fin dai tempi del liceo. dal primo gennaio del 1979 Riposa in Pace nella tomba di famiglia del Cimitero di Enna.




Userò il presente perché questa rassegna di disegni costituisca una testimonianza senza tempo della genialità del suo autore, della sua sensibilità, del suo modo personalissimo e raro di cogliere la sintesi. Perché Angelino sfogli adesso, con noi, queste sue pagine di ricordi e con noi ne sorrida. <<Gli allora>>. Un titolo coraggioso, ma emblematico: quasi un neologismo pubblicitario, eppure – o forse per questo? – efficace. Una rassegna di amici degli anni ’40, <<fotografati>> dal tratto sicuro, abilissimo, di chi ne intuisce l’essenza e la personalità. Io, voi, tutti noi li (ci) riconosciamo e li (ci) ricordiamo cosi. Quarant’anni hanno congiurato rabbiosamente per incurvarci, inspessirci o rinsecchirci ma il nostro modo di essere – dei rimasti e dei non- è ancora qui. Quello che era allora, meno ingiallito di questa stessa carta. Ma tanta magia non è in noi. E’ nell’artista che fissando le nostre sembianze di allora, ha voluto (gli è stato congeniale) bloccare con arguto e felice humour il nostro modo di mantenerci noi. E poiché arguzia vuol dire assenza di quegli eccessi della deformazione che sono invece le caratteristiche del <<comico>>, ecco che questi disegni – salve due o tre eccezioni volutamente tali – non sono caricature. Là dove la caricatura mira ad altre finalità: distorcere per deridere, esasperare per colpire, amplificare per punire. Qui il sens of humour è talmente lontano da qualsiasi intenzione di offendere o di <<caricare>>, che il termine lo si può usare solo impropriamente o per pura comodità di linguaggio. Angelino è e rimane un essenzialista: coglie il tratto che fa somiglianza, la ruga che fa espressione, l’atipico che fa tipo. Un abile disegnatore di stati d’animo e di gelosi atteggiamenti  interiori. Che, se nessuno oserebbe applicare al Modigliani dai lunghi colli deformati l’etichetta di caricaturista, certamente Angelino – con la sua assoluta mancanza di cattiveria e di antipatie personali – ha più cose da dividere con il segno delicato di un ritrattista che con la furente e spesso parziale collera di un Grosz. Né lo si potrebbe accostare ad un pur consumato ed accorto vignettista, perché qui il disegnatore lascia intravvedere  il pittore: il segno a matita anticipa quello più impegnativo del pennello. Un segno limpido e avvolgente da artista di razza che coinvolge in ricordi ben precisi, datati, e lascia però al di fuori coloro che vi si riconoscono. Il segreto della essenziale eloquenza di questi personaggi sta infatti nel tratto al tempo stesso veloce e profondo: tale cioè da cogliere con immediatezza la vitalità e la mobilità di un viso che risulta fisso, stagnante, persuasivo ma pronto a rientrare, contestualmente, in un discorso critico che prevalica l’<<impresione>>. Umorismo riflessivo, dunque, più che d’istinto. Una ironia che serpeggia attorno al razionale, all’ombra di una attenta ricerca della realtà interiore. E qui mi fermo perché, mancandomi le qualità del critico (avvertibile, del resto, sin dall’inizio) ho espresso giudizi che mirano più a chiarirmi che a chiarire le idee. Ma una cosa mi sento di aggiungere. Un invito a dare una pennellata di tempo attorno ai disegni di queste pagine: l’azzurro antico del cielo di Enna, i diversi silenzi di allora, il blu notte della guerra, gli ingenui riserbi di un tempo, il modo diverso di sorridere delle cose. E, su un allora cosi personale ed esclusivo, l’amabile presenza di Angelino. Umberto Domina

Gigante Giuseppe Mantegna, scrive e dedica, nel 1888 ai Maestri Elementari di Castrogiovanni questo libricino di insegnamento geografico e storico , da adottare nelle classi elementari inferiori, dove dovrà partire dal dare notizie intorno alla Città natia: “Ho voluto scrivere queste brevi notizie topografiche e storiche intorno alla città di Castrogiovanni, per dare su questa antica rupe di Cerere quelle nozioni, che i nati in essa debbono sapare, ed ispirare per tempo nel cuore dei nostri fanciulli il santo orgoglio di essere cittadini Castrogiovannesi, ed insegnare loro ad amare Enna ed avviarli a crescere intelligenti, laboriosi ed onesti, come tanti nostri concittadini, che per frutto dello studio, dell’industria del proprio lavoro e di virtù cittadine, si distinsero e s’ innalzarono sull’ali di  onorata fortuna. Se con questo libretto sono riuscito nell’intento, mi terrò fortunatissimo e più che abbastanza soddisfatto delle povere mie fatiche, alle quali mi sono applicato con quel vivo amore che ho sempre nutrito per la fanciullezza; in caso contrario spero mi si terrà almeno conto del buon volere”.

In arte Angioletta Giuffrè, ma il suo vero nome è Maria Marcella Barillà, è nata a Cairo Montenotte, in provincia di Savona, il 3 settembre del 1925. Angioletta Giuffrè ha conseguito la Maturità Classica presso il Liceo Napoleone Colajanni di Enna e si è laureata in Storia e Filosofia all’Università di Catania nel 1949. Subito dopo ha intrapreso l’insegnamento di Storia e Filosofia presso il Liceo Classico Parificato “Fratelli Testa” di Nicosia. Passata alla Scuola Statale, ha insegnato a Capo d’Orlando per un breve periodo e poi ancora a Nicosia ed a Patti. Incaricata presso la Scuola media Pascoli di Enna, ha assunto la titolarità della cattedra di Storia e Filosofia presso il Liceo Napoleone Colajanni della stessa città, dove è rimasta fino al pensionamento. Si è inserita nell’attività giornalistica sin dal 1955 con una collaborazione per il quotidiano LA SICILIA, che permane a tutt’oggi. Uno dei contributi più importanti, resi al Giornale è il servizio, un’intera pagina riservata alla cultura, dedicato allo scrittore Nino Savarese ed al compositore Francesco Paolo Neglia, entrambi ennesi. Inoltre, come pubblicista, per oltre trent’anni ha collaborato con “Sicilia Tempo”, mensile diretto dal Dott. Mario Grispo, titolare della testata. Importanti testimonianze dei suoi contributi al Giornale, incentrati prevalentemente sul territorio dell’ennese, sono gli inserti sui temi: “La ragione delle Regioni”, “Vertenza Enna”, “La Provincia di Enna ha 60 anni”, “Qui ad Enna Carcere vuol dire Reinserimento”. Per incarico dell’Amministrazione Comunale di Enna ha pubblicato “Enna in tasca” (1988), e per la Provincia “Enna -una Provincia nel cuore della Sicilia” (una guida che propone itinerari naturalistici, storici, archeologici e dei laghi).Ha curato la monografia dedicata all’artista ennese Antonio Maddeo “Una vita per il Cinema e per il Teatro”, edita da “Il lunario” (1997). Ha pubblicato numerose altre opere, tra le quali spicca per importanza 7 “Il teatro e la cultura di Paternò”, presentata a Paternò dal critico teatrale Gaetano Caponnetto (1989). Ha contribuito con varie sue poesie alla Rivista “Fiorisce un cenacolo” (1975), mensile internazionale di Lettere ed Arti. Ha redatto la presentazione del libro di Giuseppe Germanà e Rosario Coljanni “Fuori dalla gabbia” (1978). Ha partecipato al Premio Scena (1988–1991), organizzato a Catania. Ha curato la Rassegna Stampa del Festival della Torre (di Federico) del 1991 e, nello stesso anno, della Mostra Incontro “Carcere aperto”. Ha collaborato con la Rivista “Enna Rotary”, con il periodico “ Nuova Sicilia” e con “TAM TAM”, giornalino di categoria edito a cura della Direzione della Casa Circondariale di Enna. In qualità di Addetto Stampa del quotidiano “LA SICILIA” ha partecipato attivamente ai Convegni internazionali di Studi Pirandelliani organizzati dal prof. Enzo Lauretta, autore della “Guida alla lettura - L’amore truccato”, tra i cui contributi figura un articolo a firma di Angioletta Giuffrè (1998). Ha dato un valido contributo a varie opere divulgative di mostre d’arte figurativa, realizzate da Pittori di fama nazionale ed internazionale. In riconoscimento della notevole attività, svolta nell’arco di oltre un trentennio, nel 1987 le è stato assegnato il Premio Tindari per la Sezione Giornalismo. Inoltre per la collaborazione giornalistica ha ottenuto riconoscimenti anche dal Rotary Club e dal Kiwanis Club di Enna. Ultima tra le sue opere è la raccolta delle critiche d’arte, relative a mostre collettive e personali di pittori che ha seguito ad Enna ed in altre sedi. Una splendida raccolta di dipinti, che nella sua vita Angioletta Giuffrè ha messo insieme, documenta proprio questi rapporti di amicizia, instaurati con vari artisti di fama nazionale, tra i quali merita di essere citato, in particolare, il maestro Elio Romano, da cui ha ricevuto in dono uno splendido autoritratto, lo studio di un particolare di un affresco ed un paesaggio di Morra (la campagna ove egli è vissuto).

    

  Mario Giunta nasce a Enna il 15 febbraio del 1952. Gli studi gli consentono di ottenere il diploma di  maturità alberghiera, anche se la sua passione è la musica, la letteratura e le arti in genere. Si      appassiona anche alla scrittura e sin dall’età giovanile compone versi. Ha pubblicato, sulle riviste  studentesche dell’epoca, poesie e articoli di contenuto sociale. Ha collaborato nel tempo e a vario  titolo con le attività artistiche promosse dagli indimenticabili amici: Liborio Coppola, Antonio Maddeo,  Gigi Fazzi, Onofrio Costanzo,  Fenisia Mirabella, Giorgio Carana e tanti altri amici ancora. Nel 2015, le  Edizioni Vetri Maurizio pubblica la raccolta di poesie dal titolo “Zampe di mosca” riscuotendo simpatie  tra i lettori 


 Di grande spessore, la Poesia di Mario Giunta. fuori da schemi e  da gabbie semantiche, si rivela, fin da subito per quella che  è:  immediata ed essenziale, delicata e travolgente.

 Dalla prefazione di Sergio Cancelliere



Salvatore Giunta nasce a Piazza Armerina il 14 luglio 1928, da padre dipendente comunale addetto all’officina di sollevamento dell’acqua  della Contrada Bellia e da madre casalinga. Avendo il padre, negli anni ’30 vinto il concorso come capo cantiere per la perforazione dei pozzi artesiani per la bonifica del deserto libico, alla dipendenza delle opere pubbliche del governo della Libia, si trasferisce con la famiglia a Tripoli, dove rimane fino alla vigilia dell’occupazione della Tripolitania da parte degli alleati aglo-americani. Rientrato a Piazza Armerina, riprende gli studi e si diploma maestro elementare nel 1947. Successivamente si Laurea in Pedagogia. Vincitore di Concorso Magistrale a 23 anni viene assegnato alle scuole elementari di Enna, I° Circolo, Plesso Edmondo De Amicis. Affascinato dalle nuove metodologie didattiche italiane e straniere, rompe con i metodi tradizionali di “trasmissione dei saperi”, in quando beni inalienabili, che si acquistano con l’esperienza attraverso la vita e da utilizzare per tutta la vita. Incoraggiato dai suoi Dirigenti scolastici, utilizza l’opera intelligente dei propri alunni per la disciplina del traffico automibilistico cittadino che, nel quadrivio di Enna, tratto di Via Roma/ V.le Diaz, comincia ad essere più tosto intenso e i semafori sono ancora da istallare. Frattanto partecipa a corsi di alto livello professionale. Vincitore di concorso a posti di Direttore Didattico, chiude la Sua carriera scolastica con il ruolo apicale presso il 3° Circolo di Enna. collocatosi in pensione,  ritiene opportuno,  per conseguire altre competenze, continuare a lavorare a tempo determinato, nella scuola secondaria superiore, insegnando materie letterarie presso l’Istituto Tecnico Commerciale di Enna. Oggi, all’età di 88 anni, vive la Sua vecchiaia con serenità assieme alla moglie Santina attorniato dall’affetto dei figli e dei nipoti.

   

  
 Vito Giunta nasce a Enna nel 1968, dove vive con la moglie e i suoi tre figli. Consegue il diploma di Geometra. Nel 1987 parte per il servizio di leva: Albenga e poi Milano.Nel 1988 raggiunge la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato in Bolzano. Nel 1991 ritorna nella sua Città natìa. Nel 1998 Sasha, la sua cagnetta di razza Siberian Husky, muore di leishmaniosi lasciando un vuoto che lo scrittore riesce a colmare solo in parte quando le dedica un racconto che diventa libro nel 2000 con il titolo “Storia di Aghar”, edito dalla Casa Editrice “Gruppo Edicom”. La storia tratta l’abbandono degli animali.Sempre nel 2000 viene eletto Segretario Generale Provinciale del SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia), carica che ricopre per dieci anni. Fondamentalmente schivo, riservato e timido, l’incarico sarà un’ottima scuola per aprirsi al dialogo. Nel 2002 inizia a frequentare l’ISSR “M. Sturzo” con sede a Piazza Armerina, per il conseguimento del titolo di Magistero, titolo necessario per essere ammesso come candidato al ministero dell’ordine sacro del diaconato e, contestualmente, partecipa alla formazione dei diaconi permanenti presso la Curia. Alla fine del IV anno è costretto ad abbandonare l’intero progetto.  Nel 2005 la sua vita professionale lo porterà a contatto con i ragazzi delle scuole dell’intera provincia, mostrando loro una faccia della Polizia completamente sconosciuta: in qualità di Poliziotto di Quartiere tratterà vari aspetti della legalità. Nel 2013 decide di mettere a frutto gli insegnamenti che ha appreso, facendo parte dei catechisti della parrocchia della Mater Ecclesiae, diventando “traghettatore”, come lui stesso si definisce, per il raggiungimento dei sacramenti: consapevole che l’uomo è poca cosa, si affida all’azione dello Spirito Santo. Nel 2017, complice la Festa del Libro organizzata dalla scuola frequentata dai suoi figli, nasce la voglia di riproporre il suo scritto, meritevole, secondo lo stesso autore, di una seconda occasione e, grazie all’Editore della Casa Editrice “Euno Edizioni”, si concretizza l’idea di ripubblicare il racconto con il titolo “Aghar”, in occasione dell’VIII Edizione della Festa del Libro e della Lettura. Una chiacchierata con la Responsabile provinciale dell’OIPA si trasforma in un vero sodalizio. L’autore, infatti, condividendo il progetto “Palle di Pelo” devolverà parte dei suoi diritti per la costruzione di un rifugio per animali.

 Cosa può succedere a un cagnolino abbandonato?

La perdita e la durezza della vita randagia, la tenacia e la forza di chi non si rassegna. “Aghar” è la grande storia di amicizia che lega due cuccioli: un cane e una bambina. Si svolge attraverso le terre sicule, dove Aghar, un cucciolo di Siberian Husky, durante un forte temporale, viene abbandonato. Ritrovare la sua piccola amica, da qual momento, diventa lo scopo della sua vita. Immerso nella natura troverà la forza di sopravvivere grazie all’incontro di nuovi amici: Aldo, la donnola; la dolce Maria e la preziosissima Aquila del Bonelli che, insieme ad altri amici, non lo lasceranno solo, ma lo aiuteranno nell’affannosa ricerca della verità. 



 

Carlo Greca, nasce a Enna il 9 maggio del 1949. Laureato in Giurisprudenza, da circa 40 anni si occupa  di Teatro avendo nel lontano 1979 fondato la compagnia teatrale amatoriale “Amici del Teatro” di cui da        oltre 20 anni è anche regista e attore. Ha rielaborato e scritto  tre opere:  “ Figlio della pace” 1988,  “ Il        Principe pauroso” 1993, “Il signore desidera? 1994  quest’ultima scritta assieme al catanese Nino          Mignemi e pubblicate dalla casa editrice ILA Palma – Tea Mazzone di Palermo. 







 




Massimo Greco è nato a Enna il 29 marzo 1968 e vi risiede stabilmente. E’ un Funzionario Direttivo e Formatore interno dell’Amministrazione regionale siciliana, laureatosi in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Palermo con il massimo dei voti. Ha conseguito una master di 2° liv. in “Politiche del terzo settore”, un Corso di perfezionamento in “Polizia Giudiziaria” e un Dottorato di ricerca in “Sociologia dell’innovazione e dello sviluppo locale”. Ha rivestito per quattro lustri diverse cariche istituzionali tra le quali quella di Consigliere e di Presidente del Consiglio alla Provincia Regionale di Enna. Cultore di Diritto Pubblico Italiano e Comparato presso l’Università Kore di Enna, pubblica costantemente saggi e commenti su riviste specializzate, monitorando le dinamiche dei pubblici poteri, con particolare riferimento alla qualità della decisione pubblica. 
     
  
  

Giuseppe Grimaldi, ennese, neurologo, umanista, due lauree honoris causa in scienze – Philadelphia USA e Pilsen Repubblica Ceca. Studioso attento di problemi socio-politici e come hobby la storia. Da anni gira il mondo per testimoniare la solidarietà umanitaria ai bisognosi in nome del Lions Clubs International di cui è stato presidente mondiale ed attualmente rappresentante alle Nazioni Unite a Ginevra, ma torna sempre ad Enna (che ama chiamare “Castrogiovanni”) dove vive e lavora. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, sociali e letterarie edite in Italia ed all’estero. Sarcastico ed ironico con se stesso, indulgente verso gli altri, ma non troppo. Ama sognare, nonostante tutto, una società migliore nella quale confida e crede, anche se dice di non sentirsi un Don Chisciotte.



 

Lucia Guttadauria è nata a Enna coniugata un figlio più tre cani . Ama il mare  la montagna i laghi abita in campagna . Ha conseguito il diploma di maestra "All'Istituto Dante Alighieri di Enna . La sua passione sono i bambini, la letteratura , la musica. Ha pubblicato due racconti : " Non amava l'inverno , Più uno di due. Un suo racconto inedito "La Rabbia " è stato rappresentato da una compagnia teatrale . A breve uscirà una sua raccolta di poesie dal titolo "Parole nelle mani del vento".



 
 Nata a Benevento, Silvana Iannotta si è trasferita, per il lavoro del padre Raffaele, Direttore del Consorzio Agrario Provinciale, ad Enna dove ha percorso l’intero curriculum studi, concluso con la maturità nell’allora prestigioso Liceo Classico “N. Colajanni”. Laureatasi in Filosofia, si è abilitata all’insegnamento per le Scienze Umane (Filosofia, Psicologia, Pedagogia) e la Storia, e nella scuola ha profuso le sue energie e la sua passione: Preside dal 1978 al 1998 del Liceo Linguistico “Abramo Lincoln”; Presidente, dal 1989 al 1994, del Comitato Provinciale per l’Educazione alla salute e la prevenzione delle tossicodipendenze operante presso il Provveditorato agli Studi di Enna; Componente eletta al Consiglio Nazionale della FNISM (Federazione Nazionale Insegnanti) e responsabile della Sezione di Enna dal 1987 al 1997. Ha avuto incarichi di ricerca e di coordinamento per la Regione Sicilia dal Comitato Nazionale per l’emersione del lavoro non regolare, operante presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri; ha collaborato con la Soprintendenza ai BB.CC e AA di Enna dal 2002 al 2013 per il coordinamento didattico del progetto Scuola-Museo e Museo Diffuso Ennese. Come opinionista ha scritto diversi articoli per le testate giornalistiche “La Sicilia” e “Liberamente” ed ha fatto parte della redazione della Rivista “Enna Provincia”. I suoi Racconti brevi sono, come la stessa scrittrice li definisce, “cristalli d’emozione”, nati quasi per gioco e ispirati dalle confidenze dei suoi alunni.

  
 
Enrico La Bianca  nasce e vive a Enna dal 1955. Fotoamatore. La sua prima macchina fotografica è una olympus OM_l, poi acquista una 6x6 sovietica, la Kiev 80, un progetto in seguito acquistato e realizzato dalla Hasselblad tedesca. Comincia a fare ritratti ai familiari ed amici costruendosi un piccolo studio nella sua casa.  In seguito negli anni ottanta diventerà il fotografo di scena di una cooperativa teatrale Ennese .Documenta la manifestazione denominata "Incontroazione" di teatro che vedeva la partecipazione di numerosi gruppi teatrali di tutto il mondo e che si è svolta ad Enna nel 1981, pubblicando le sue foto degli spettacoli nella rivista" Cartagine" specializzata nel settore delle arti visive e concettuali.  Collabora con pittori locali per la realizzazione di opere e locandine di presentazione ed espone la sua prima mostra personale presso la Galleria di arte contemporanea 3A di Enna, ed altre mostre collettive all'aperto nei quartieri della città insieme ad altri autori locali .  Nel 1982 pubblica il suo fotolibro sulla "Condizione dei giovani ed anziani di Enna" , Edito da ILA Palma di Palermo e finanziato dal Comune di Enna., dove è inserita una appendice sulla casa di riposo per anziani della città . Poi altri tre fotolibri autoprodotti. Una lunga pausa dagli anni novanta sino al 2010, e poi il risorgere della vecchia passione per la fotografia negli anni a seguire ed attualmente. Quest'anno vede pubblicato il suo portfolio "Roma-Metro linea Bl" sulla rivista Cameraraw.it, una mostra collettiva presso La Galleria "Luigi Ghirri" di Caltagirone, e ci sarà la sua collaborazione con l'accademia di Belle arti di Catania per pubblicazioni interne, ed una mostra collettiva sui "Vattìentì" di Nocera Terinese . Percorre molti generi fotografici ma predilige il paesaggio nelle sue variazioni e la fotografia di strada.  Si definisce: "un uomo del mio tempo e lo vivo e lo fotografo cercando di essere sempre me stesso. Nessun trucco, nessuna presunzione da "artista". 
 
 


PREFAZIONE
Rosario Gisana
Vescovo di Piazza Armerina

INTRODUZIONE
Giuseppe Ardica

 “LA VERITÀ COME PREGIUDIZIO”
Pippo Pappalardo

Questo libro contribuisce alla
realizzazione delle attività del
Mayo-Mwana Project, progetto 
socio-sanitario integrato a
sostegno dei poveri dello Zambia



 
Calogero La Duca è nato a Enna nel 1919 e risiede ad Agrigento. Laureato in giurisprudenza, ha partecipato al secondo conflitto mondiale e dopo il ritorno dalla prigionia in Africa è quasi sempre vissuto in centri della Sicilia, dove ha svolto la sua attività di funzionario di Banca. In atto è socio dell’Associazione degli Scrittori, del Centro Culturale Restivo e dell’Ottagono Letterario di Palermo, e fa parte di diverse Accademie. Opere pubblicate: La dinastia dei Dima  1990; Dimensione venti  1995; Dal cotone al platino  1993; Gita di piacere   1990.







    
    














Lucrezia Maria La Paglia
, nata ad Enna nel 1961 dove risiede, è docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico “
P. Farinato” di Enna e docente e tutor presso l’Università degli Studi di Catania. È specializzata in Didattica delle Scienze Umane e in Valutazione e qualità degli organismi scolastici e formativi. Ha conseguito il Master in Pari Opportunità di genere. Si occupa di formazione professionale docenti per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento. È stata Consigliera Pari Opportunità alla Provincia Regionale di Enna ed ha curato la pubblicazione dei volumi: “L’Altra metà del Cielo” e “Il nostro fiore per le donne di Kabul”. È pittrice, i suoi quadri sono stati esposti in varie mostre ed hanno ottenuto quotazioni e riconoscimenti dai critici d’arte. “Le caravelle”, foto in alto, ha vinto il concorso nazionale “La scoperta del Paradiso: Cristoforo Colombo”. Ha pubblicato “Amori”, Papiro Editrice e pubblica articoli in riviste scientifiche ricevendo apprezzamenti. Ha vinto i prestigiosi concorsi come docente all’Accademia Militare “Nunziatella” di Napoli e all’Accademia Militare “Morosini” di Venezia.
   
                                               
  Mario La Paglia nasce a Enna e risiede per tanti anni nel Villaggio Pergusa. L'ultimo artigiano capace di lavorare le canne per farne cestini o Cufina. Il 3 settembre ’42 fui chiamato militare di recluta e mi portarono a Saluzzo, al 43° reggimento. Dopo 40  giorni di istruzioni mi portarono in Grecia, direttamente ad Atene. Dopo 3 mesi, mi hanno trasferito al 42° reggimento di Forlì. Poi sono passato nel battaglione degli Arditi e mi portarono al distaccamento. Dopo l’8 settembre del ’43 sono passato con i partigiani, guidato da una ragazza che si chiamava Sofia, che era nipote del presidente della Grecia, Papandreus Nicolacchi, e così sono arrivato in un paese chiamato Carpitisi, e Sofia mi ha consegnato allo zio che allora era tenente dei partigiani e così dopo avermi conosciuto bene, mi disse: - Tu non puoi combattere per la nostra terra. Ci dobbiamo difendere da soli. - Io armi né ho due e ve ne posso dare una, o il fucile, o la pistola. - - Tu non devi combattere, te ne devi andare nella mia fattoria. Mi sono convinto e sono rimasto per lavorare finché non mi hanno rimpatriato. Ci hanno rimpatriati in più di 5.000. Al ritorno mi portarono a Taranto nei campi di concentramento dove vi erano anche prigionieri  inglesi e americani, e dove eravamo considerati delle nullità. Non potevamo andare negli altri campi a trovare i nostri commilitoni con cui eravamo stati rimpatriati perché c’erano sentinelle ad ogni porta di campo. Durante la nostra permanenza in questo campo venne una commissione di ufficiali che voleva sapere dove eravamo stati. Fummo tutti interpellati per avere notizie sulla nostra provenienza. 

La Porta Giuseppe Roberto è nato a Tripoli (Libia) il 7/6/1937 da genitori nati a Enna entrambi; quest’ultimi erano emigrati da giovani prima a Catania e successivamente a Tripoli per motivi di lavoro. A causa delle vicende belliche che interessarono, a partire dall’inverno del 1942, il fronte libico, i due figli – Giuseppe e Vittorio – insieme alla madre, furono rimpatriati per motivi di sicurezza in Italia. Fissarono la residenza a Enna per il periodo 1942/48. Nel detto periodo i due fratelli frequentarono le scuole elementari cittadine. Nell’agosto del 1948 la famiglia rientrò a Tripoli per ricongiungersi al capofamiglia. Nel 1954 al completo fece rientro definitivamente in Italia, stabilendosi a Enna. Qui il capofamiglia aveva acquistato una casa; e, cosa più importante, qui poteva contare sulla presenza di alcuni parenti. I fratelli completarono gli studi presso il liceo classico “N. Colajanni” fino al conseguimento della maturità. Entrambi si scrissero all’Università: Giuseppe a Milano per frequentare i corsi di Scienze Biologiche (esperienza negativa per varie circostanze). Il fratello minore, Vittorio, si trasferì a Catania per frequentare il corso di laurea in Scienze Politiche. Nel 1961 la famiglia si spostò definitivamente a Catania (il capofamiglia aveva scelto, intanto di emigrare nuovamente all’estero). Giuseppe, conseguita la laurea in Giurisprudenza, dopo una breve esperienza d’insegnamento nella scuola media, prestò la sua attività presso la Pubblica Amministrazione. Concluse la propria carriere con l’insegnamento presso una Scuola Superiore ad indirizzo linguistico. Dal 1968 vive in una città della provincia di Varese.

  
 Michele Lauria nasce a Enna il 9 novembre del 1942. Consegue la maturità classica presso il prestigioso Liceo Ginnasio Statale “Napoleone Colajanni” e di seguito si laurea in Filosofia. È stato sindaco della sua città natale dal 1979 al 1987 dopo aver rivestito l’incarico di presidente dell’azienda municipalizzata acqua e luce. (AMAL). Senatore della Repubblica per quasi cinque legislature, dal 1987 al 2005 . Sottosegretario di Stato in quattro governi di centro-sinistra, dal 1996 al 2001 (Governo Prodi, D’Alema e Amato). Al parlamento è stato vicepresidente della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi dal  2001 al 2003; V. Presidente del gruppo parlamentare del Partito Popolare; Capogruppo della commissione d’inchiesta Telekom Serbia; questore del Senato dal  2003 al  2005. È stato Commissario per i servizi e i prodotti dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni dal 2005 al 2012. Coltiva il proprio "giardino privato", come definisce l'intricato quadrivio, (filosofia, fisica, religione e mito) quasi per nostalgia: dopo una laurea in filosofia, infatti, la sua vita è diventata la politica, che ha lasciato volontariamente dopo alcuni anni di una lunga e interessante esperienza ai massimi livelli istituzionali. Ma, in quest'epoca di specialismi, ci tiene a difendere l'interdisciplinarità. «Sono materie apparentemente molto lontane ma in realtà, con linguaggi diversi, parlano delle stesse cose. E non dovrebbero procedere per strade separate ma convergere verso un unico punto, la ricerca della Verità. 

Perché le grandi domande poste dai filosofi greci restano ancora irrisolte sul tappeto»" L'amante assente, Fazi, 2001, ISBN 8881121697 Il libro è un dialogo intorno alla natura dell'eros e dell'amore tra un uomo non più giovane e due donne: si parla delle molteplici forme della sessualità maschile e femminile dall'antichità a oggi, dei propri personali innamoramenti e delle "relazioni pericolose" intrecciate dalle tre voci dialoganti. Il risultato è una storia che racconta un percorso insieme sessuale e spirituale: percorso che si snoda attraverso il protagonista Marcello e due figure di donne Eleonora e Marianne, diverse e tra loro complementari, che rappresentano l'emanazione della Donna Assoluta. Nella seconda edizione il giornalista del <<Corriere della Sera>> Giuseppe Amoroso Scrive: <<Un maestoso edificio di sentenze, dialoghi e riflessioni sulla forza che fa di due esseri l’intero universo e la sua follia>>.

Telekom-Serbia, pupi e pupari, Fazi2004ISBN 8881125579 Il pamphlet racconta, con particolari inediti, i retroscena e la macchinazione ai danni di alcuni fra i maggiori esponenti del centrosinistra, così com'è stata vissuta all'interno della Commissione parlamentare d'inchiesta su Telekom Serbia, istituita per far luce sull'affaire. "Un’inverosimile macchinazione. Una delle pagine “più sfarzesche e meschine della nostra storia recente”. Ecco l’intrigo di Telekom Serbia raccontato da uno dei testimoni più informati della vicenda: Michele Lauria, ex sottosegretario alle Telecomunicazioni con i governi ulivisti e capogruppo della Margherita nella commissione parlamentare d’inchiesta che ha indagato sull’affaire. La vendita cioè a Telekom Italia di un’ingente partecipazione nella compagnia telefonica di Belgrado e la presunta maxitangente da 225 milioni di dollari che sarebbe stata intascata da Prodi, Dini e Fassino.   

Odissea dello Spirito, Marsilio, 1999, 2ª ed., ISBN 883177078 Il saggio affronta il tema della ricerca dell'origine dell'universo e della vita, intese come un viaggio iniziatico che unisce alle teorie scientifiche più audaci, le concezioni proprie dei miti e delle dottrine esoteriche. In questo contesto, l'uomo per mezzo del suo spirito e del suo cuore puro, acquisisce il ruolo di "cacciatore di infinito" e si trova ad affrontare mostri e demoni e a dialogare con gli angeli, accettando di inoltrarsi sempre più verso mondi sconosciuti. "Il saggio si occupa delle intersezioni tra fisica, fede, mito e filosofia. 






Un piccolo Dio, Baldini&Castoldi, 2013, ISBN 8868520281 Il libro è un thriller esoterico che racconta il lato oscuro della Storia del mondo chiamando in causa i grandi protagonisti del passato: da Akhenaton a Carlo Magno, da Cristo a Nietzsche, in un percorso che va dall’inizio di una nuova Genesi alla terribile minaccia di un’Apocalisse, fino alla sconvolgente rivelazione dell'Ultimo Segreto. Il racconto, dal carattere visionario, si situa in bilico tra la paura e la speranza, l'illusione del tempo e la vertigine del nulla e suggerisce il concetto che dentro l'Enigma dell'universo niente può essere pensato che non esista o che non possa esistere. "Sumer, il Primo Vegliante, figlio di donna e dio, per fratelli sacerdoti vagabondi e planetari sarà il Maestro degli uomini, per portare «rettitudine e giustizia nel governo del mondo». Carlo e Alessandro Magno, il faraone Akhenaton e Nietzsche, Gesù e Giuda fino al Papa si avvicendano in questa «storia proibita», perfetta per chi ama il rito e il mistero, l'iniziazione e la rivelazione, l'eterna battaglia tra le forze del bene e del male, insomma il lato oscuro della storia del mondo narrato, cosa non secondaria, con superbo thrilling ". (Recensione di Panorama
 

Maria Leanza Di Simone è nata a Regalbuto (EN), ha completato i suoi studi presso l’Istituto Maria Ausiliatrice di Catania conseguendo brillantemente il diploma di Magistrale. Dal 1960 con la sua famiglia vive a Enna dove ha svolto l’attività di insegnante fino al 1994. Da sempre ha nutrito un grande amore per lo studio e, principalmente, particolare interesse e passione per le lettere e la musica. Ben presto, però, ha dovuto accantonare il forte desiderio di continuare gli studi, perché, entrata a 18 anni nel mondo della scuola (dove è rimasta più di 40 anni) e poi con il successivo matrimonio e la nascita dei figli, ha scelto di dedicarsi totalmente, con entusiasmo e la passione che le sono proprie, ai due grandi amori della sua vita: la famiglia e l’insegnamento. Di tanto in tanto, però, ha sentito l’impulso di rientrare in se stessa per cogliere ed esprimere i moti dell’animo, le attese, le aspirazioni del suo sentire, ma anche le delusioni, le sofferenze, la spossatezza del vivere. Cos’, dopo alcune prove giovanili (presentate nella prima sezione del volume) Sono sfoghi dell’anima, squarci di luce nel turbinio dei giorni d’una vita intensa di lavoro e d’impegni. Nel 1990, in qualità di presidente della sezione FIDAPA di Enna, ha istituito il premio letterario “Cerere-Henna” per la poesia e la narrativa in lingua italiana e in dialetto, riservato alle donne do Sicilia, e ne ha curato le prime due edizioni. Oggi, giunto alla VII^ edizione, è diventato Premio Nazionale ed è un’iniziativa culturale portata avanti con successo dall’associazione FIDAPA di Enna

 

 Gaetano Libertino Nasce a Enna nel 1951. Sin da giovane si appassiona al Teatro, al Cinema, alla scenografica e al canto popolare. Ha vinto 6 premi nazionali e 5 regionali in rassegne teatrali nazionali e regionali  come migliore scenografo e migliore scenografia. Ha scritto 12 testi teatrali alcuni dei quali sono stati realizzate da compagnie teatrali sparse nel territorio siciliano; circa 250 poesie in dialetto siciliano e qualcuna anche in lingua; 4 sceneggiature filmiche; oltre 60 testi di canzoni popolari musicate e arrangiate. Ultima fatica: Il libro di poesie in vernacolo e qualcuna anche in lingua, edito dalla casa editrice Maurizio Vetri Editore  dal titolo “ Ora vi cuntu un cuntu”. Felicemente sposato con Maria Sedita dal quale matrimonio sono nati tre splendidi figli: Floreana, Germana e Alfonso. Nonno di due meravigliosi nipotini: Gaia e Mauro.
  


Lucia Licata nata a Enna il 7 agosto 1953 ha coltivato fin da piccola la passione per la poesia prendendo esempio dal padre Arturo.   Tantissime le sue poesie che denotano la grande praticità nel comporre rime. La poesia di lucia è stata apprezzata in diverse manifestazioni e concorsi letterali ricevendo il plauso della critica. Oltre la poesia Lucia coltiva altri talenti quali la pittura e il canto.




 
Maria Lo Cascio Vaccaro, è una poetessa di Enna. Nativa di Calascibetta, nasce nel 1922, ha dato al mondo due figli. Una vita intensa, ricca di soddisfazioni e di impegni: nel dopoguerra ha aperto una scuola per l’infanzia e in seguito, nell’ambito della solidarietà sociale, ha lavorato nell’Amministrazione provinciale di Enna. Nel 1995, nella qualità di primo presidente, ottiene il riconoscimento giuridico del¬la fondazione “Istituto di promozione umana mons. Francesco di Vincenzo”. Componente del “Rinnova-mento nello Spirito – Ancilla Dei” di Enna, ama scrivere poesie. Sue poesie sono inserite in varie antologie. Nel 2000 pubblica la prima silloge “I miei viaggi con Ciccio”, in memoria del marito scomparso e, nel 2003, con la casa editrice II Lunario, “L’infinito dentro”. Un libro bellissimo, ricco di emozioni, di preghiere e di ricordi, in cui l’autrice si confessa e dà testimonianza dell’opera creatrice di Dio, misericordioso ed eterno, che per amore nostro ha dato il suo Figlio Unigenito, Adesso nonna Lo Cascio “come fiori nel percorso della sua vita” rimembra quei momenti vissuti assieme al marito, ai figli, ai nipoti e continua a “sperare ancora lei Dio Creatore” lasciandole in dono il suo amore che oggi lei conserva nel suo cuore.

 

Calogero Lo Giudice nasce a Enna il 16 giugno 1938. Professore Universitario, politico ed esponente della Democrazia Cristiana. Deputato all'Assemblea Regionale Siciliana nella VII (1971-1976), VIII (1976-1981), IX (1981-1986) e X (1986-1991) legislatura. Componente di numerosi governi regionali siciliani, dal 22 dicembre 1982 al 19 ottobre 1983 è stato presidente del 37° governo regionale. Assessore ai Trasporti e Turismo nel XXXV governo, all'Agricoltura nel 40esimo, 41esimo e 42esimo governo regionale. È stato eletto deputato europeo alle elezioni del 1989 per la lista della DC. È stato membro della Commissione per i bilanci, della Commissione per il controllo di bilancio, della Delegazione per le relazioni con l'Organizzazione delle Nazioni Unite, della Delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti, della Sottocommissione per i diritti dell'uomo. Nel 1994 lascia definitivamente la politica per assumere la cattedra di Agraria nella facoltà di agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

 
 
Giovanni Lo Giudice nasce ad Enna il 24/12/1962. Da sempre coltiva l’hobby della scrittura e sin dall’infanzia si diletta a comporre poesie, racconti, copioni teatrali e testi di canzoni. Consegue la maturità scientifica nel 1981 e nel 1988 si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Catania, tralasciando per un po' la sua vocazione artistica. Dopo la specializzazione in “Diabetologia e malattie del Ricambio” e il servizio militare, nel 1993 abbandona le brume ennesi per approdare in Piemonte, dove tutt’ora risiede, dedicandosi all’attività di medico  internista ed endocrinologo presso il reparto di Medicina dell’ospedale “SS Pietro e Paolo” di Borgosesia (VC).  Con l’ingresso nel nuovo millennio ritrova improvvisamente la sua vena creativa e nel 2003 pubblica la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Qualcuno crede ancora”, edito da Montedit.  Nel frattempo si dedica al teatro, recitando presso alcune compagnie teatrali valsesiane (“Il Veliero” di Borgosesia), e componendo alcuni copioni teatrali brillanti, portati in scena con la compagnia “Lupus in Fabula” di Vintebbio (VC). Nell’ordine: “Il gelo in una stanza (2009)”, “Una famiglia piuccheperfetta (2011)”, “Due cuori e una cotenna (2012)”. Nel 2009 esce la sua seconda raccolta di poesie “Cent’anni e un minuto” edita da Ibiskos Ulivieri (finalista del concorso “Autori per l’Europa 2009”). Nel 2014 ottiene un significativo riconoscimento con la pubblicazione del suo primo romanzo “Effetto Jeremy”, sempre edito da Ibiskos Ulivieri, finalista del concorso “autori per l’Europa 2013”, nonché presente alla Fiera del Libro di Torino e alla Fiera Internazionale del Libro di Londra 2014. In contemporanea, pubblica, sempre con Ibiskos Ulivieri, la sua terza raccolta di poesie “La luna e i lacchè”. Anche tale opera risulta finalista al concorso “Autori per l’Europa 2013” e partecipa alle stesse fiere di Londra e di Torino del 2014. Attualmente un suo romanzo è al vaglio presso una famosa casa editrice nazionale. E intanto, turni di corsia permettendo, prosegue con la lavorazione di altre opere di narrativa (per adesso la poesia può attendere).

 Il destino di Daniele, protagonista del romanzo, si dipana inesorabilmente tra strane cabale all'ombra di un arcano fenomeno celeste: l'eclissi! Già, perché Daniele è nato durante un'eclissi, così come i suoi genitori e le donne della sua vita. Anche gli eventi luttuosi, che hanno tempestato il suo arco vitale, sono avvenuti in concomitanza con un'eclissi, così come ogni vicenda strategica e ogni sua decisiva scelta esistenziale. E a proposito di scelte esistenziali, la rinuncia al suo talento musicale di sempre e l'accettazione incondizionata dei diktat materni, tesi a plasmarlo come studente modello e ingegnere di belle speranze, avvennero in modo perentorio durante una triste discussione familiare, in un pomeriggio estivo, durante un'eclissi. Allora era appena diciottenne. Ed è da lì che prende vita la narrazione, da quella scelta/non scelta, con un immediato balzo felino ventiquattro anni avanti, sino a un nuovo emozionante appuntamento con tale singolare fenomeno celeste. L'eclissi del 20 marzo 2015 che torna a imperversare sui cieli italiani, pone già non pochi interrogativi al nostro stralunato protagonista, che si accingerà a osservare tale fenomeno con la consapevolezza di non essere mai diventato ciò che voleva essere, alle prese con una relazione complicata, un lavoro poco gratificante e mille frustrazioni. Più volte Daniele si era chiesto come sarebbe stata la sua vita, se avesse a suo tempo contravvenuto ai diktat materni, realizzando il suo grande sogno artistico. E paradossalmente all'ombra di quell'eclissi di inizio primavera, ottiene una serie di risposte a dir poco incredibili. Il giorno dell'eclissi perduta tra le brume padane, porterà il nostro protagonista a contatto con una serie di situazioni sospese tra il reale e il surreale, ravvivando in lui l'idea che forse non esistiamo come unica coscienza in un unico mondo, ma come infinite coscienze in infiniti mondi.  E proprio quell'eclissi finirà per trascinarlo in una nuova consapevolezza, alle porte di un futuro migliore per sé e soprattutto per chi lo circonda. L'incontro tra il sole e la luna, l'incontro tra la scelta e la “non scelta”.

 Quante volte nell'arco della vita abbiamo avuto cent'anni? Quante volte abbiamo visto il nostro viso riempirsi di rughe, i nostri capelli imbrattarsi di bianco, la nostra schiena piegarsi  alla noia e il nostro sorriso spegnersi in una smorfia di dolore? Quante volte abbiamo evitato di guardare i nostri cent'anni riflessi nello specchio? Quante volte ci siamo stancamente ritrovati coi nostri cent'anni su un divano davanti a quel maledetto scatolone a divorare la falsità del mondo, dimenticando quanta vita c'è là fuori e tutto intorno... e soprattutto dentro di noi? Poi è bastato un minuto, solo un minuto per ritrovarci nella piazza e specchiarci davanti a una vetrina. Solo un minuto per rivedere il nostro viso con le sembianze di quella prima volta in cui scoprimmo di sapere amare e di saper volare. Già, non bisogna aver cent'anni per imparare a volare.. la lezione di volo può durare appena un minuto. Solo un minuto per accorgerci che non servono “scatoloni digitali” per respirare la poesia della vita e la magia dell'amore. Lasciamo i cent'anni ai “mercanti di stracci”, ai bigotti del potere, ai ladri di diamanti. Togliamo tutti la divisa e corriamo per la piazza; insegniamo la gioia del volo anche a chi non ha mai avuto ali..  Voliamo alti, sorvoliamo il mare.. il mare che porta via “soggetti misteriosi, buonisti esasperati”.. il mare che ci fa amare, il mare che ci fa sognare. Scopriremo di “non avere più cent'anni, né più cento dita e tremila rimpianti”.. scopriremo che non avremo più bisogno di morire, nemmeno quando “quelle mani squamose premeranno quel bottone”.. Forse moriremo solo il giorno in cui smetteremo di credere in noi e torneremo a credere ai falsi profeti e all'utopia di quello schermo fluorescente.. L'uomo in fondo muore solo quando non ha più bisogno di pensare e di capire... L'uomo muore quando si accorge che è più comodo comprare pensieri inscatolati, ideali surgelati, emozioni in offerta speciale ... a quel punto rimpiangerà quei cent'anni, e capirà di non avere mai vissuto neanche un solo minuto.. 

 Poco più di trenta liriche, vere e proprie divagazione in versi, che spaziano, come già nelle precedenti raccolte,  dalla poesia d’amore classica al componimento a sfondo socio-politico, quest’ultimo assai spesso intriso di “rabbiosa e graffiante ironia”. Molte delle poesie d’amore, in realtà sono piccoli cammei, da me creati nel 2010, alla vigilia delle mie nozze con Daniela, la mia compagna di vita e per certi versi la mia vera e propria musa ispiratrice.. I brani a tema socio-politico sono per lo più incentrati su eventi e immagini di questo periodo storico alquanto contorto e non disdegnano dal denunciare l’attuale sconquasso ideologico, etico e culturale, con tutte le figure “circensi” divise tra onorevoli indecenti, guardie del corpo rassegnate, banchieri agognanti il loro “giusto” paradiso, rivoluzionari da salotto e tisana, compagni col pugno sinistro a mezz’asta, scienziati della domenica, capi di stato che giocano alla guerra a modo loro, lacchè che piangono dietro al feretro del re e già affilano la lingua al pensiero di un nuovo deretano da adulare…. e poi adulteri intristiti, demoni che vendono l’anima a potenti imbonitori, poltrone che danzano in cerca di deretani a presa rapida.. insomma, tra amori al chiar di luna e lacchè senza padroni, le liriche scorrono e divagano in attesa che cambi la luna, cambino gli attori e il “circo” abbandoni la piazza.


Italia, 1970. Se l’accurata ricostruzione del decennio non fosse sufficiente per capire l’anno, ci penseranno le radio a ricordarcelo,  ci penserà la signorina che dice “Sip” e segnale che per le chiamate urbane non serve il prefisso, ci penseranno le canzoni di Battisti in testa alle classifiche e un sacco di altri dettagli sfiziosi che riempiranno di nostalgia chi ancora si ricorda quella semifinale Italia-Germania. In tutto questo, in tutto questo immaginate un uomo che viene dal terzo millennio e si ritrova catapultato in un’epoche che non gli appartiene. Immaginate quanto tempo possa passare prima che lo prendano per pazzo. Immaginate che non sia affatto l’unico ad essere ritrovato improvvisamente in un arco temporale diverso. Bene, questo è solo il preambolo, appena un minuscolo, accenno alle meraviglie che troverete in queste pagine. La storia, gli intrecci, i personaggi i sorrisi, la suspense… godetevi tutto come un piatto prelibato, perché quando arriverete all’ultima riga, rimpiangerete il momento in cui non sapevate ancora cosa vi aspettava…



      



Rocco Lombardo, nato ad Ali Terme (ME) nel 1941, risiede da quasi quarant’anni a Enna che, nel 2005, gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Storico dell’arte, laureato all’Università di Messina, è stato funzionario della Banca d’Italia ma ha sempre coltivato gli interessi culturali più variegati, producendo saggi d’arte e ricerche storiche, libri di gastronomia e guide turistiche. Già assessore comunale ai Beni Culturali, ha coordinato per la soprintendenza di Enna il progetto triennali “Museo Diffuso”; è uno degli ideatori e organizzatori della Settimana Federiciana ennese e ha collaborato alla fondazione di due case editrici (“Papiro” e “Lunario”). È autore di canzoni, musicate da noti musicisti siciliani, e di vari testi teatrali (I Canti parranu chiari; U pittini magicu; Curri l’aria…; Senza gilusia chi amuri è?; Pani e cipudda; Ninna e le altre; La moneta di Re Porco;…).

                  
  

Pippo Lombardo nasce nel 1956 ad Ali Terme (ME). Numerose sono le mostre di pittura a cui partecipa fin dal 1973 (collettive, rassegne, concorsi, personali). Dal 1983 si dedica all’insegnamento di materie letterarie nelle scuole pubbliche. Nel 1994 viene pubblicato a Enna il suo primo romanzo Un sorriso per Chiara (Ed. il Lunario), scritto per i ragazzi e ad uso della scuola media. Nel 1996 è la volta del libro Giufà e ancora Giufà (Ed. il Lunario) sempre per i ragazzi e sempre ad uso della scuola media. Collabora dal 2006 con la rivista d’arte contemporanea  con – fine per cui cura la rubrica Quid affrontando tematiche connesse ai rapporti che intercorrono tra parola e immagine. Vive e lavora a Enna, dove, presso il Liceo Socio-Psicopedagogico “Dante Alighieri” e presso il Liceo Classico Napoleone Colajanni insegna Italiano, Latino e Storia e Coordina ogni anno un laboratorio di pittura.

  


Barbara Lodato nasce ad Enna il 10 Febbraio del 1972 e nel 1997 si laurea in Scienze Politiche presso l’Università  degli Studi  di Catania. Ha completato la sua formazione con un Master in Economia Sanitaria presso l’Università  di Tor Vergata di Roma e ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Economia e Politica Agraria , presso l’Università degli Studi di Catania. E’ cultore in  Micro e Macro Economia presso il corso di Laurea in Economia Aziendale dell’Università degli Studi Kore di Enna. Dal 2007 al 2011 è stata  Professore a contratto  nel corso  di Laurea Dams presso l’Università Kore di Enna insegnando Organizzazione e gestione eventi moda e dal 2008 al 2014 è stata Tutor in Economia Aziendale. 

 
Francesco Longo nasce a Enna l’11 ottobre 1908. Avvocato e uomo di vasta cultura e di profonda umanità: Insigne maestro di diritto e Presidente dell’ordine. Ha dato lustro al foro di Ennese per il suo riconosciuto valore nell’esercizio della professione, contribuendo alla formazione di generazioni di avvocati. Illustre cittadino ispirandosi sempre ai più nobili valori civili e morali, è stato sicura guida dell’amministrazione comunale e di quella provinciale. Su richiesta dell’amministrazione comunale ha scritto nel 1981 la “Cronaca della città di Enna” dal 1861 al 1981, anno in cui ci lascia per riposare in pace nel cimitero della sua amata Enna. Alla figlia e ai nipoti spetta il compito di custodire e tramandare l’eredità culturale e letteraria di Francesco. 



  
Augusto Lucchese nasce ad Enna nel 1938. Già a 16 anni è intensamente impegnato nel sociale, crea l’Associazione “GIAC Giosuè Borsi” e fonda il quindicinale “Roccia Viva” alla cui gestione e redazione si dedica con entusiasmo. Nel 1998 costituisce in Viagrande (CT), assieme ad altri amici, l’Associazione socio culturale ETHOS della quale è tuttora Presidente e animatore.







 
  
Geppina Macaluso viene definita l’ anima lirica della Sicilia. Le sue poesie sono conosciute e apprezzate in Italia e all’ estero, dove è considerata la vera ambasciatrice della sua terra. Vincenzo Consolo scrive: << Le sue liriche sono vibranti e innocenti… la sua spontaneità, il suo amore per tutto quanto è buono, bello e sacro mi colpisce >>. Ha già pubblicato le raccolte poetiche Stiddi a primavera (1997) Comu acqua di surgiva (1999) e Azzurrucelu 2002, Luci na stidda, Con Miriana nel Cuore





     



Antonio Giuseppe Maddalena detto Peppe, nasce a Enna l’1 Aprile 1941. Trascorre la sua infanzia serenamente, frequentando l’azione cattolica della parrocchia di San Giuseppe dove trova la sua guida spirituale nel carmelitano Padre Patrizio Ramponi. Finiti gli studi si sposa e, per motivi di lavoro, si trasferisce con la sua famiglia a Catania dove rimane per diversi anni. Dopo vari cambi di residenza, fortemente legato alla sua città natale, ritorna a Enna trascorrendovi  gli ultimi anni della sua  vita. Muore il 5 luglio 2014. Nonostante i suoi studi tecnici, l’amore per la letteratura lo appassiona e lo porta a scrivere alcuni libri che restano nella memoria dei suoi cari.                                   

  


Il sacerdote Filippo Marotta, nasce a Pietraperzia il 10 Febbraio 1950, da Giuseppe Marotta, commerciante di merceria, di abbigliamento e tessuti, e da Lucia Carà, casalinga. Ha una sorella, Maria Grazia, secondogenita, sposata con Filippo Di Gloria e madre di tre figli. All’età di 23 anni (29 Giugno 1973) don Filippo Marotta riceve l’ordinazione sacerdotale dalle mani del vescovo di Piazza Armerina, monsignor Sebastiano Rosso. Nel 1975 acquisisce la Licenza in Sacra Teologia Pastorale nella facoltà teologica dell’Ignatianum di Messina e si iscrive alla facoltà di Lettere Moderne di Catania. Per un anno pastorale (Settembre 1976 – Settembre 1977) è impegnato nella Parrocchia San Tommaso Apostolo di Enna; poi, per circa tre anni, nella missione cattolica di Oerlikon-Zurigo, quale missionario degli ottomila emigrati italiani che risiedevano nei due quartieri zurighesi di Oerlikon e Schwamendingen e nei paesi viciniori di Wallisellen, Dietlikon e Wangen. Dal 1980, ritornato a Pietraperzia, si dedica alla cura religiosa dei giovani e alla vita sociale del paese fondando un periodico mensile “La Voce del Prossimo” (1981-1985). Nel 1987 e nel 1989 pubblica due opere di cultura <<popolarmente connotata>>: “Proverbi e modi di dire in uso nella parlata di Pietraperzia” e “La Settimana Santa e la Pasqua a Pietraperzia”. Il 15 Dicembre 1989 il Vescovo Monsignor Vincenzo Cirrincione lo designa parroco della comunità parrocchiale di San Tommaso Apostolo di Enna e gliene dà incarico ufficiale la mattina del 24 dicembre con una solenne celebrazione liturgica nell’omonima chiesa. Al termine della sacra cerimonia il vescovo benedice la fontana monumentale con le tre sirenette bronzee – scolpite dall’artista ennese Mario Termini -, posta nella piazza Francesco Paolo Neglia (intesa “Piazza San Tommaso”). Nell’esercizio parrocale don Filippo utilizza gli strumenti pastorali che le circostanze richiedono, comprese le pubblicazioni di un libro di canti (“Preghiamo Cantando”, Dicembre 1991), di un libro di devozioni popolari (“Preghiere recenti e antiche della Parrochia San Tommaso Apostolo di Enna”, Settembre 1994), di un periodico mensile durato quattro anni (“ La Voce della Parrocchia”, Dicembre 1992 – Febbraio 1996) e di un resoconto accurato di ciò che la parrocchia era stata ed era al momento del decennale di parroco, celebrato nel 1999 (“Scritti sulla Parrocchia San Tommaso Apostolo…”, Marzo 2000), per favorire la conoscenza e la maturazione della fede cristiana nella popolazione parrocchiale. Nel 1998 don Filippo, assieme al geometra Salvatore Di Lavore di Pietraperzia, dà alle stampe una nuova edizione della storia di Pietraperzia, anticamente pubblicata per la prima volta nel 1776 dal francescano padre Dionigi Bongiovanni. Tra il 1999 e il 2003 escono tre volumi di “Saggi e Documenti riguardanti la Storia di Pietraperzia”. Nel 2002 vengono pubblicate due opere di natura dialettologica: “Antologia delle tradizioni popolari, degli usi e costumi, delle espressioni dialettali e degli autori in vernacolo di Pietraperzia”, e, subito dopo, il “Vocabolario Siciliano della parlata dialettale di Pietraperzia”, quest’ultima assieme all’insegnante Giovanni Culmone. La trilogia delle opere dialettali viene completata nell’Aprile del 2006 con la pubblicazione della “Grammatica comparata della parlata dialettale siciliana di Pietraperzia con la lingua italiana”. Il 19 Novembre 2003 don Filippo, assieme ai professori Salvatore Mastrosimone, Gaetano Milino e Salvatore di Pietro, rifonda l’Accademia Cauloniana, sorta a Pietraperzia nel 1756 per iniziativa del dottor Rosario Bonanno con sede nel Convento di S. Maria di Gesù dei frati Minori Riformati di San Francesco. Di tale Accademia letteraria ne è il presidente. Essa per 11 anni è stata il contenitore di varie iniziative culturali, realizzate con l’attiva collaborazione dei cofondatori della medesima Accademia; in particolare della rivista trimestrale “Pietraperzia”, il cui ultimo numero è stato pubblicato nel Dicembre 2014. In preparazione del 25° anniversario della sua immissione a parroco della comunità San Tommaso Apostolo (24 Dicembre 2014) don Filippo Marotta ha pubblicato l’opera “Storia e Attualità della parrocchia San Tommaso Apostolo di Enna. Cenni sulla vita religiosa e civile della città”. In essa, ricca di corredo fotografico, si descrivono tutte quelle attività pastorali che sono bagaglio storico e attuale del bene spirituale dei fedeli. Si riportano anche notizie di rilievo della storia civile e religiosa della città di Enna.

                    

Giuseppe Marzilla nasce a Palermo il 5 dicembre del 1935. Ultimo dei sei figli.  Dal 1954 si trasferisce definitivamente ad Enna. Laureatosi in Scienze visive accademia di belle arti. Inizia la propria attività lavorativa insediandosi come preside negli Istituti di Istruzione Artistica.  Nel 1963 prende in sposa Concetta Alongi, dal matrimonio danno vita a Roberta e Cristian. Oggi vive serenamente e felicemente, insieme a sua moglie Concetta, la  vecchiaia con i semplici sorrisi donati dai nipoti Lucrezia, Lorenzo e Luca oltre alle opportunità e alle richieste che gli vengono offerte per intrattenere, attraverso racconti di storia e di arte, numerosi cittadini che si raccolgono per ascoltarlo e proprio per questa innata vocazione o missione ha scritto il libro “L’orologio solare della chiesa ennese di San Domenico. Dal decumano all’orologio solare” unico scritto nel suo genere.


Dall’arrivo di Enea sulla costa laziale, con la nascita della Civiltà Romana, subentrata agli Etruschi, con le quali si sono intrecciati nelle esperienze e nella cultura, ha stimolato emeriti scrittori a raccontare dei grandi uomini e dell’evolvere dei fatti, trovando soddisfacente lodare gli uomini come Cesare, Traiano o Marco Aurelio, tralasciando piuttosto le vicende economiche e politiche, e ancor di più le esperienze scientifiche che hanno fatto da corona alla grandezza dell’Impero Romano. Nello scrivere l’elaborato “Dal Decumano all’Orologio Solare” è stato bello scoprire quanti tentativi e quanti volenterosi, spinti dall’emozione si sono prodigati allo studio della misurazione del territorio, atto al controllo agricolo pastorale e militare, con impianti, più o meno arrivati a noi, stimolando con essi la necessità della misurazione dello spazio temporale. Tangibili tentativi dei Sumeri (III sec. a. C.) e ancor di più con l’impianto preistorico di Stonehenge (Inghilterra). E’ stato bello, che la Geodetica siciliana impiantata dai romani nell’isola di Sicilia (fatto unico al mondo) che si è prestata perfettamente per la sua dimensione e conformazione, costruendo delle torri allineate a vista l’una con l’altra, creando un reticolo ortogonale ed a quarantacinque gradi, dove nelle intersecazioni, delle linee o vie virtuali, sono sorti delle torri e delle cittadine di natura romana.


Speranza Messina vive ad Enna, il capoluogo di provincia più alto d’Italia, denominata la “città più vicino alle stelle”. È autrice del libro “Oggi come ieri”, dedicato alla sua infanzia. Sue composizioni poetiche sono state pubblicate nelle antologie Poesie per ricordare il Federiciano, Parole in fuga, Poesie del nuovo millennio. 5 delle sue poesie sono state inserite nell’enciclopedia dei poeti italiani contemporanei . Edizioni Aletti. Ha scritto filastrocche, poesie per bambini e versi dedicati alla propria città, nonché riflessioni su temi sociali e religiosi. Si dedica al bel canto e fa parte della << Corale Polifonica Maria della Visitazione>> di Enna.   In questo contesto ha vissuto, sin da piccola, emozioni che ha nascosto nel profondo del cuore, determinando in lei un’indole pronta a gioire ma incline alla malinconia. In una società dove tutto è permesso, è rimasta sobria ed equilibrata, senza rinnegare i propri sentimenti, nella consapevolezza della fatalità degli eventi che la vita stessa riserva. I versi sono semplici e chiari, come chiara e pulita è la sua vita. La lettura di Oggi come ieri è piacevole e coinvolgente, destinata a tutti per i suoi versi fluidi ed emozioni intense. A versi romantici “Lo sguardo/si perde nell’infinito” seguono versi malinconici: “Ero felice senza saperlo”. La fiducia nella vita la contraddistingue quando continua a vedere l’esistenza come”…notte/senza fine/d’eterne speranze” e pur avendo sofferto dice con schietta semplicità: “è ancor oggi come allora/resto sempre una bambina”. L’amore puro non è un sentimento a lei lontano: “E’ bello soffrire/se soffro/per te…” e ancora suonano commoventi le parole: “com’è dolce/questa carezza mai data/quest’amore mai vissuto/e pur ricordato…” e vorrebbe essere vento per continuare ad amare. “Se fossi vento/resterei con te.” La forza per un amore impossibile s’intravede nei versi: “l’inconscio/che sfuggono al tuo controllo/si stringono in tenero abbraccio./ Ineluttabile amore!/ Puoi sopportare tal dolore?”. Ma la speranza e la gioia per la vita sono sempre una costante: “Piccola luce/ lontana/ fioca fiamma/ che alimenta/ sogni…ancora!”. Ecco perché questa raccolta di versi è il segreto di un’eterna giovinezza se si accoglie il mistero dell’esistenza come gioia di vivere.

  

Armando Mingrino è nato a Enna, il 18/10/1942 ed è morto a Enna, il 26/01/2015. Sposato con Angela Cammarata e padre di quattro figli. Laureatosi in Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Catania, si è specializzato, prima, in Chirurgia Generale e, poi, in Chirurgia Toracica, all'Università degli Studi di Torino. Dal 1969 in servizio presso l'Ente Ospedaliero Umberto I di Enna, l'1 gennaio 1982 è nominato Dirigente della Sezione Autonoma di Chirurgia Toracico-Polmonare. Il reparto di Chirurgia Polmonare, di cui Armando Mingrino fu Primario per circa un trentennio, fece diventare l'Umberto I di Enna uno dei pochi Presidi in Sicilia a disporre di questa alta specialità ed in grado di garantire alta assistenza specialistica sovrazonale. Nel 2009 Armando Mingrino va in congedo da Primario della Chirurgia Toracica e Direttore del Dipartimento Chirurgico dell'Umberto I di Enna.


Armando Mingrino e Carmelo Bonarrigo hanno voluto scrivere questo libro per descrivere la luminosa immagine di Pietro Farinato, insigne chirurgo ennese. Gli autori hanno voluto mettere in luce gli aspetti dello scienziato Pietro Farinato in rapporto alle conquiste della Chirurgia della seconda metà dell'800. Significativo il titolo del libro, Agape Eros atque Caritas, triangolo all'interno del quale si inserisce l'opera gigantesca del chirurgo ed uomo di Fede ennese, nel quotidiano servizio disinteressato ai malati.


Davide Mingrino è nato ad Enna, il 17 giugno 1969, risiede ad Enna, è sposato ed ha tre figli. Ha conseguito la laurea in Scienze Politiche e l’abilitazione alla professione di Dottore Commercialista. Esercita la professione di Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti ed ha avuto diverse esperienze nel settore economico finanziario di amministrazioni pubbliche, in qualità di consulente, esperto, dirigente e responsabile di settore, è stato amministratore di Ente Locale, ricoprendo le cariche di Consigliere Comunale e di Assessore.

L’autore ha messo a frutto la passione per gli scritti di Don Sturzo ed ha fatto un lavoro sui suoi testi, cercando di estrapolare quelle frasi che potessero essere declinate come massime, ne ha ricavato uno scritto che fa scoprire, su un indice che va dalla A alla Z dei più importanti temi di etica, quanto, anche il “politico” Don Sturzo, ha scritto nell’anelito di curare e sviluppare la vita interiore di chi si avvicina alla lettura dei suoi libri. 

 






Santi Mirabella, Nasce a Calascibetta (EN). Esercita a Enna  la professione di forense; ha compiuto numerosi viaggi e studi in campo antropologico, linguistico e musicale; nel 1980 pubblica: Chakra. La metamorfosi  senza fine, resoconto romanzato di un viaggio nell’ India della mente di impostazione contenutistica tipicamente hessiana. Nel 1997 pubblica: La Voce di Allah. Successivamente si trasferisce a Lima (Peru) dove attualmente vive la vita cosi come voleva viverla.










   
  

Luigi Napoli nasce a Enna il 15 novembre 1959.  All’età di 10 anni inizia a praticare lo sport del tennis e diventa Campione Regionale di Doppio Maschile nel 1978. Consegue il Diploma ISEF a   Bologna nel 1983 e successivamente la Laurea specialistica in Scienze Motorie e delle Attivita' Sportive nel Luglio del 2002. Ha insegnato Educazione Fisica in diversi Istituti Scolastici della provincia di Enna svolgendo  la professione di maestro di tennis per conto della FIT.  Per il settore tecnico della federazione Italiana Tennis ha ricoperto per diversi anni il ruolo di tecnico selezionatore nella categoria Under 14, per le province di Enna, Caltanissetta ed Agrigento. Felicemente coniugato con Sabrina con la quale ha avuto due figli: Vittorio e Marco. Nel Dicembre del 2006, in occasione del passaggio della fiaccola Olimpica delle Olimpiadi invernali di Torino, è stato il primo tedoforo della storia della Città di Enna, essendo stato selezionato dal C.O.N.I. per correre sorreggendo la fiaccola Olimpica nella Città di Ragusa. Dal 2007 vince il concorso per Dirigente Scolastico  e ne assume il ruolo  presso l’Istituto tecnico per il turismo e professionale per l’enogastronomia “Salvatore Pugliatti” di Taormina. Dal 2006 svolge attività di Docente di “laboratorio di Tennis” nella Facoltà di Scienze Motorie della Università Kore di Enna. Nel 2005 scrive: Il Ruolo delle abilità mentali nella prestazione sportiva ed il testo tecnico Capacità coordinative  e abilità mentali nel tennis giovanile. I testi sono stati pubblicati dalle Edizioni Il Lunario di Enna.


 

 

Calogero Nasonte nasce ad Enna nell’agosto del 1934, allo scoppio della guerra frequenta le scuole elementari di S. Chiara, per poi passare fino al 1951 al Liceo Ginnasio “Napoleone Colajanni”, dove consegue l’ammissione al liceo. Per motivi familiari è costretto ad abbandonare gli studi e coadiuvare ai fabbisogni della famiglia. Dopo il servizio militare, entra a far parte quale vincitore di concorso dei dipendenti della Motorizzazione Civile ove si distingue per il suo attaccamento al lavoro. Nel 1970 consegue l’abilitazione al rilascio delle patenti di guida, esercitando tale attività fino al 1990 anno in cui chiede il collocamento in pensione. Nell’autunno del 1980, a seguito di una grave malattia è ricoverato presso un ospedale francese e nel periodo di convalescenza scrive la storia del Santuario della Madonna di Valverde che assieme al comm. Alloro la pubblica nella prestigiosa rivista “Henna”. Dopo il collocamento a riposo, scrive “Valverde” che racconta la storia completa di quel Santuario dalle origini fino ai nostri giorni. Quindi scrive “Il contadino ennese” ove sono descritti i lavori dei campi come eseguiti manualmente. Raccoglie, quindi in un volumetto varie leggende e credenze ennesi. Si diletta, nel frattempo a scribacchiare dei versi sia in vernacolo che in italiano, raccoglie leggende relative alla Madonna della Visitazione corredandola dei versi di Peppe Patelmo, poeta dialettale ennese analfabeta ed altre orazioni in onore della Patrona di Enna.

    

Antonio Ortoleva: nasce a Catania, Ennese di adozione. Giornalista, redattore per trent’anni al Giornale di Sicilia, sede centrale di Palermo, già collaboratore culturale presso quotidiani e periodici, e direttore del GR di Radio Cento Passi.

 




    L’India com’è sempre stata, intatta nei millenni, e L’India moderna, a cavallo delle nuove tecnologie: due volti di un unico grande Paese, osservati con attenzione da Antonio Ortoleva, giornalista e autore di questo reportage scritto a caldo, subito dopo il suo primo incontro con il subcontinente. Un diario di viaggio nell’India del  Nord, “poco ragionato”, messo per iscritto senza filtri né categorie interpretative, che racconta “ visioni “ non mediate dalla mente, soprattutto non dalla mente occidentale. Da New Dehli, capitale-Stato, a Rishikesh, capitale mondiale  dello yoga, attraverso le pagine ci si muove nello spazio ma anche indietro nel tempo, poiché l’autore ricostruisce un pezzo della storia del Paese attraverso le più importanti figure spirituali e politiche, non dimenticando i gravi episodi di sfruttamento di queste terre da parte delle potenze coloniali, prima, e delle multinazionali, poi. C’era una volta l’India e c’è ancora suggerisce percorsi, infonde profumi di spezie e di fiori cerimoniali in una modalità diversa dalla guida classica, guardando sia alla vita di tutti i giorni, sia alle premesse necessarie per comprendere un popolo che ci sorprende per il suo sorriso sereno; per un approccio alla vita che non prevede frustrazione; che considera povero – sulla scorta dell’insegnamento di Ghandi – non chi non ha niente, bensì chi possiede troppo e pretende sempre di più.

 

Giusy Panassidi, impiegata nella Pubblica Amministrazione, ennese di nascita ma torinese di adozione, quando non è incollata al computer, nel tempo libero si dedica alle sue tante passioni. La prima in assoluto è l’amore che nutre per la cucina e per questo la sua casa è un piccolo ristorante sempre aperto. Appassionata di mare e vulcani, è spesso via nelle sue amate Eolie, dove si rifugia spesso per trarre la forza e ispirazione per i suoi racconti. La Culofia: Paure e Pregiudizi  è il suo primo libro di racconti.

Al mio adorato nonno,

che con i suoi racconti e i suoi insegnamenti

mi ha permesso di essere la bambina

e poi la donna che oggi sono

a Mariuccia, Marisa, Emilia, Teresa

e a tutte quelle persone che, con nomi inventati,

mi hanno permesso di raccontare

un pezzo della mia adorata bella isola


Il racconto “La Culofia: Paure e Pregiudizi” rappresenta in qualche modo le nostre paure e i nostri pregiudizi. Per anni da bambina ho pensato che “la Culofia” fosse una parola inventata dagli adulti per tenerci lontano dai pericoli di un  pozzo di campagna.  Poi un giorno per puro caso scopro che  la “Culofia” esiste realmente in natura ed  è un piccolo serpentello  che vive nelle acque stagnanti che si nutre di insetti e improvvisamente crollano tante  mie paure e piano piano riafforano nella mia mente dei ricordi legati alla  mia  infanzia trascorsa felicemente in un paesino dell'entroterra siciliano che pensavo di aver  rimosso e quasi per gioco inizio a scrivere questi racconti nella speranza che parlandone possono farci superare paure e pregiudizi. Alcuni racconti mi sono stati narrati da bambina dal mio amato nonno che con la sua fervida fantasia e quella dialettica quasi pirandelliana, nelle serate trascorse con lui, noi bambine lo ascoltavamo per ore e i suoi racconti stranamente non avevano mai lo stesso finale e questa era la cosa più bella perchè ogni volta era come ascoltarla per la prima volta dato che il finale non era mai lo stesso. Gli altri racconti invece li ho sentiti raccontare da altre persone o le ho vissuti direttamente in quei diciotto anni che ho abitato in quella piccola cittadina di montagna dell'entroterra siciliano dove ci si conosceva tutti o perlomeno così ci sembrava, che di paure e pregiudizi ne custodiva tanti. I tredici racconti parlano appunto di paure e pregiudizi come l'omosessualità o delle credenze popolari dove c'era  la parte buona ma anche la parte malvagia dell'occulto. Parlo della morte vissuta con naturalezza con gli occhi di una bambina e poi di adolescente, gli anziani ci educavano sin da piccoli a non aver paura della morte poichè anch'essa è parte della vita, che a tutto può esserci rimedio tranne ad essa a cui però non bisogna mai farsi trovare impreparati. Parlo anche delle violenze sessuali subite dalle donne che per paura di essere giudicate o additate  saranno costrette a non parlarne mai con nessuno e delle grosse  rinunce che si faranno per paura di affrontare il giudizio dei paesani pagandone caramente il prezzo. Due racconti divertenti e teatrali invece rappresentano la nostra bella “sicilianità” e di come due fatti drammatici si possono trasformare in  tragicomica. Infine parlo dei giochi e della spensieratezza di noi bambini e poi fanciulli che crescono sino a diventare adulti in fretta, anni meravigliosi che ci hanno fatto crescere e diventare il “Siciliano” che ognuno di noi porta dentro e fuori.....nel bene e nel male.
   

Mavie Parisi nasce a Enna ma vive a Catania. Laureata in scienze, coltiva da sempre l’amore per la letteratura. Trascorre un periodo della sua vita negli Stati Uniti, dove lavora come ricercatrice di Biochimica presso l’NIH. Oggi insegna matematica e scienze. E’ al suo terzo romanzo dopo “E sono creta che muta” e “Quando una donna”.






Dentro due Valigie Rosse è la storia di una famiglia, e, in particolare, di  una separazione e delle conseguenze pratiche ed emotive che ne conseguiranno, viste dalla prospettiva di una delle figlie, la minore (Dalì) che narra in prima persona. Attraverso i suoi  ricordi verranno ripercorse le vicende familiari nel trentennio che ha inizio nei primi anni settanta. Ciò su cui viene puntata l’attenzione sono i contrasti tra gli ex coniugi e i difficili rapporti che si instaurano tra figli e genitori (soprattutto rispetto al genitore non affidatario). Il romanzo si articola in tre parti . Nella prima parte viene raccontata la maniera che ha la madre di reagire all’abbandono. Come spesso avviene, si nutrirà di rancore e cercherà di farne nutrire anche le figlie, anche se con esiti diversi. Infatti, la grande (Ombra), anche se più ribelle e ingovernabile,  si farà trasportare più facilmente nel vortice di risentimento.  Dalì, invece, pur tra dubbi, sofferenze e nevrosi, cercherà di comprendere le ragioni di tutti, riuscendo ad essere più equilibrata, anche perché sostenuta dalla grande passione per la musica (entrerà in conservatorio) che la accompagnerà, in un modo o nell’altro, per tutta la vita. Durante questa prima parte entrambi i coniugi si risposeranno, ma i loro rispettivi matrimoni saranno destinati a naufragare. Nella seconda parte Dalì, ormai adulta sarà l’asse portante della famiglia nonché l’unica che manterrà il legame con il padre (l’altra sorella, al raggiungimento della maggiore età, deciderà di troncare ogni rapporto). L’avere preso tutto il fardello sulle proprie spalle costerà molto a Dalì, sia in termini  pratici che emotivi, ma lo riterrà inevitabile perché Ombra, che fra l’altro diventa madre, si ammala gravemente, un accadimento drammatico che, per ragioni diverse, né il padre delle due né la madre  saranno in grado di affrontare. Nemmeno la malattia riuscirà a far riavvicinare il padre alla figlia grande, che però sembra contenta o almeno non scontenta che suo figlio, sempre grazie a Dalì, frequenti il nonno. Nella terza parte , Ombra muore, mentre Dalì andrà incontro a una crisi depressiva dovuta alla perdita della sorella. Nonostante le sue condizioni psicologiche, anzi proprio in virtù di queste, Dalì, per la prima volta riuscirà a non piegarsi alle ragioni e ai bisogni degli altri. La sua carriera prenderà strade diverse da quelle che sognava  (non diventerà una concertista) e il suo rapporto con la musica si modificherà profondamente (la userà per aiutare bambini in difficoltà) ma lei accetterà di buon grado i cambiamenti. In questa fase Dalì sentirà moltissimo la vicinanza della sorella morta e capirà quanto siano state vicine durante tutta la vita pur se diversissime per carattere e temperamento.Ed è proprio da Ombra e dal suo ricordo che trarrà il coraggio di compiere azioni che mai si sarebbe sognata di compiere in passato, azioni che affonderanno le radici in un’ irrazionalità che lei non ha avuto modo di vivere nemmeno  da bambina, e di indulgere anche a  quella che lei definisce, con eccessiva enfasi,  follia.  Il romanzo si chiuderà con considerazioni sull’amore, quello vissuto, quello dato per scontato, quello preteso, quello non compreso.

Quando una donna ritiene di meritare di più dalla vita. Quando ciò diventa ossessione. Quando l’ossessione porta al delitto. Quando il delitto fa sentire onnipotenti. Quando si perde il senso delle cose e il confine del possibile. Quando la vita concede una seconda chance, ma il passato si fa scomodo… Zaira, una giovane e valida aspirante chirurgo, si invaghisce del suo potente e sposatissimo primario, Sergio Macchiavelli. Conquistarne cuore, cognome e posizione sociale, dopo le facili attenzioni già note anche ad altre donne, è l’idea fissa che poco alla volta divora la sua fragile personalità, lasciandola vagare in una vita di tormento e desiderio. All’inizio nulla sembra impedire al destino di compiersi, di avviare negli anni un matrimonio fortemente desiderato, neppure la morte improvvisa e misteriosa della prima moglie si Sergio. Fino a quando l’equilibrio stantio dei sentimenti comincia a frantumarsi. E cosi ogni sera il piacere diventa un gioco sporco e sublime, trasformato in un’avventura dei corpi a cui Zaira non può e non sa sottrarsi. Corpi sconosciuti e seducenti, a volte imposti, a volte cercati nella clandestinità di una scelta azzardata, quando brucia la consapevolezza dell’abbandono, e l’amore sembra resistere solo nella follia della solitudine, in quella spaventosa lucidità che arma la mano di una donna contro un’altra. Ambra, Anita, Alessia, Angela: ognuna appaga e poi ferisce un’intesa, irrimediabilmente, ma a chi appartiene quel giovane corpo solo e senza vita? Mavie Parisi ci guida in un noir emotivamente teso, seducente nell’eleganza del linguaggio e nella ricercatezza di luoghi ed atmosfere, restituendo al lettore il piacere continuo della scoperta che sembra non appagarsi mai se non nell’imprevedibilità di una storia sensuale e sconvolgente.

 

Carmelo Pecora nasce a Enna nel 1959.  Vive a Forlí con la moglie Alessandra, ha due figli: Luigi e Eleonora. Felicemente nonno di Viola e Tommaso. Ispettore capo di Polizia (oggi in pensione) ha diretto il locale nucleo di Polizia Scientifica. Ha pubblicato: “Tre ragazzi in cerca di avventura” 2006 SBC Edizioni;  “9 maggio ’78  Il giorno che assassinarono Aldo Moro e Peppino Impastato” Editrice Zona 2007;  “Polvere negli occhi” sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980  Editrice Zona 2009;   “Ustica. Confessioni di un angelo caduto” Editrice Zona 2011; “Gli Infedeli Storie e domande della uno bianca” Editrice Zona 2014.  La sua esperienza professionale lo ha portato sempre assai vicino ad alcuni tra i più tragici fatti della storia italiana recente.   Grazie anche a reading e ad adattamenti scenici dei suoi libri, si è fatta veicolo di testimonianza e d’impegno civile, rivolto essenzialmente ai più giovani con incontri nelle scuole. Conosciuto come “Scrispettore” è personaggio reale dei libri di Andrea Cotti e Gianfranco Nerozzi. Ottiene diversi riconoscimenti, di carattere nazionale,  per alcuni racconti letterari partecipanti a concorsi.

     

   
Davide Pirrera Rosso di Cerami, nasce a Enna il 3 giugno 1981 discendente da una tra le più antiche e nobili famiglie di Enna, si laurea in Conservazione dei Beni Culturali ed in Archeologia ad  Urbino e in Turismo a Messina. Vince una borsa di studio alla Tennessee State University U.S.A. Fa parte in seguito della missione archeologica  italiana di Cirene in Libia.Pubblica nel 2006 "Castelli Medievali in Provincia di Enna dai Bizantini ai Normanni" e nel 2011 "Sicilia Terra di Demetra e kore - Itinerari Turistico Culturali"
Elena Pirrera è nata  e vive ad Enna con il marito. Ha una Laurea magistrale in  Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali e svolge la professione  di Assistente Sociale presso il Centro di Accoglienza S. Lucia.  Pubblica con la Casa editrice “Il Ciliegio” di Lurago d’Erba. I suoi scritti affrontano, generalmente, temi  inerenti lo sviluppo e il miglioramento personale e il benessere dell’uomo in senso  olistico. 




   

 Carmela Pregadio è nata ad Enna, ma a soli due anni si trasferisce con tutta la famiglia nel Nord Italia.  Il padre, proprietario del prestigioso Albergo Belvedere, un medico molto stimato e molto simile alla figlia per carattere e passioni, fece nascere in lei il    desiderio di laurearsi in Medicina, ma tale aspirazione non potè essere subito realizzata, perché al tempo  della giovinezza di Carmela non si riteneva adatta ad una donna la professione di medico. Lei allora si  laureò in Lettere, insegnò per vent’ anni e, dopo aver cresciuto le due figlie e aver raggiunto una certa  indipendenza economica, studiò Medicina, lavorando in qualità di medico per il resto della sua vita. Giunta  alla pensione, dedica parte del suo tempo alla scrittura, pubblica due romanzi, “La Villa” (Aletti Editore –  Guidonia, Roma) e “Le verità stravolte” (Edizioni Simple – Macerata), un saggio di psicoterapia con la  figlia Sarah Viola, psichiatra, “Ciao papà” (Edizioni Simple – Macerata), la raccolta di poesie “Come una  Canzone” (Editrice Il libro italiano – Ragusa). Ha vinto il Concorso per racconti autobiografici “Thrinakìa”,  e si è classificata seconda al Concorso “Granelli di Parole 2014”, organizzato dalla Casa Editrice Kimerik.  Alcune poesie e altri suoi scritti compaiono in diverse raccolte antologiche.
         

 



Salvatore Presti nasce a Enna nel 1936. Geometra, è stato per oltre 30 anni dirigente tecnico del Comune di Enna. Dopo il pensionamento si è dedicato con passione a gestire l'attività commerciale del negozio di abbigliamento maschile di via Roma, che si tramanda da padre in figlio sin dal 1926, posto in quel tratto di strada chiamato dà Balata a Santumasi e, nel tempo libero a scrivere articoli per quotidiani, riviste e siti Web. Da più di 10 anni collabora con il  Giornale di Sicilia e con le testate giornalistiche on-line ViviEnna, Enna Press, il Campanile. In atto cura la rubricaEnna e la sua storia sul sito web  dell'Associazione Culturale Ethos di Viagrande, CT, www.ethosassociazione.it e le pagine di storia patria sul sito web www.ilcampanileenna.it. Nel 2014 ha ricevuto il premio "Ethos/arte-cultura-ricerca" riservato a scrittori ennesi e della provincia di Catania per l'attività giornalistica, pubblicistica e di ricercatore. Ha ricoperto la carica di Presidente  del Kiwanis Club di Enna, nel quale ha svolto l'attività di Addetto Stampa.

  

  Luigi Prestipino nasce a Enna nel 1930. Consegue la maturità classica nel Liceo Classico Napoleone Colajanni di Enna. Nel 1952 ottiene un impiego precario presso l’Ente Fiera dell’Agricoltura di Enna e, successivamente, viene assunto presso la Camera di Commercio di Enna. Prosegue la sua carriera presso lo stesso Ente sino a quando consegue un coefficiente giuridico equiparato a Vice Segretario Generale. Vincitore di concorso pubblico, nel 1977 va a dirigere il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale della Provincia di Enna. Per la competenza acquisita, di volta in volta è chiamato a dirigere i Consorzi Industriali di Caltanissetta, Agrigento, Caltagirone, Trapani, Ragusa. Infine conclude la sua attività lavorativa con la funzione di Direttore Generale del Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Palermo. Nel 1961 consegue il diploma della scuola di Sviluppo economico presso l’Unione delle Camere di Commercio in Roma mentre continua la sua preparazione in economia in molti corsi di specializzazione e aggiornamento a Napoli presso il Centro studi della Cassa per il Mezzogiorno. Nei vari anni ottiene numerosi incarichi tra cui di particolare rilevanza la elezione a Consigliere Nazionale di Amministrazione dell’ANCOL- IPAS nel 1983 e la nomina quale Amministratore Straordinario dell’Unità Sanitaria Locale n.19 della Sicilia nel 1993. Per tre legislature è eletto Consigliere Comunale di Enna ove svolge anche funzioni di Assessore. Esperto in pianificazione territoriale e commerciale redige numerosi studi in varie parti della Sicilia. Monografie di carattere economico pubblicate: Aspetti sociologici di una zona depressa (1961); Esame del settore zootecnico nel piano di sviluppo dell’economia agricola della Provincia di Enna; (1961); Aspetti economico-sociali sulla struttura della popolazione in provincia di Enna (1961); Appunti sulla programmazione economica (1965); Il consumo delle carni in Sicilia (1967); Fatti e problemi della emigrazione in provincia di Enna (1968); L’esodo della popolazione agricola (1968); Il grano duro nella libera economia del Mercato Europeo (1969); Agricoltura Meridionale e C.E.E (1970); Obiettivi di una politica degli insediamenti industriali in Sicilia (1970). Nel campo letterario nel 2009 pubblica il racconto “Successe a Calazolfina”, nel 2010 pubblica una storia a sfondo autobiografico “Un carusu da Judeca”. 
              
 Silvio Raffiotta, nasce ad Aidone (EN) nel 1948, magistrato ad Enna, ha coltivato gli studi su Morgantina a fianco della missione archeologica americana, seguendone i lavori e i risultati nelle periodiche campagne. È autore di un libro sull’argomento (Morgantina, la storia e i resti di una antica città di Sicilia, Palermo, 1984) e di numerosi articoli di stampa diretti alla conoscenza, valorizzazione e tutela del patrimonio archeologico nazionale, per il quale ha offerto contributi specifici anche in campo professionale in inchieste legate all’ esportazione illegale di opere d’arte.



 
mario renna autori ennesi cisi onlus biblioteca enna

Mario Renna nasce ad Enna il 07/10/1942. Consegue la maturità Classica presso il prestigioso Liceo Napoleone Colajanni di Enna nell’anno 1962/63. Dopo avere svolto attività lavorative all’interno del sindacato, nel  1981 fino al 1990 è stato eletto Segretario generale della CISL Ennese. A causa  della norma statutaria che prevede la incompatibilità fra cariche sindacali e cariche politiche si dimette. Candidato alle elezioni provinciali del 1990 viene eletto a pieni voti Consigliere della Provincia Regionale di Enna rimanendo in carica fino al 1994. Nel 1995 si ritira a vita privata: è questo un momento adeguatamente preparato per tempo e da tempo. Se nel 1990, al momento delle dimissioni da Segretario generale della CISL ennese, pubblica “Una Politica , i suoi interessi intellettuali idealmente vanno a collegarsi con l’altro libro “L’uomo alla ricerca di se stesso”; tale nuovo interesse  trova sfogo, per cosi dire, nell’altro libro  “Il mistero del Sacro Gral”, stampato nel 1998. L’autore continua a scrivere tanti altri saggi che ad oggi non hanno trovato luce nella pubblicazione. 

       

annarosa restivo autori ennesi cisi onlus biblioteca enna

 
Annarosa Restivo è nata ad Enna nel Marzo 1945. Autodidatta, disegna con impegno da circa dieci anni. Due personali al suo attivo, entrambe ad Enna. La prima, nel giugno del ’77, sotto gli alberi di un giardino pubblico; la seconda, nel maggio dell’81, al “Centrostudi ‘3 A’ – arte contemporanea”. Nello stesso anno, a Catania, assiste a tre seminari di tecnica ed espressione corporea riguardanti il mimo e la danza-terapia, e questa sua insolita esperienza si traduce in TRACCE.

simona restivo autori ennesi cisi onlus biblioteca enna

Simona Restivo nasce a Enna nel 1971, vive e lavora da 20 anni a Parigi. Laureata in Economia e commercio si é specializzata in marketing di lusso nella business School ESSEC di Cergy Pontoise, Parigi. Dopo aver lavorato come quadro dirigente in diverse multinazionali francesi e americane, ha deciso di seguire la sua passione per la gastronomia italiana e siciliana in particolare, creando la propria società : APOGEI SARL. Da oltre 10 anni fa conoscere ai consumatori francesi i prodotti gastronomici artigianali e tipici della tradizione siciliana. Autore del libro “Tout Pistache “ edizioni Albin Michel, continua a scrivere della Sicilia e della cucina siciliana sul suo blog: www.apogei.com/blog

riccobene lucio autori ennesi cisi onlus biblioteca enna


Vista l’esiguità dei testi tecnologici, non certo imputabili a pigrizia mentale dei docenti ma alla limitata disponibilità del loro tempo e, soprattutto, alla mancanza di serenità turbata da lavoro estenuante imposto da scolaresche eccessivamente numerose. Ci siamo adoperati  per la elaborazione del presente testo che è stato scritto anche, per eliminare agli allievi il dover prendere appunti durante le lezioni in modo che possano seguire meglio le spiegazioni del docente. Questa prima stesura non ha avuto, purtroppo, una veste tipografica dignitosa; per questo speriamo ci potranno essere perdonate talune lacune, tra le quali è da ricordare la non trattazione completa della parte artistica. Infatti si noterà uno squilibrio tra parte tecnologica e parte artistica; ciò è dovuto alla carenza di elaborazione che consapevolmente abbiamo dato alla visione delle opere musive, in special modo per ciò che riguarda la stilistica, che ci riserviamo di trattare nella nuova edizione tipografica che, come speriamo, l’anno prossimo il testo assumerà. A coloro che si accingono allo studio della tecnica musiva, alla quale si debbono cosi grandi conquiste nel campo applicativo ed artistico, ed a coloro che vorranno segnalarci le manchevolezze e gli errori, sperando che il testo raggiunga gli scopi prefissi vada fin d’ora la nostra gratitudine. L’indispensabile collaborazione tecnica è stata fornita da: Paolo Lombardo (II^ Ingegneria Elettronica Politecnico di Torino)  e da Brunetto Marasà per la parte letteraria. L’Autore

Questo libro nasce dallo stimolo di ricerca e di studio del Dr. Lucio Riccobene, psicologo, impegnato nell’esame della complessa sfera del comportamento umano. La psicologia del lavoro viene qui presentata e proposta alla luce del suo svolgimento storico nell’area culturale europea ed extraeuropea, come mezzo di crescita umana, ma anche come mezzo di sviluppo sociale ed economico. Tale disciplina, per il nostro ricercatore, che naturalmente assume come punto di riferimento l’autorevolezza degli studi di Padre Gemelli, s’innesta nel più ampio contesto della psicologia sociale. Il concetto di operatività sociale dell’individuo è fondato sulla compresenza essenziale di diverse fasi nello sviluppo del singolo: qui viene privilegiata la fase del fattore umano nel lavoro che si esplica nel gruppo, passaggio necessario per l’optimum dell’espansione umana, sociale e politica di ciascun componente. Questo processo che possiamo indicare come itinerario per la socializzazione è esaltato nel presente volume ed utilizzato in chiave pedagogica, psicologica ed educativa nel gruppo primario parentale e negli organismi scolastici colleggiali. Sono particolarmente lieto di presentare questo studio che va lodato per il contributo che reca al problema, per la sua impostazione sul piano generale dei fenomeni sociali esaminati e per le implicanze politiche e microeconomiche che ne derivano.  Giuseppe Punturi



 Luigi Riccobene è nato a Enna il 27 settembre 1927. Primogenito di tre figli, all’età di 7 anni rimane orfano del padre e perciò privato del suo basilare sostegno economico, morale e protettivo. Benchè privo di beni di fortuna, frequenta con profitto l’Istituto Tecnico Commerciale e consegue il diploma di ragioniere all’età di 18 anni. Aveva tanto bisogno di lavorare per aiutare la famiglia, che poteva contare solo su di lui; ma dovette trascorrere un anno prima di trovare provvisoria sistemazione all’Ufficio Razionamento e Consumo del Comune di Enna. Nell’attesa, però, lavorò come manovale edile. All’Ufficio Annonario, dopo un mese dalla sua assunzione, lo raggiunse il reduce di guerra Francesco Cannarozzo, in seguito divenuto il “Giorgio Simenon italiano” con lo pseudonimo di Franco Enna. Era il corrispondente per la provincia del “Corriere di Sicilia” e gli fece da cronista. Fu anche segretario amministrativo della Coop. Di Produzione e Lavoro “Napoleone Colajanni”, costituita in seno al P.R.I. di Enna; attività che svolgeva, prevalentemente durante le ore serali. Soppresso l’Ufficio Annonario, venne licenziato con tutto il resto del personale. Decise, così, di emigrare in Belgio dove lavorò per sei anni nelle miniere di carbone e per undici mesi nella Soc. Solvay a Couillet. Ricevuta la notizia della sua assunzione al Municipio della sua Città lasciò frettolosamente il Belgio, per non tornarci mai più. L’impiego in Comune fu transitorio. Dopo poco più di un anno si sistemò, definitivamente, all’Inam. Nel 1971 fu trasferito d’Ufficio a Parma, dove ha ricoperto cariche direttive sia all’Istituto Malattie, sia all’Inps. Da pensionato, ha eletto domicilio e residenza, con la famiglia, nella Città emiliana, della quale apprezza la storia, la cultura, l’arte, la qualità di vita e la signorilità della sua gente. Ci lascia il 13 novembre del 2010 per Riposare In Pace nel Cimitero di Parma.

 

Mimmo Riggio è nato a Villarosa (EN)  il 19/12/1945. Dal 1983 risiede a Enna. Dal 1974 al 2009 ha prestato servizio, in qualità di funzionario amministrativo, presso l’Ufficio Scolastico Provinciale di Enna. Vedovo dal 1987, ha due figli: Angelo Giosuè, dottore in Musicologia e Musicoterapeuta; Rosario Giacomo, docente abilitato in Letteratura Italiana e Storia. Nell’anno scolastico 1964/1965, ha conseguito il diploma di Maturità Classica presso il prestigioso Liceo Ginnasio Statale “Napoleone Colajanni” di Enna. Nel 2009, ha pubblicato con Bonfirraro Editore il libro di Poesie “Niente ossia nulla”. Così, della Sua poesia, ha scritto Carmelo Bonarrigo: “Nella poesia di Mimmo colgo segni manifesti e inconfondibili di una soda e rilevante cultura classica. La Sua poesia è soggettiva, sincera, appassionata in specie quando canta le gioie dell’amore. La Sua poesia è piena di grandiosa fantasia e di grazia delicata e serena. Mimmo è figlio di Tibullo e di Properzio. È in corso di pubblicazione, per i tipi di Bonfirraro Editore, il libro “Enna, da Provincia a Consorzio”, scritto con Maurizio Di Fazio.

 



 

Bruno Rindone nacque ad Enna l’1 novembre 1943, da Alfredo Rindone, chirurgo ennese, e Antonietta Sparacia, castelvetranese. Suo padre Alfredo era a sua volta figlio di Edoardo Rindone, lo storico maestro elementare di Enna, e di Enrica Grippaudo. Bruno Rindone crebbe a Palermo, dove suo padre Alfredo esercitava la sua professione, frequentando il liceo classico Giuseppe Garibaldi, ma passava le estati ad Enna, dai nonni. Questa dimestichezza con Enna e il suo ambiente continuo’ anche quando Bruno Rindone si trasferi’ a Milano per studiare chimica all’Universita’. Gli esami della sessione autunnale li preparava ad Enna, nei mesi d’estate. Si laureo’ in Chimica nel 1966. E ad Enna portava la figlia piccola, Micol, per una quindicina di giorni durante le vacanze estive. E cio’ si ripete’ anche con gli altri due figli, Giulia e Giovanni. Intanto Bruno Rindone aveva intrapreso la carriera universitaria come professore di chimica organica presso l’Universita’ di Milano, l’Universita’ di Cagliari, l’Universita’ di Milano-Bicocca, insegnando anche chimica dell’ambiente. Ando’ in pensione allo scoccare del sessantacinquesimo anno di eta’, nel 2009, iscrivendosi al corso di laurea in Lingue e Culture del Mediterraneo e del Medio Oriente dell’Universita’ Ca’ Foscari di Venezia, laureandosi nel 2015. Cio’ gli permise di aggiungere alle lingue indoeuropee che aveva studiato anche lo studio della lingua araba e della lingua turca. La produzione scientifica consiste in piu’ di duecento pubblicazioni su riviste internazionali dotate di referee, in quindici libri, nella partecipazione o nella direzione di progetti finanziati dalla Comunita’ Europea, dal Ministero dell’Universita’ , dalla Fondazione Lombardia per l’Ambiente e da svariati Enti pubblici e Societa’ private. Bruno Rindone ha anche agito come amministratore della sanita’ pubblica a Milano, e, in particolare, e’ stato Presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ente Ospedaliero “Istituti Clinici di Perfezionamento” dal 1979 al 1982. E’ stato anche Assessore all’Ambiente per il Comune di Segrate dal 2008 al 2009. 

                                                                          





















































Mario Rizzo nasce a Enna nel 1958 dove vive e lavora come medico internista ospedaliero. E’ al suo terzo scritto umoristico: “Il Cordaro” segue “Ratatata” e “Deja vu quotidiano”. Ha in tasca un tesserino poco usato di giornalista pubblicista. E’ un tifoso poligamo del Napoli, del Palermo e per ultimo del Torino. Con il libro “Deja vu quotidiano” si è classificato al terzo posto alla seconda edizione  del premio Umberto Domina. La storia prende spunto da un dato quotidiano, nel senso più esteso. In Italia in pochi comprano il giornale, ma molti lo leggono. Grazie a bar, ma soprattutto a barberie che lo utilizzano come indice di attrazione. Luoghi che diventano cosi sublimi circoli spontanei di cultura alternativa. Dove si può rimanere coinvolti in dibattiti scatenati da lettori di frodo, occasionali o abituali, che attingono da notizie lette senza pagare alcun dazio, giustificandosi con la pressante necessità di essere informati.  Con la pubblicazione di “Ratatata” diviene finalista della terza edizione. Cinque storie semiserie tra verità e fantasia. Spunti attinti dalla vita di provincia. Ha chiesto il giudizio di famiglia prima di sbilanciarsi nella pubblicazione.

    


Valentina Rizzo
nasce a Enna, Giornalista Pubblicista ed Antropologa; Vive a Bologna dove si è laureata con lode in Antropologia Culturale ed Etnologia, con una tesi sperimentale sui riti praticati sull’Altopiano del Madagascar, studiati sul campo nel 2012 come ricercatrice, vincitrice di un bando per antropologia dei sistemi religiosi; Vincitrice del Bando VI Ciclo della Scuola di Formazione di Terzo Livello, è attualmente specializzanda presso la Scuola in Beni demo-etno antropologici dell’Università di Perugia;  Componente il Consiglio Direttivo Nazionale degli Antropologi (ANPIA); Relatrice in diversi convegni e seminari. Tra gli altri, si evidenziano quelli organizzati da: Città di Bologna, Università di Bologna, Università di Pisa, Università di Venezia, Irfoss di Padova, Fondazione del Monte e il Resto del Carlino, l’UEPE, Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Bologna. Impegnata per i  diritti umani e civili è redattrice e fondatrice del settimanale “Ne Vale la Pena” dalla Casa Circondariale Doza, e Responsabile del  progetto “Verde al Fresco” per Planimetrie Culturali, con il quale ha vinto il Premio Collaborazione Civica presso il Mast di Bologna nel 2015, il Premio Cittadinanza Attiva nel 2014 e il premio Bologna Città Civile e Bella nel 2013. Componente il Comitato Scientifico per la mostra “Donne a Bologna” organizzata dall’Associazione Spigolo Tondo, dall’Istituto Gramsci, dalla CGIL e dall’ANPI;  responsabile dell’Ufficio Stampa per l’Associazione Civita di Roma nel progetto Guide d’Autore; Organizzatrice della Mostra UNICIBO – Museo di Antropologia (Alma Mater Bologna), attualmente collabora con la Scuola di Specializzazione Dea in Beni Demo Etno Antropologici dell’Università di Perugia e il Sistema Museale d’Ateneo dell’Università di Bologna. Ha scritto la rubrica “I pensieri di Arturo”, per la testata giornalistica Dedalomultimedia, fino al 2015.
Pubblicazioni:
La dolce Evasione: ricette dal Carcere di Gazmend Kullau, a cura di Valentina Rizzo, 2015,  realizzato nell’ambito della rassegna sulla Giustizia Riparativa, con il supporto della Regione Emilia Romagna. Le foto, i ritratti e i volti di una rappresentazione di donne a Bologna, in Quando le donne a Bologna… ( a cura di Valentina Di Stefano e Valentina Rizzo), pubblicato nel 2016 con il patrocinio dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna e del Comune di Bologna. Pubblicazione in corso dell’articolo “Face to Face with Heritage. From Africa a san icon of the colonial Italian consciosness to the contemporary enhancement of cultural diversity throught the collection of Cipriani’s masks”, accolto al convegno Internazionale sui Beni Culturali Scenari 2015 organizzato da Ca’ Foscari Università di Venezia.



 Carlo III Rosso, Barone di Cerami, appassionato storico, cultore e difensore dei beni culturali della sua città,  nasce a Enna nel 1862. Attraverso incarichi prestigiosi nelle Istituzioni cittadine, cerca indefessamente di apportare modernità, cultura e progresso. Benefattore, attento cultore e difensore dei beni demaniali, nel 1910 con un atto di beneficenza concede l’acqua alla Congregazione di Carità in rappresentanza dell’ospedale Umberto I. Nello stesso anno diviene membro laico del regimento della Chiesa Madre e presenta istanza nella quale chiede che quest’ultima non ricada sotto la giurisdizione di Piazza Armerina e mantenga la sua autonomia. Nel 1919 ospita nella propria tenuta in contrada Carrangiaro un folto gruppo di prigionieri di guerra austro-ungarici, provenienti da Vittoria, a cui fa costruire le future aule per la scuola rurale aperta nel 1936. Essi lasceranno a ricordo della loro permanenza preziose e commoventi lettere di ringraziamento per i giorni sereni passati nell’ex feudo Carrangiaro, lontani dagli orrori della guerra. Nel 1920 è Presidente della Congregazione di Carità delle Orfanelle, oggi sede della Soprintendenza BB CC. Nel 1927 diventa Commissario straordinario del Consiglio Provinciale di Economia, nel 1930 Presidente della Commissione Conservatrice Monumenti, incarico che gli permette di fare restaurare la  scala elicoidale della “Torre di Federico” e di evitare che parte del Castello di Lombardia continui ad essere usato come carcere.  Nel 1931 evita che il Prefetto, come aveva già deliberato, destini il piazzale antistante la Chiesa di San Giovanni a pubblico mercato.  Nello stesso anno è Vice Console Onorario di Spagna con giurisdizione nelle province di Enna e Catania. Nel 1933 diviene vice Presidente del Consiglio Provinciale di Economia e nel 1934 consigliere Regionale del Banco di Sicilia. Nel 1936 come sopra detto per contrastare l’analfabetizzazione nelle campagne del territorio, riesce a fare aprire, nell’antico casale di sua proprietà, una scuola rurale  destinata ai figli dei contadini. La scuola sarà attiva fino alla seconda metà degli anni ’50. Nel 1937 è Presidente della sezione Industria e Commercio del Consiglio Provinciale dell’Economia. In qualità di Commissario prefettizio della Congregazione Carità ottiene che si venda parte parte del Monastero di San Marco, della ex Chiesa di San Giuseppe e di San Benedetto, destinando il ricavato all’ospedale e all’orfanotrofio. Nel 1940 ottiene un attestato di benemerenza per l’appassionata attività in favore delle Istituzioni di beneficenza, tra cui il sussidio ai poveri. Conclude la sua lunga vita all’età di 90 anni per riposare in pace nella tomba di famiglia del cimitero di Enna, dopo aver speso molta parte della vita nell’applicazione dei suoi principi basati soprattutto sulla convinzione che il progresso è fondato soprattutto sul rispetto del proprio passato.

    


Alfredo Rutella
 nasce a Enna il 17 settembre 1901. Compì gli studi a Messina, conseguendo il diploma magistrale. La sua prima attività culturale lo vidi artista bohèmien, aperto a tutte le esperienze che il tempo gli offriva, e fu nel 1921 attore teatrale ed anche autore del testo di qualche canzone. I primi versi d’amore furono dedicati ad una fanciulla di nome Pina, ma ben presto l’insegnamento e il matrimonio con la compaesana Stella Posabella impressero al Nostro un nuovo ritmo di vita. L’ontano ormai dalle trasgressioni goliardiche e gravato di problemi familiari che opacizzarono la sua attività artistica, la quale usciva dalla penombra per apparizioni fugaci che non gli consentirono la giusta notorietà. Negli anni Venti fu collaboratore di periodici ennesi e del settimanale “Tic – tac” di Messina. Dopo la parentesi del quinquennio d’insegnamento a Sospirolo (Belluno), nel 1929 rientrò a Enna, dove per alcuni anni prima, nel ’24, aveva pubblicato un volume di trentotto poesie con il titolo “Mennuli amari”, “dedicato a tutti l’amiciuzzi veri e cari”, con prefazione del Prof. Luigi Lo Monaco. Nel 1953-54, dopo quasi un trentennio da “Mennuli amari”, pubblico  per le Edizioni “Aregi” di Enna la sua seconda raccolta di liriche dal titolo “Cunfidenzi”. Il 6 giugno del 1957 il poeta moriva nella sua Enna e tanti scritti, e forse tanti sogni e propositi letterari rimasero nel cassetta. Il quale, ancora oggi, non ha del tutto svelato a noi il suo segreto, tranne per alcune liriche inedite e raccolte nel volume “Stizzi d’acqua”, estremo omaggio a tanto Maestro da parte di un gruppo di suoi ex alunni “i ragazzi del ’47”.

    




Rudy Vago è lo pseudonimo di Bruno Salerno che nasce ad Enna il 15 agosto 1948 dove frequenta le scuole Elementari e le Medie. All’età di 15 anni si trasferisce a Roma dove continua i suoi studi fino al diploma di Geometra. Sempre nella città eterna inizia le attività lavorative, da tassista  a imprenditore.  Da sempre coltiva la passione per la scrittura e in tarda età pubblica due Romanzi di cui l’ultimo lo dedica ai suoi genitori. Rimane legatissimo al suo luogo natio con il quale mantiene vivo il legame con tutti i suoi parenti.







 

Questa storia immaginaria si svolge tra il 1970 e il 1985 e racconta la vita di John, un americano che ha tutte le caratteristiche per rappresentare un modello per il suo paese, ancora immerso nel sogno di essere la più grande democrazia del mondo e la potenza che lo difende contro il “male”. Lo scorrere normale della vita di John si interrompe per un evento tragico: il suo ferimento accidentale durante una sparatoria al centro di New York. Questo cambierà profondamente la sua vita e quella dei suoi familiari. Entra in uno stato di coma e non si sveglia, nonostante la medicina ufficiale non sappia darsene una spiegazione. Le sue reazioni, però, fanno pensare che dietro quel corpo immobile non ci sia il nulla, ma qualcosa di simile ad un sogno che il personaggio vive in una dimensione diversa dalla realtà. Sprazzi d’amore, amicizia, eroismo e compassione per i deboli scandiscono i momenti salienti del racconto, che si svolge con il ritmo di un triller. Poi, inaspettatamente, la svolta: dopo tanti anni ad aspettare che lui si svegli, entra in campo il coraggio della moglie Cinzia. Lei non ha mai abbandonato il suo uomo, non si è fatta un’altra vita e decide di intervenire per tornare da lei. Potrà l’amore di una donna compiere il miracolo?

  

“La cantina era il rifugio di Kris, il posto ideale per leggere un libro in santa pace. La stanza era silenziosa come un motore spento. C’era la biblioteca, con i suoi libri, poi il divano e la poltrona di pelle bianca, su cui spesso si addormentava; l’ambia finestra dai vetri a pena a pena azzurrati, da cui si vedeva il retro del giardino, dove in un angolo aveva riposto gli arnesi per curare le piante, la piccola cuccia per Zecca e l’automobile a pedale di Hannah. Si entrava dalla porta dietro la scala del salone.”

   
  
Nino Savarese, nasce a Enna l'11 settembre 1882, è morto a Roma l'8 gennaio 1945. Esordi’ con Novelle d’oro (1913)  seguite dal romanzo L’altipiano in cui si sentono gli echi lirici della rivista letteraria La voce alla quale collaborò. Successivamente si orientò verso la prosa d’arte della Ronda, unendo all’espressione stilisticamente nitida un fine moralismo, talvolta attardato dal desiderio di documentare scrupolosamente le immagini e i pensieri. Anche il suo fare giornalismo si muove in questa direzione, nell’intento di far emergere dimensioni poco note dell’Italia, nella prediletta atmosfera mitica. Opere PubblicateNovelle d’oro (Napoli 1913)- L’altipiano (Roma 1915) - Ploto, l’uomo sincero ed altri racconti (Milano 1922) Ricordi di strada (Foligno 1922) Gatteria (Roma 1924) Malagigi (ivi 1929) Storia di un brigante (Milano 1931) Storie e fantasie (ivi 1932) Rossomanno (Roma 1935) Singolari avventure (Lanciano 1936) I fatti di Petra (Milano 1937) Il capopopolo (ivi 1940) Novelle d’ogni sorta (postumo, ivi 1958) La semina nella bufera (ivi 1960) Favole drammatiche (Caltanissetta 1962) Nuove favole drammatiche (a cura di P. Marletta, Firenze 1976) Pensieri e allegorie (Firenze 1920) La goccia sulla pietra (Torino 1930) Operette (Roma 1933) Sul romanzo Italiano (Palermo 1938) Cose d’Italia (Firenze 1940) Ricerca di alcune cose di Francia (Roma 1943) Cronachetta siciliana dell’estate 1943 (ivi 1945)

 


Maria Savoca nasce a Enna il 26 febbraio del 1931. Storica e  biografa  di  Napoleone Colajanni.  Ha curato la pubblicazione del volume “Napoleone Colajanni ad Angelo Ghisleri, carteggio 1878-1919” con sapienza, dottrina e  con generosa dovizia di dati la giusta collocazione in una ben precisa temperie, consentendoci di assegnare più agevolmente a quella nobile figura di Uomo onesto, coraggioso e integerrimo, la funzione di guida, esempio e monito tra tanto pervicace dilagare di fenomeni spudorati e irrefrenabili di ostinata corruzione. Ci lascia il 18 agosto del 2010 per Riposare in Pace nel Cimitero di Enna accanto a Suo fratello Gaetano.


Gaetano Savoca, Ingegnere. È nato a Enna il 10 febbraio 1934, lì ha frequentato le scuole dell’obbligo e successivamente il prestigioso Liceo Ginnasio Napoleone Colajanni dove conosce, tramite l’amico comune Angelo Campanile compagno di classe, Giuseppina Furnari di Agira, piccolo paesino dell’entroterra ennese, che diverrà l’amore della sua vita. Trasferitosi a Napoli alla fine degli anni sessanta, ha cominciato a coltivare in vario modo le arti visive, ormai da molti anni con impegno primario. Coerente solamente con l’intento programmatico di ricercare forme, tecniche e modalità sempre nuove. È stato un artista difficilmente collocabile, tranne un riferimento prevalente riconoscibile nella Pop Art in tutte le sue espressioni. Attento a ogni manifestazione culturale anche al di fuori delle mura del suo atelier, ha contribuito alla fondazione di un sodalizio fra artisti che annovera fra i soci alcuni pittori poeti scrittori: l’Associazione Culturale Artisti di San Martino, di cui era presidente. Ingegnere esperto di discipline organizzative, è autore di numerose pubblicazioni tecniche, mentre per quindici anni ha coordinato le attività di edizione di una rivista di scienze manageriali. È stato autore inoltre di: La noia la passione i sentimenti, Poesia e immagini, Ulisse & Calipso, Napoli, 1999; Noi e Leonardo, Saggio sull’arte contemporanea, Lalli Editore, Poggibonsi, 2001; Ti giunga il mio pensier consolatrice, Le cartoline fotografia a soggetto umano in Europa, Editrice Fratelli Alinari, Firenze, ( in corso di pubblicazione postuma). Ci lascia il 19 dicembre 2003 per Riposare In Pace nel Cimitero della sua amata città natale accanto alla sorella Maria. 

  
 
Paolo Scarlata, Imprenditore, nasce nel 1931 a Motta Camastra in provincia di Messina, quasi per caso poiché papà Vincenzo e mamma Rosina Restivo si trovavano lì per lavoro. Passa la sua infanzia ad Enna, dove riposano i suoi genitori, a 14 anni con tutta la famiglia si trasferisce in Belgio. Studia dai Salesiani ottenendo la promozione di Scienze Politiche Commerciali.  Attualmente vive tra Bologna, Taormina e Miami. L’esordio autobiografico in letteratura avvenne con “I ricordi dei miei primi ottant’anni. La sua vena letteraria viene confermata con la pubblicazione del romanzo “Il Commissario Bonacini”.  “Lo smemorato di Firenze è la sua ultima opera. Insieme alla moglie Emma Bonacini ama viaggiare. Felicemente nonno di Alice, Greta, Martina e Valentina quest’ultima che è una Scarlata e omaggiata da tutti i professori in quando dicono che è un genio letterario. I figli Patricia, Petrick e Fabricia pur essendo nate in Belgio mantengono un forte legame con le radici paterne e di tanto in tanto giungono a visitare Enna e i suoi defunti.
  

 

Maria Luisa Scelfo nasce ad Enna l’8 maggio 1945. Laureta in Lingue e Letterature straniere, ha svolto la sua attività di docente di Lingua e Letteratura francese all’Istituto Universitario di Magistero di Catania come Esercitatore di Lingua, Cultore della materia, Professore a contratto. Successivamente ricercatore presso la Facoltà di Scienze della Formazione, e Professore associato alla Facoltà di Lingue e Letterature straniere di Catania. Le sue ricerche si sviluppano su due piani: lo studio dell’Ottocento e del Novecento francesi, con particolare riferimento ai collegamenti con la letteratura italiana, e la francofonia, con particolare attenzione alle letterature della Svizzera romanda e del Canada. Ha curato la pubblicazione di atti relativi a convegni nazionali ed internazionali. Parecchi soggiorni in Francia e in Svizzera le hanno consentito di aggiornarsi sul piano linguistico e di condurre ricerche che si sono concretizzate in pubblicazioni. Si è occupata di scrittori italiani, francesi e svizzeri con articoli pubblicati su quotidiani e riviste letterarie. E’ stata vicedirettore del Dipartimento Diseur; ha fatto parte del Comitato tecnico-scientifico del Centro Linguistico e Multimediale di Ateneo di Catania; ha fatto parte del Consiglio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in Francesistica.  Partecipa alla preparazione di convegni ed organizza incontri culturali. E’ sposata con Gaetano Daniele Caprino.

Pubblicazioni:

Albert Béguin critico, “Teoresi”, rivista di cultura filosofica diretta da Vincenzo La Via, anno XXXI, n. 1-2 (gennaio-giugno 1976). Estratto.

Manzoni e il Romanticismo in una dimensione europea, “Idea”, rivista mensile di cultura, anno XXXIX, Roma 1983. Estratto.

Béguin e Raymond attraverso la corrispondenza, in AA. VV. L’Avventura intellettuale ed umana di Albert Béguin, Roma, Bulzoni editore, 1984, Atti di Convegno, a cura di M.T. Puleio, M.L. Scelfo., B.P. Vaccaro.

Lettere inedite di Albert Béguin a Elio Vittorini, in L’Avventura intellettuale ed umana di Albert Béguin, cit.

Georges Haldas et l’Italie, in A la rencontre de Georges Haldas, Lausanne, L’Age d’Homme, 1987.

Théophile Gautier. Una presenza francese nella Scapigliatura, Catania, C.U.E.C.M., 1989.

Pirandello e il teatro dell’assurdo, in Atti del Colloquio internazionale su Luigi Pirandello, Catania, C.U.E.C.M., 1989. Estratto.

Presenza di Amiel nell’opera di D’Annunzio?, in La Question de l’écriture, l’écriture en question, Atti del Convegno italo-svizzero, a cura di M.L. Scelfo, Catania, C.U.E.C.M., 1994.

Le teorie drammatiche nel Romanticismo, Catania, C.U.E.C.M., 1996.

La seduzione diabolica nelle novelle di Théophile Gautier, in Miti e linguaggi della seduzione, Catania, C.U.E.C.M., 1996. Estratto.

Svolte identitarie nel romanzo franco-canadese fra Ottocento e Novecento, in L’identità negata. Spazio reale e spazio immaginario nel Québec, Messina, Andrea Lippolis Editore, 1999.

H.-F. Amiel, Journal intime (Extraits), a cura di Maria Luisa Scelfo, Catania, C.U.E.C.M., Catania, 2000.

G. Haldas, Tre scrittori della relazione fondamentale (Perez-Galdos. Verga, Ramuz), Introduzione e traduzione di Maria Luisa Scelfo, Catania C.U.E.C.M., 2000.

G. de Maupassant, Le Horla, a cura di Maria Luisa Scelfo, Catania, C.U.E.C.M, 2003.

I miti impossibili. I sogni irrealizzabili di Gautier, Huysmans, Wilde, Catania C.U.E.C.M., 2006.

Una rilettura de ‘L’invitation au château’ di Jean Anouilh, Catania, 2009.

La nobildonna siciliana e il poeta francese, “Le Forme e la Storia”, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, n.s. II, 2009, 2.

‘La Chambre bleu’. Un divertissement littéraire di Prosper Merimée, “le Forme e la Storia”, cit., n.s. III, 2010, 2.

Proserpina manda a dire…, “La Sicilia”, Catania, 30 dic. 1999.

          
  Giuseppe Schepis nasce ad Enna nel 1956. Ivi cresce e sin da piccolo evidenzia una certa vivacità che mette in luce la sua innata ironia e la sua capacità a ricreare su oggetti come legno e pietra, disegni ed a scrivere in vernacolo dei componimenti che hanno anche ricevuto vari riconoscimenti. La sua vita è stata segnata da vicende dolorose che hanno creato un solco nella sua anima sensibile e generosa, ma la forza ad andare avanti  la trova nei suoi 3 figli, unico motivo di gioia. Lavora da circa 35 anni nel locale ospedale come infermiere, ed anche li è stimato per la sua bontà e generosità. Nonostante tutto, ha saputo trasformare il dolore in versi di incredibile intensità e struggente malinconia che sicuramente lasceranno un segno a chi si accosterà alla sua poesia



Giacomo Scinardo Tenghi nasce a Capizzi nel 1943. Il paesino dei Nebrodi resterà presente nella sua memoria solo per pallidi ricordi. Nel 1947 si trasferisce ad Enna con la famiglia e ritornerà tra la gente che lo vide nascere soltanto in rare occasioni, riportando ad ogni viaggio impressioni paesaggistiche e di costume di soffusa e struggente malinconia. Terminate le elementari non vuole più saperne di scuola. All’età di 11 anni incomincia  a peregrinare da un luogo di lavoro all’altro. Erano gli anni dei ragazzi delle “zolfare”, dei  “picciriddi” tuttofare. Pittore, Poeta e Scrittore ha tenuto mostre personali in diverse città d?Italia e numerose collettive con notevoli consensi di critica. Ha pubblicato 3 volumi: I Colori della notte; Don Calogero e infine L’intelligenza cresce. 



    
  
Luciano Sciuto, nasce a Giarre (CT) nel 1908. Ha vissuto per lunghi anni a Enna. Appuntato dell'Arma Benemerita, ha fatto la guerra in Africa Orientale (1935 - 1946). Scrive nel 1968 il Romanzo “La Donna Dipinta”. Possiede l'anima dell'attore ed il pathos dello scrivere.  
 

Carmelo G. Severino è architetto presso il Dipartimento Politiche del Territorio del Comune di Roma, dove si occupa dei problemi del recupero e della riqualificazione urbana. Svolge attività di ricerca, nel campo dei fenomeni territoriali, privilegiando le analisi dei processi formativi delle realtà urbane, con particolare rifermento alle città della Calabria e della Sicilia. Ha pubblicato per l’ editore Laterza, nel 1988, il volume “Crotone”, nella collana “Le città nella storia d’ Italia” diretta da Cesare De Seta. È autore di numerosi saggi ed articoli, apparsi su riviste specializzate, quali Storia Urbana, Urbanistica Informazioni, AR, Bollettino della Società Geografica Italiana,…In particolare “Nel Cinquecento di Enna”, su “Demetra – Semestrale di Architettura ed Arte” (n. 3/1992), e “Città e territorio in Sicilia: formazione e sviluppo della rete urbana siciliana (secoli XVI – XIX)” su “Geografia – Trimestrale di ricerca scientifica e di programmazione regionale” (n. 1/1994).

 

 

 
Sergio Severino nasce a Enna nel 1960. Professore associato di Sociologia generale presso  l’Università “Kore”. E’ presidente del corso di laurea in Servizio sociale, coordinatore del dottorato in  Sociologia dell’innovazione (XXV ciclo). Ha insegnato presso le università di Catania, Messina,  Palermo, Riga, Varsavia, Budapest, Dobrich e Siauliai. Negli ultimi anni ha realizzato studi e ricerche  sulla “disaggregazione” e sulle dinamiche dei gruppi online.




Mario Sgrò nasce nel 1958 ad Enna dove vive da sempre. Negli anni settanta il sogno per il calcio lo allontana per qualche stagione da Enna. Nel 1980, rientrato per giocare nell’A.S. Enna,  incontra il mondo delle automobili da cui non uscirà più. Venditore prima  e concessionario dopo  nella vita professionale; pilota  gentleman driver  nello sport automobilistico; cultore ed appassionato del collezionismo motoristico. Socio fondatore del CASTEN ( Club Autostoriche di Enna ),  ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio Comunale dove è stato eletto nel 1998 e nel 2000 fino al 2005 ed è  Presidente del Consorzio Ente Autodromo di Pergusa dal 17-11-2008 al 16-06-2011. Attualmente impegnato nel settore delle auto e moto d’epoca di cui è esperto intenditore.

 

Angelo Signorelli nacque  a Enna l’8 aprile 1933. Conosciuto come il “mago delle favole” per la simpatica abitudine di presentare i suoi libri attraverso accattivanti giochi di prestigio, visse in Friuli dal 1969 dove era arrivato come ufficiale di complemento. Uscito dall’esercito per dedicarsi all’insegnamento, dimostrò una predilezione particolare verso le attività motorie e l’animazione teatrale, coltivando però una predilezione per “l’affabulazione” orale e scritta ispirandosi alle ricche tradizioni della sua terra ed a quelle altrettanto ricche del Friuli  Venezia Giulia fino ad offrire apporti originali e talvolta innovativi. Nel 1987 con  La legge del più forte,  vinse il prestigioso premio letterario “H.C. Andersen” considerato uno dei più importanti nel settore della letteratura per l’infanzia. Il racconto inserito nel libro L’arcobaleno della fantasia ( pubblicato nel 1988 dopo aver ottenuto, come opera inedita la medaglia d’oro “Premio Boccaccio” di Roma), può ancora oggi essere considerato come uno dei migliori apparsi negli ultimi anni della sua produzione. Angelo Signorelli, personaggio prolifico in diversi settori, ha dato alle stampe oltre una ventina di pubblicazioni:alcune sono state tradotte in lingua slovena, croata e friulana e, una, in lingua inglese. Nel corso della sua attività ha spesso ottenuto premi letterari e riconoscimenti importanti: tra questi  il Premio “Euno” del Kiwanis International Club, che viene assegnato annualmente ad un cittadino ennese distintosi per meriti artistici. Pur vivendo lontano dalla sua terra egli soleva dire: ” Io non mi sono mai allontanato , neanche per un solo  istante dalla mia patria natìa: Enna è sempre  in me”. In effetti il suo cuore era legato ad Enna dove spesso si recava per ritrovare sensazioni, amici ed affetti ma dove portava anche il bagaglio delle sue creazioni con una serie di manifestazioni al Teatro Garibaldi:” La legge del più forte “ “Cori cori u lacu mori” , “ La principessa delle nuvole” favole rappresentate dagli alunni delle scuole elementari del Plesso Fundrisi e del Circolo De Amicis , scuole con le quali manteneva sempre contatti  come la presentazione del libro “Codamozza”   e delle ultime pubblicazioni che prendevano spunto dallo studio del corpo umano.

Enrico Sinicropi nasce a Enna l’uno aprile 1886. Insegna presso la Scuola Regionale d’Arte di Enna. Studioso intellettuale e cultore della storia antica. Nel 1957 scrive il libro, che si aggiunge degnamente ai molti altri,  intitolato “Enna Nella Storia nell’Arte e nella Vita” e lo dedica al Comm. Paolo Savoca Sindaco della Vetusta Enna. Libro che ancora oggi viene di sovente consultato da diversi ricercatori e studiosi. Tant’è che nella biblioteca comunale di Enna l’unico esemplare risulta consumato e in diverse parti illeggibile. Il Prof. Sinicropi è un solitario, assolutamente immune da qualunque orgoglio, serio e fecondo di mente, onesto in ogni atto della Sua vita. La prefazione è del prof. Luigi Cascio che scrive: Mentre  vede la luce questo volume, è doveroso dargli atto della fatica veramente encomiabile con cui ha saputo condurre le minuziose e diligenti ricerche, ed ha sottoposto a critica severe ed illuminata ogni particolare della vetusta Enna. Una storia di Enna è da molto tempo richiesta da Ennesi e da Forestieri, studiosi e turisti, i quali meravigliati e anche sorpresi dalle innumerevoli bellezze dei monumenti esistenti, hanno avvertito sempre il bisogno di avere una organica trattazione ed una guida per meglio conoscere ed apprezzare tanti tesori elargiti alla nostra Città dalla Natura e dall’Arte. Sinicropi è un solitario e dotato di molta modestia. Ciò forse ci ha privati della possibilità di conoscere tante altre opere di sicuro valore storico ed estetico, che, essendo tuttora inedite, sono note soltanto ad una ristretta cerchia di Suoi amici ed ammiratori. Desidero, pertanto, in questa occasione manifestare l’augurio che sulla vasta attività letteraria di Enrico, sull’esempio del sindaco della città, Comm. Paolo Savoca, si appunti l’attenzione di autorità e studiosi, perchè gli sia data la spinta e la possibilità di licenziare alle stampe almeno le più significative delle numerose opere da Lui elaborate: da <<Escursioni nelle Tenebre>>, a <<Profili Stravaganti>>, da <<Iniziazioni alla scienza pedagogica>> a <<Trattamento pedagogico del dolore sociale>>, da  <<Realtà fantasia>> a <<Storia ed estetica delle Istituzioni Ecclesiastiche e Feste della Provincia di Enna>>, da <<Pedagogia del carattere morale>>, a <<Ippolito Pindemonte nel drammatico tramonto della Repubblica Veneta>>, da <<La Scuola negli ideali della vita>>, a <<L’ambiente politico economico e didascalico del lavoro (La Scuola Regionale d’Arte Ennese)>>, da <<Albe e tramonti>>, a <<Canti popolari Ennesi>>. Ci lascia un grande vuoto il 16 dicembre 1962 dove riposa nella tomba di famiglia nel cimitero di Enna. 

 
 Alessandro Spadaro, Imprenditore e consulente manageriale, nasce a Enna il….  













 
                      

Luigi Svaluto Ferro è nato a Catania nel 1928. Si è trasferito ad Enna nel 1955, dove ha esercitato l’avvocatura ed è stato docente di materie giuridiche nell’Istituto tecnico. E’ stato, nel tempo, amministratore dell’Ospedale Umberto I di Enna, Consigliere Provinciale, componente della Commissione Provinciale di Controllo.Nel corso degli anni ha assunto la rappresentanza politica provinciale di Enna delle maggiori formazioni politiche della sinistra. Nel 2008, già ottantenne, ha scritto una raccolta di poesie: “La vita immaginata” (Ed.Il Lunario) ed un racconto: “Uccelli senz’ali”, entrambi in tiratura limitata non destinata alla vendita.


     
 
Liborio Termine nasce a Enna. E’ docente di Storia e Critica del Cinema all’Università di Torino e Kore di Enna. Ha, tra l’altro, pubblicato: l’Estetica della Simulazione (Torino, 1976), problemi di critica e metodologia del cinema (Torino 1979), dentro l’immagine (Torino 1979), la scrittura fotografica (Firenze, 1987), un eretico innocente (Palermo 1987), Pirandello D’Annunzio e il Cinema (Palermo 1988). Considera il “divertissement” che qui si pubblica un’eccedenza, una “vacanza estiva” della sua normale attività scientifica. Ha diretto unità di ricerche presso il Dipartimento DAMS. Ha svolto insegnamenti in Università straniere (Inghilterra, Spagna, Islanda, Francia). Ha partecipato a convegni nazionali e internazionali. E’ stato Preside della Facoltà di Lingue all’Università di Torino e attualmente ricopre l’incarico di Preside nella Facoltà delle Arti e della Comunicazione dell’Università di Enna, dove si è trasferito nell’anno acc. 2009-2010.

  

 Calogero Timpanaro  














      

















Salvatore Giuseppe Trapani Geometra, nasce a Villarosa nel 1938 ma vive da tanto tempo a Enna. E' figlio di un minatore delle miniere di zolfo. Ricopre le cariche di presidente della Lega delle Cooperative e Mutue della provincia di Enna  e della Lega per l'Ambiente. Realizza numerose iniziative volte a sensibilizzare  l'opinione pubblica al recupero ed alla valorizzazione dei siti minerari dismessi. Nel 1993,è nominato con decreto del Presidente della Regione Siciliana, primo presidente dell'appena costituito Parco minerario Floristella-Grottacalda di Enna. La passione e l'interesse verso le miniere e il mondo che esse rappresentano l'ha portato a compiere studi e ricerche che sono confluiti nel documentato volume: "Donna Flo“ il parco minerario Floristella-Grottacalda un racconto lungo 14 anni dal 1984 al 1998...nelle terre di Castrogiovanni.                                         

     

     

Todaro Gioacchino, nasce ad Alia (Pa) il 18/09/1938, trasferitosi a Caltanissetta dove ha conseguito il diploma di Ragioniere e Perito Commerciale. Dall'uno settembre del 1966 vive ad Enna dove ha lavorato presso l'Intendenza di Finanza. Sposato con Antonietta La Paglia, ha due figli: Mauro e Dario. Da pensionato coltiva l'hobby della poesia che lo ha appassionato fin da giovane. Trae ispirazione da fatti o eventi di vita quotidiana correnti o passati che spesso esprime in lingua dialettale. Appunto, la poesia " U Dialettu" è stata premiata nel concorso letterario di identità Siciliana tra cultura e folklore/2016, indetto dalla Proloco Proserpina di Enna. Gli amati nipotini: Giulio ed Enrico sono gli ispiratori delle poesie per l'infanzia.

  




Cinzia Farina        Mariangela Vacanti        Fenisia Mirabella

 Angelo Varelli nasce ad Enna nell’ aprile del 1932. Da bambino spesso si reca nelle piccole tenute del nonno  materno. Durante la IIª  Guerra Mondiale, vive, per parecchi mesi, in una casa di campagna, dal  momento che i bombardamenti avevano distrutto le case di città. Inizia gli studi presso le scuole  medie e quindi frequenta il Liceo Classico “Napoleone Colajanni” di Enna. Diplomatosi nel 1952, si  iscrive alla facoltà di Chimica presso l’ Università degli Studi di Milano. Dopo il primo anno interrompe  gli studi per motivi familiari e si impiega, quale cottimista, presso la Camera di Commercio di Enna  per circa un anno. Dopo questa esperienza si trasferisce all’ Università degli studi di Palermo, sempre  alla facoltà di Chimica e si laurea in Chimica: Ramo Organico-Biologico. Per un anno lavora quale  collaboratore scientifico della Ditta Recordati, casa farmaceutica milanese. Quindi insegna per sei  anni Chimica, Chimica Analitica e Laboratorio, presso l’ Istituto Tecnico Industriale di Piazza Armerina  (EN). Nel 1969 viene assunto quale Assistente Chimico presso il Laboratorio Analisi dell’ Ospedale  Umberto I di Enna. Qui svolge le funzioni di chimico fino al grado di Direttore Chimico del Laboratorio  Analisi. Nel 1997 pubblica il libro sul dialetto ennese “L’ Ennese, parole, frasi, aneddoti…”. Si rende  sempre più conto di essere innamorato del dialetto e delle tradizioni ed inizia ricerche su canzoni,  preghiere, frasi idiomatiche, proverbi, ecc. che sono l’ oggetto del presente lavoro.  Opere pubblicate: L’ Ennese, parole, frasi, aneddoti… 1997; Ricurdannu vol. 1 2005; Ricurdannu vol. 2 2007.

  

Anna Giudice Vascella nasce a Enna il 25 luglio 1959 da mamma siciliana e padre argentino. Da giovane frequenta le scuole elementari di Fundrisi e del De Amicis dove incontra l’indimenticabile maestra Concetta Mustazza. Successivamente insieme alla famiglia si sposta nel nord Italia dove attualmente vive con i due figli a Rosate, in provincia di Milano. Appassionata geologa, arricchisce la passione per la narrativa, per la poesia e per le fiabe viaggiando alla scoperta di terre e popolo lontani.  Ha pubblicato 3 libri e un ebook. Al libro “Capricci Tempestosi” gli è stato conferito un attestato del premio Giovanni Verga dell’accademia di Catania oltre ai tanti successi riscossi nei concorsi letterari per poesie e fiabe di cui alcune sono state inserite in antologie. 




Milagros Olmedo, studentessa in archeologia all’ultimo anno di università, si trovava in Egitto da tre mesi, a Luxor, con suo marito Jorge Braga, archeologo e capo della spedizione e altri due archeologi. Stavano lavorando agli scavi nella tomba reale della principessa Meritamon, figlia di Nefertari e di Ramses II e avevano portato alla luce preziosissimi gioielli di valore inestimabile, appartenuti alla principessa. L’entrata del tempio era fiancheggiata da colossali statue, figure sedute dei suoi genitori, Ramses II e della sua sposa reale Nefertari. La tompa di Nefertari QV66 della XIX dinastia è tra le più belle della valle delle regine. E quella di Meritamon QV68. Ramses II era KV7 (acronimo di King’ss Vally 7). Milagros aveva imparato a memoria tutte le sigle che identificavano le tombe della Valle dei Re…

Yesenia, giovane e disinvolta, vive in Messico con la donna che l’ha cresciuta, bianca. Il passato della protagonista nasconde una verità che si rileva, sullo sfondo di una tormentata storia d’amore, costando la vita a persone a lei molto care. Il racconto, legato a un gusto diffuso di prevalente ispirazione sentimentale, assume i toni del “giallo”, dando vita ad una storia coinvolgente, costruita senza forzature, in cui il dialogo permette al lettore di entrare nell’animo dei personaggi, sapientemente descritti. Lo stile, limpido e lineare, sostiene una vicenda non priva di svolte imprevedibili concatenate da una buona consequenzialità. La rasserenante sorpresa finale appare al lettore come un plurale sviluppo degli eventi. 





Sanpietroburgo 1879, Alexandra fin dalla nascita viene adottata da Irina una zingara, che assieme a sua madre Galina crescono la bambina. Alexandra, conosce una donna malvagia, la contessa Sofja che dopo averla scoperta ad origliare, fa chiudere Alexandra in carcere. Sofja stava tramando un terribile assassino. Alexandra dopo alcuni mesi, riesce ad evadere e dal quel momento in poi, la sua vita cambia. Viene a conoscenza di un segreto, che la conduce poi dentro i sontuosi saloni del Palazzo d’Inverno, ornati di malichite, marmi pregiati e oro zecchino. Nella sua vita, avrà momenti belli e momenti orribili. Assiste impotente all’assassino dello zar. La malvagia Sofja rende ancora la vita difficile ad Alexandra che cerca in tutti i modi di venderla a dei malviventi vikingi, perché è venuta a conoscenza che la ragazza è la nipote...

La giovane giornalista Cheyenne Matthews trova in fin di vita sull'altare della chiesa Ludovic, il sagrestano del reverendo Douglas Matthews padre della donna. È stato pugnalato, ma prima di morire, la costringe a recarsi a Roma, per iniziare ad indagare prima sulla morte misteriosa di sua moglie Vivien e poi sulla ricerca dei frammenti della Sacra Croce misteriosamente scomparsa nel 1347, precisamente nel monastero di Santa Chiara. Cheyenne rimase incredula a quella strana rivelazione, che alla fine accolse la sua richiesta.




Anna Vasquez  è avvocato e docente di discipline giuridiche ed economiche. Ha collaborato per diversi anni con il giornale  "La Sicilia". Ha ricevuto il premio speciale della giuria nel Premio internazionale  di poesia "Nuove lettere" indetto dall'Istituto Italiano di Cultura di Napoli, con la silloge "Fiori nel deserto". Vive ad Enna insieme ai suoi tre figli.







Il romanzo è ispirato a fatti realmente accaduti nella Sicilia del dopoguerra e, precisamente, dal 1949 al 1952 a Troina, piccolo paese dell’entroterra siciliano, durante la costruzione di una colossale opera di ingegneria :la diga Ancipa. Si esplorano le trasformazioni socioeconomiche e culturali determinate da un evento esterno e straordinario rappresentato dall’arrivo in un paesino economicamente arretrato e culturalmente chiuso di un ingente flusso di denaro e di una moltitudine di gente proveniente da tutta Italia. La storia si sviluppa su due piani: uno corale, in cui sono narrati i momenti salienti della costruzione della diga: l’inaugurazione, la nascita del movimento sindacale, la “contaminazione” fra due culture diverse, quella operaia del nord e quella contadina del sud, gli scioperi per tutelare i propri diritti, la crisi di una borghesia agraria che stenta a trasformarsi e, momento centrale del romanzo, da cui deriva appunto il titolo: la tragedia alla galleria (la quarta finestra) che ,invasa dal grisù, causa la morte di ben tredici lavoratori, che sacrificano la loro vita in una tragica gara di solidarietà ed eroismo.
L’altro livello del romanzo, che si intreccia col primo, narra le storie d’amore fra alcuni protagonisti : quella spezzata dalla tragedia nella galleria fra Marcello e Marisa ,coppia proveniente da Milano e trasferitasi a Troina per la costruzione della diga, quella che modifica la vita di Franco, geometra genovese e Stella, ragazza del luogo, che concludono felicemente il loro rapporto amoroso con il matrimonio, quella finita tragicamente fra Eleonora , figlia milanese del direttore dei lavori e Filippo, figlio di un proprietario terriero locale. Un microcosmo palpitante di amori, dolori, gioie e lutti che diventa metafora della vita, dell’Italia che vuole rinascere dalle macerie della guerra , di una comunità che come neofita sperimenta in modo poco ideologico la militanza politica e sindacale. Sullo sfondo vi è pur sempre una Sicilia bellissima nei paesaggi, ricca di opportunità ma avara nella capacità di coglierle, aspra e nello stesso tempo generosa, una Sicilia con tutte le contraddizioni, le speranze, il pessimismo e la voglia di riscatto che da sempre la caratterizzano e ne fanno una terra “unica”.



 

Angelo Vetri nasce ed opera a Enna. Socio ordinario della società di storia patria per la Sicilia Orientale

(Ente Morale – Istituto Universitario: Catania)

Maurizio Vetri nasce a Enna nel 1958. Si trasferisce a Roma dove frequenta la Facoltà di Architettura e dopo pochi anni apre il suo studio fotografico specializzandosi nei settori della moda e della pubblicità. Realizza numerose campagne di comunicazione per conto di prestigiose agenzie pubblicitarie internazionali ( Saachi & Saachi Compton, Studio Testa etc..) Partecipa anche in svariate produzioni come direttore della fotografia collaborando alla realizzazione di filmati pubblicitari, spot. istituzionali aziendali, corti e lungometraggi. Collabora con svariate testate giornalistiche nazionali e internazionali per le quali produce immagini e reportages distribuiti dall’agenzia Grazia Neri di Milano e dall’agenzia Londinese Pandora News. In questo periodo integra alle sue attività anche quella di produzione grafica e Art Director realizzando copertine di dischi, campagne di comunicazione e grafica per manifesti.   Nel 1998 rientra a Enna dove continua la sua attività integrandola a Regie di cortometraggi,  documentari e spot.  Si interessa alla produzione di grafica computerizzata specializzandosi in modellazione 3D e animazione. Nel 2002 apre a Enna “STUDIO MAURIZIO VETRI IMMAGINE E COMUNICAZIONE VISIVA” attivo ad oggi, dove riunisce tutte le discipline finora praticate. Nel 2004 fonda la Casa Editrice “MAURIZIO VETRI EDITORE” realizzando numerose pubblicazioni e tutt’ora attiva. Nel 2011 edita il mensile freepress “ENNALIFE” di cui detiene la proprietà insieme all’omonimo sito web. Il 2015 lo vede lo vede nel doppio ruolo di editore ed autore di due volumi fotografici: “SLOW MOTIONS - visioni dal venerdì Santo a Enna”, e l’ultimo “PALIO dei BERBERI- Cavalli e Cavalieri a Calascibetta”. Vive e lavora a Enna
 
 

Renata Vetri Mannino è nata il 10.10.1930 dal Prof. Giuseppe Vetri e dalla N.D.Tanina Grimaldi. Ha studiato all’Istituto Tecnico per Ragionieri Duca d’Aosta di Enna e successivamente ha  conseguito il diploma di maestra per l’infanzia con abilitazione al grado preparatorio e il diploma di insegnante di Economia Domestica. Sposata con Dino Mannino il 18/02/1948, madre di cinque figlie Mariolita, Ludovica, Rossana, Arianna e Marcella, nonna di sette nipoti e due pronipoti. Donna di non comune intelligenza , sensibilità ed equilibrio ha profuso con generosità le sue qualità in famiglia e nella professione essendo stata per 35 anni stimatissima maestra di scuola materna. Tali qualità emergono dai suoi scritti , da lei definiti “pensieri e riflessioni”, che toccano sia momenti personali di particolare intensità sia impressioni e osservazioni sull’ambiente nel quale è  vissuta del quale ha saputo cogliere con grande capacità espressiva (anche con l’utilizzo del vernacolo ennese)  le peculiarità. È venuta a mancare nel Febbraio del 2016 .


Una raccolta di pensieri poetici di rara bellezza, poesie che come tele svelano, immagini vere impresse coi colori reali attraverso l'uso della lingua Siciliana ma non solo. Pregiate col sapor d'antico ,nella loro semplicità, sono sempre commoventi e veritiere in grado di trasmettere al lettore   emozioni . L'amore e l'attenzione  per la terra Siciliana l'archetipo dunque dell'opera. Una  silloge come uno scrigno prezioso , una raccolta di maturi pensieri ed immagini, attraverso cui la  poetessa svela magistralmente aspetti crudi come di rara bellezza dell' Isola Sicilia.
Giuseppe Mistretta








 Paolo Vetri, avvocato e scrittore
Castrogiovanni (10 luglio 1826 - 30 ottobre 1891)





















   
 
Angela Vicari nasce a Leonforte nel 1963 e vive da oltre 20 anni a Enna. Laureata in Scienze Agrarie presso l’Università di Catania,  insegna tuttora  presso l’Istituto Tecnico Industriale di Piazza Armerina. Al fine di valorizzare il territorio della Provincia di Enna da un punto di vista turistico ed  enogastronomico, ha scritto tre “Guide Turistiche”,  grazie alla sua passione per l’Enogastronomia. Felicemente sposata madre di due stupendi figli, Ornella  e Salvatore. Quest’ultimo da un grande aiuto per il ricavo fotografico indispensabile alla realizzazione delle opere. Attualmente ha riscoperto l’amore per la pittura realizzando quadri e partecipando a varie mostre.

  
Gaetano Vicari nasce a Enna nel 1930, sposato con Giovanna Ferrarello, ex funzionaria della Provincia regionale di Enna. E’ stato funzionario comunale e responsabile del servizio elettorale del comune di Enna e, per diversi anni, Sindaco revisore dell’Associazione Sportiva “Enna Calcio”. Cofondatore del Comitato promotore per i diritti dei cittadini, si è sempre attivato e si attiva ancora oggi, come coordinatore, per la soluzione delle varie problematiche socio-culturali della Citta di Enna. Socio della Società di Storia Patria per la Sicilia Orientale; è stato anche diversamente impegnato nel sociale, sia come sindacalista sin dal 1952 nella C.G.I.L. dove ha ricoperto e ricopre diversi incarichi, sia come promotore di diverse petizioni popolari, tra cui quella presentata alla Camera dei Deputati nel 1973, per il riconoscimento giuridico ed economico del lavoro della casalinga. Per i suoi meriti, è stato insignito dal Presidente della Repubblica nel 1987 del titolo di Cavaliere al merito e nel 2008 di Ufficiale. Ha pubblicato nel 2000 il libro “Storie di lotte e di conquiste nella Provincia di Enna. Testimonianze e protagonisti". Nel 2012 pubblica il libro "Conoscere Enna attraverso la storia dei quartieri.
 
  

  Vicari Giuseppe detto Pino nato a Enna il 2 Novembre 1927. Titolo di studio scuola media, figlio di minatore. Iscritto al P.C.I. all’età di 17 anni nella Gioventù Comunista. Nel 1947 Vice Segretario Provinciale della Federazione ha partecipato alla lotta contro il feudo e la mafia, assieme a Pio La Torre, per la riforma agraria. Nel 1951 eletto Segretario Provinciale del P.C.I. sino al 1956, nel 1957 eletto Segretario Provinciale della C.G.I.L.. Nel 1952 eletto Consigliere Comunale, al Comune di Enna sino al 1980. Assessore in due amministrazioni. Per quarant’anni ha prestato servizio al laboratorio Provinciale Igiene e Profilassi. Attualmente pensionato. Sposato da sessant’anni con Cristaldi Antonietta, padre di tre figli e nonno di quattro nipoti. Ha militato sempre nello schieramento della Sinistra Riformista, cattolico convinto, praticante ed impegnato. Scrittore a tempo perso, i suoi scritti riguardano fatti accaduti e in parte vissuti personalmente.
    

Venerina Vicari nasce a Enna dove vive e lavora. Docente di Disegno e Storia dell’Arte presso il Liceo Scientifico di Piazza Armerina, con specializzazione polivalente per alunni diversamente abili. Ha conseguito l’Accademia di Belle Arti  corso di Pittura nel 1990 ed ha  partecipato a diverse mostre di pittura riscuotendo consensi e critiche, lavorando  anche nel  campo della grafica pubblicitaria per importanti ditte. Ha conseguito l’abilitazione  come Guida turistica      abilitata per la regione Sicilia 1999 svolgendo la professione fino ad oggi. Ha ampliato le sue conoscenze professionali conseguendo una Laurea in Restauro ,Recupero e Riqualificazione dell’architettura nel 2008, ed  una Laurea Magistrale in Architettura nel 2014.

Con questo foglio di presentazione del <<La Grotta dei Santi>> intendiamo sottolineare il duplice scopo della ricerca di Venerina Vicari. Anzitutto essa vuole essere uno strumento di informazione e di collegamento con coloro che nel recente passato hanno mostrato interesse al problema; poi vuole essere una stimolazione per far conoscere a chi di dovere, cittadini e amministratori ennesi, i tesori d’arte (religiosi e culturali) che Enna possiede. Ma la Grotta dei Santi è proprio un <<tesoro>> da rivalutare? L’inclemenza del tempo e il mutare dei gusti, sembrerebbero consigliare di <<lasciar perdere>>; di contro la recente attenzione di alcuni studiosi e il valore in sé degli affreschi bizantini – dipinti sulle nude pareti – sembrerebbero portare a conclusioni positive diverse. Tra questi ultimi s’inserisce il lavoro di Venerina Vicari. Ci piace evidenziare alcuni tratti significativi. Prima di tutto, l’originalità dello studio storico-artistico dotato di interessanti tavole fotografiche, nonché il certosino e lodevole censimento dei monasteri basiliani nella Sicilia normanna, con la loro ubicazione territoriale, e la ricca, utile e coerente bibliografia. Si riaffaccia così l’ipotesi dell’esistenza di una laura basiliana in contrada S. Calogero; laura caratterizzata da un certo numero di celle separate scavate nella roccia e abitate, si suppone, da monaci anacoreti viventi in eremitaggio ( forse i prodromi dell’attuale Monastero di Montesalvo, oppure quale <<imitazione>> degli ingrottati?). Altro tratto significativo della ricerca, forse uno spunto di approfondimento? Ma ci sono più (o no) ricercatori? Se no, perché no?: perché secondo noi manca il coraggio e la fiducia nell’utilizzo dello studio. Ma se pur manca l’interesse religioso, ne sopravanza quello delle radici storiche di una ben individuata comunità, come ad esempio quella di Enna, la cui civiltà si perde nella notte dei tempi. Lo studio ci fa nascere qualche altra riflessione sui rapporti tra i religiosi monastici e la comunità ennese. Si è sempre evidenziato il rapporto che Enna ha avuto con la religione, ( Tempi a Cerere, ad Allah, a Maria Madre di Cristo) e soprattutto il rapporto tra gli ennesi, i basiliani, e con vari ordini monastici. Ma del rapporto degli ordini monastici (fino ai giorni nostri) con Enna, non ne abbiamo notizia. Secondo noi se per un verso Enna ha dato, dall’altro ha ricevuto. Si pensi, ad esempio, al ruolo della religione per aver la stessa <<seminato nel carattere degli ennesi un modello, un codice di comportamento>>; cosa questa che tuttora la fa unica tra le popolazioni degli Erei, tanto che da essi – e lo afferma Cicerone – ha imparato il valore della filosofia intesa quale categoria della tolleranza umana. Enna ha onorato, dunque, sempre il suo <<debito>> - iscritto nei libri dei secoli scorsi – nella maniera più alta. Ospitalità, donazioni, tolleranza, protezione sono state presenti nella coesistenza della vita e delle ragioni dello spirito. Tutto ciò facendo mente al passato. Ma oggi? La religiosità degli Ennesi (e non solo di essi) si è indebolita, motivo per cui i monumenti ( o le stesse laure) vengono trascurati e abbandonati; è così che la <<forbice del debito e dell’avere>> si allarga a vantaggio dei religiosi. Si ha comunque la potenzialità per ripristinare l’equilibrio, atteso che la storia ci dice che sono stati gli ennesi a trarne il maggior vantaggio. La ricerca di Venerina Vicari ci suggerisce questa e altre riflessioni; ciò ci fa ben sperare, essendo basata sul bisogno di <<rilanciare>> la identità storica socio-religiosa-culturale di Enna. Proprio alla cultura bisogna ritornare <<è la cultura a renderci liberi; ed ogni libro stampato è un mattone in più nella costruzione di quell’immenso edificio che è proprio la cultura umana, laddove è possibile trovare le risposte ai nostri problemi e il senso della nostra vita>>. Enna è un’isola – è stato detto da altri – con tutti i vantaggi della riservatezza e di una ben (!) calcolata solitudine; diciamo pure che è un’isola simbolica che aspetta di vedere ricostituiti e rivitalizzati i simboli del suo passato, riguardato però con gli occhi dell’attualità interpretando cioè i segni del tempo con una disponibilità a progettare e ad investire su un futuro nel quale si crede. (Magna civitas, magna solitudine?). Dall’attuale suo isolamento culturale Enna però può uscirne certamente, solo che si voglia dare più credito a giovani studiosi come Venerina Vicari e mi sembra esser questa la strada da percorrere -  al di fuori del nostro sentimento o della nostra passione -  se vogliamo cogliere dal rapporto Enna-religione, l’occasione per saldare il nostro debito che nell’ultimo secolo ripetiamo si è fatto sempre più cospicuo.  Vito Cardaci

 

 

Davide Vigore nasce a Enna nel 1989, regista e sceneggiatore. Si diploma al centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema. Nel corso degli studi ha realizzato documenti e cortometraggi. Nel 2015 vince il Premio Doc/it e i DocUnder30 (Miglior Film e Miglior Regia) con il film “fuorigioco”  mentre nel 2016 con la Compagnia Solitudine è finalista al Bellaria Film Festival




 
 

A mio Padre e a mia Madre che non mi hanno mai detto di lasciar perdere

La Viaggiatrice è un cortometraggio scritto e diretto da Davide, presentato nel 2016 alla 73^ Mostra internazionale del Cinema di Venezia. La sceneggiatura inizia con un interrogativo: si può rubare ad una ragazza la sua giovinezza? Hind lavora da anni come badante presso la casa di una persona anziana: trascorre le sue giornate facendo sempre le stesse attività, la sua vita è una routine infinita fatta di giorni uguali. Vive in un presente continuo, nella spasmodica attesa di qualcosa, di qualcuno. La sera, dopo aver messo a letto l’anziana signora, si rifugia nella sua camera piena di sogni. Sarà proprio l’anziana signora a farle capire l’importanza della giovinezza…

Sera
Anonimo

Mariacatena Gennuso

Stefano Bonsignore

Flavia Giunta

Davide Vanaria

Abel Bordonaro

Dario Pellerone

Josè Trovato













 
Fotografie di:
Andrea Lattuca
Fabio Marino
Maria Pia Modica
Ivan Piscitello
Giovanni Puglisi















Saggio introduttivo di:

Giancarlo Pintus

Presentazione di:

Domenico Valvo







AUTORI: Carana - Carpita - Di Bella - Di Natale - Estero - Gullotta - Pastorelli  
Riggio - Scilipoti - Scinardo Tenghi - Strazzante - Vicari


 
Francesca Nestler Giordano nasce a Calascibetta vive a Enna. Ha lavorato nella scuola per 40 anni, di cui 30 in qualità di Direttrice Didattica. Ha costituito la sezione provinciale della S.I.E.M. (Società italiana per l’educazione musicale aderente all’ U.N.E.S.C.O.) e ha promosso in Enna una rassegna regionale corale e strumentale per scuole di ogni ordine e grado tenutasi con cadenza annuale dal 1987 al 1994. Ha ricevuto dal Ministero della P.I. – su proposta della Commissione Italiana per l’ U.N.E.S.C.O. – un alto eleogio per la dedizione e la professionalità dimostrate e nel 1989 è stata nominata membro del Comitato Ministeriale di Coordinamento per le scuole italiane associate all’U.N.E.S.C.O. , eletta dai rispettivi Dirigenti. Ha collaborato con specialisti di neuropsichiatria dell’Università di Catania per sperimentare nella propria scuola tecniche di biofeedback nell’integrazione scolastica, i cui risultati sono stati portati al 5° Convegno Nazionale di biofeedback e medicina comportamentale, tenutosi a Milano nell’ottobre del 1984. Socia fondatrice dell’Associazione “Crescere Insieme” vi svolge attività di recupero scolastico.

Maria Presti Fondacaro. Insegnante elementare in pensione, è nata e vive ad Enna. Durante gli anni di insegnamento ha partecipato a vari convegni nazionali – organizzati dalla Commissione Nazionale Italiana dell’U.N.E.S.C.O – ed è stata responsabile di un progetto sull’educazione alla comprensione fra i popoli che è stato oggetto di un alto elogio da parte del Ministero della Pubblica Istruzione per la validità dei contenuti e della metodologia. Socia della Fidapa dal 1980, dal 1998 al 2000 è stata Presidente della Sezione di Enna e, nel 2004 – 2005, Responsabile Distrettuale per i Rapporti con le Associazioni di Volontariato. È socia fondatrice dell’Associazione “Crescere Insieme”, in seno alla quale riveste la carica di tesoriera e svolge attività di sostegno scolastico.

Filomena Camilleri Giacalone nasce a Barrafranca vive ad Enna. Docente di materie letterarie, Latino e Greco, presso il Liceo Classico “N. Vaccalluzzo” di Leonforte e “N. Colajanni” di Enna, in pensione dal 2010. Per diversi anni ha coordinato, in qualità di tutor per conto del Liceo Classico “N. Colajanni”, i laboratori teatrali effettuati in collaborazione con la Compagnia dell’Arpa. È componente del Consiglio provinciale di Enna dell’ AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e socia dell’ Associazione “Crescere Insieme”, dove svolge attività di recupero scolastico.

 


 

Ida Amaradio
Tommaso D'Alba
Guido Di Prima
 
 Mario Ciancio Sanfilippo, Francesca Paola Fonte,Rosalba Fonte, Cesarina Di Dio in Fonte, Ugo Grimaldi, Michele Lauria, Angelo Moceri, Mario Borrello, Manuele Recca, Gaspare Calafiore, Antonino Restuccia, Tito Cicero, Antonella Santarello, Pino Grimaldi, Maria Concetta Alloro, Aldo Petralia, Marcello La Bella, Luigi Ferrari, Angelo Campanile, Gaetano Vicari, Angioletta Giuffrè, Pippo Primavera, Giuseppe Fiammetta, Massimo Castagna, Flavio Guzzone, Rino Realmuto, Pierelisa Rizzo, Tiziana Tavella, Salvatore Basile, Giuseppe Vecchio.
 AA.VV. Detenuti Comunitari ed Extracomunitari reclusi presso la Casa Circondariale di Enna, Scuola Primaria "E. De Amicis", Scuola Carceraria - I° Circolo Didattico - Enna.


liceo ginnasio napoleone colajanni autori ennesi cisi onlus biblioteca enna

Antologia poetica e testi critici


A cura degli studenti della III B del Liceo Ginnasio “N. Colajanni” di Enna. Anno 2000

Giovanna Cacciato, Marianna Albanese, Tiziana Arena, Francesca Barbano, Claudia Cacciato, Claudia Caponetto, Alfonzo Gatto, Giuseppe Giacalone, Salvatore Graziano, Francesca Greca, Cristina Mingrino, Veronica Motta, Elvira Rampello, Manuela Risita, Valentina Samperi, Maria Francesca Sanfilippo, Valentina Savoca, Alessandro Severino, Marisa Spampinato, Stefania Stella, Maria Taranto, Lucia Treccarichi, Sabrina Zinna

L'Azienda Autonoma di  Soggiorno e Turismo  di Enna al fine di valorizzare il territorio Ennese e i suoi monumenti produce libri, Brochure e dépliant illustrativi di pregevole fattura. Chiama a collaborare  professionisti, storici ed Enti Pubblici a cui si da merito: Rosario Agozzino, Giuseppe Ragona, Rocco Lombardo, Franco Denaro, Giuseppe Luglio, Guido Caceci, Vincenzo Chiaramonte, Alberto Fontanazza, Giuseppe Castro, Luigi Riotta, Giovanni Lo Presti, La Biblioteca Comunale di Enna, La Biblioteca di Storia Patria di Palermo, La Fondazione Mormino del Banco di Sicilia di Palermo, Giuseppe Accascina, Angela Accascina, Vittorio Ugo Vicari, Deborah Ricerca, Laboratorio Incisiva, Francesco Lunardo, Andrea Patrinicola, Sergio Marchesano, Yvonne Kohleer, Enzo Brai, Marcella Leonora, Cinzia Lo Bianco, Giuseppe Lombardo, Marcella Tuttobene, Giacomo Scinardo Tenghi, Lorenzo Granata, Concetta Rundo, Ivan Scinardo e Joseph Hornet oltre il personale di ruolo dell’Azienda.
               

 Report Progetto "Donne in Gioco"
FSE CUP: G75E12000320009
Mario Messina, Presidente CISI
Antonio Gianpiccolo, Presidente CIDEC, sede di Catania
Mauro Todaro, Presidente CNA, sede di Enna










 
 
antonio scelfo autori ennesi cisi onlus biblioteca ennaIng. Antonio Scelfo

 Riconoscimento imprenditoriale all'Ing. Antonio Scelfo
 del quarantennio della SAIS Autolinee

 AA.VV.

 Giovanni Rosso, Sindaco della Città di Enna

 Vito Cardaci, Assessore alla P.I.

 Nello Gandini

 Sen. Antonio Romano

On. Giuseppe Alessi

Avv. Giovanni Bruno

Avv. Carmelo Emmi

Dott. Enrico Caccamo

Dott. Gino Ferrari












 

 Enrico Borghese
 Giuseppe Fiammetta
 Angiolo Alerci
 Vincenzo Gagliardi
 Enrico Inglese
 Provincia Regionale di Enna
 Comune di Enna
 Ente Provinciale per il Turismo















 

Rivista realizzata dal Presidente del club Angiolo Alerci per celebrare il 50° anniversario della fondazione del Club di Enna alla presenza del Presidente Internazionale del Lions Wyane A. Madden, in visita Ufficiale in Italia. Per la particolare occasione erano presenti ad Enna anche i diciotto Governatori dei  Distretti Lions d'Italia

provincia regionale autori ennesi cisi onlus biblioteca enna  
                                                                                                                    
Cataldo ferrarello
Vincenzo Vita
Nunzio Attinà
Eugenio Amaradio
Francesco Bonasera
Enrico Caccamo
Stefano Cosentino
Pietro Lauro
Francesca Pedone
Paolo Rizzo
Michelangelo Saitta
Dante Tranchida
Rosa Virardi
Vittorio Armento
Umberto Domina
Michele Anzalone
Vincenzo Vita
Maria Lucrezia Colajanni

Correva il settembre del 1975 quando l’allora sindaco Giovanni Rosso consegnò alle stampe il primo numero della rivista Henna. Il bimestrale del Comune di Enna che per anni ha accompagnato l’attività dell’ente risaltando le spinte culturali della città. Nasce quasi battendo la ritirata. Infatti la rivista, nel primo numero, si autodefinisce “un notiziario statistico”. Nella sua essenza non sembra esserci una identità culturale ben precisa. Ma per fortuna non è così e tutte le pubblicazioni sono la prima testimonianza che la rivista è stata per anni e anni lo strumento comunicativo culturale, più forte e più importante del Comune. Fin dal numero zero, si utilizza tale numerazione in attesa di registrazione della testata al Tribunale, la comunità ennese si accorge che Henna oltre a ridimensionare la distanza esistente fra la stessa e le istituzioni è un formidabile strumento. A segnare una seconda coincidenza, senz’altro positiva e non di poco conto, è la prima uscita in contemporanea con la visita in città del presidente della Repubblica Italiana Antonio Segni. Tocca a Vito Cardaci, consigliere comunale di lungo corso della Dc e poi sindaco per diversi anni a guidare per primo le gloriose pagine. Con lui altre ed eccellenti firme: l’ex presidente della Regione Giuseppe D’Angelo, il celebre scrittore di gialli Franco Enna, al secolo Francesco Cannarozzo. La stampa venne affidata alla tipografia Tea-Italia di Palermo mentre l’editore fu Gigi Fazzi. Dopo la pubblicazione del primo numero la rivista si ferma e la seconda uscita arriva un anno dopo. Deve però indossare la fascia tricolore il sindaco Michele Lauria, 1980, perché Henna cominci ad avere una tiratura regolare. Nel frattempo la direzione dell’organo del Comune passa al giornalista Giuseppe Fiammetta. Per anni ed anni, fino al 1993, pur con primi cittadini diversi, la rivista continua il percorso della sua missione: raccontare l’attività culturale, politica e sociale del capoluogo più alto d'Europa. Poi una nuova stasi fino all’insediamento nella poltrona di sindaco di Antonio Alvano, il quale punta con decisione alla rinascita della rivista affidando l’incarico di direttore responsabile al giornalista Giuseppe Algozzino. Passano due sindacature e la fascia tricolore va a Rino Ardica il quale crede nell’iniziativa la vuole sempre impegnata, ma più giovane, più bella, più accattivante. Nomina un nuovo direttore responsabile, il giornalista Paolo Di Marco, al quale chiede di continuare con il tradizionale impegno culturale e istituzionale ma regalando alla rivista una veste nuova. Henna si trasforma nella grafica, diventa a colori e assume una veste tipografica che affascina. Copertine a tutta pagina, fasci di colore che si alternano per dare uno stacco fra gli argomenti trattati all’interno di un mai esaurito percorso omogeneo. Da aggiungere contenuti pronti a dare luce a quanto aveva prodotto e a quanto aveva in programma la comunità ennese in quegli anni, senza mai dimenticare di stringere ancora più forte il legame tra città e istituzione.  Ma siamo nel 2003 e la crisi degli enti locali ha già preso corpo nella sua più totale drammaticità e il Comune non ha più la forza di sostenere una tale spesa. E’ l’anno che segna la conclusione definitiva delle pubblicazioni della rivista Henna. La crisi economica ha messo fine ad un’esperienza che ha segnato per anni ed anni la voglia di numerosi amministratori di comunicare la propria attività offrendo ai lettori un taglio culturale.
Paolo Di Marco, 30 agosto 2015

                                                                   


Angioletta Giuffrè
Eduardo Fontanazza
Attilio Mingrino
Paolo Andolina
Guido Caceci
Franco Franchina
Enzo Timpanaro
 










La Biblioteca Comunale di Enna

Cettina Capizzi
Francesco Fiorello
Maria Sarrafiore
Paolo Schillaci
Gaetana Cristaldi
Dante Tranchida
Vito Cardaci










  
Maria Concetta Di Natale
Rocco Lombardo
Enzo Brai
Teresa Pugliatti
Silvano Barraja
Maurizio Accardi
Easy Print
Arti Grafiche Siciliane Palermo
Mons: Francesco Petralia
Vincenzo Abate
Enzo Cammarata
Elisa Di Salvo
S.E. Mons. Vincenzo Cirrincione 






 Michele Lauria, Sindaco della città di Enna

  Francesco Mancuso, Assessore all’Urbanistica

  Eliseo Fonte, Segretario Generale

  Giovanni  Fontanazza, V. Segretario Generale

  Vincenzo Buscemi, Ingegnere Direttore U.cio Tecnico

  Giuseppe Gagliaardi, Legale del Comune

  Salvatore Presti, Dirigente Sezione Urbanistica

  Francesco Toscano,

  Funzionario Sezione Urbanistica
 

 
Sandro Pertini Presidente della Repubblica Italiana, Michele Lauria Sindaco della Città di Enna, Giuliano Procacci, Massimo Gangi, Marina Tesoro, Arturo Colombo, Luigi Lotti, Giorgio Sola, Silvio Beretta, Marisa Bottiroli Civardi, Giovanna Angelini, Ferdinado Vegas, Giuseppe De Stefani, Franco Della Peruta, Enzo Sciacca, Eugenio Guccione, Carlo Mongardini, Stefano De Seta, Calogero Valenti, Anna Maria Cittadini Ciprì, Donatella Pacelli, Roberto Tumminelli, Carmelo Vetro, Francesco Luigi Oddo, Luciano Russi, Virginio Paolo Gastaldi.





Lorenzo Floresta, Giuseppe Murgano, Vera Andolina, Silvano Arcidiacona, Simone Cammarata, Sergio Cancelliere, Giorgio Carana, Luigi Carpita, Guandalina Di Natale, Massimo Estero, Francesco Paolo Fulco, Mario Giunta, Speranza Messina, Giuseppe Murgano, Alessandra Randazzo, Luigimarco Randazzo, Claudia Russo, Giuseppe Schepis, Concetta Scilipoti, Salvatore Stornello, Eleonora Strazzanti, Davide Venezia. 
Art. direction Marco Paco Severino.










      

 

Liberamente. Periodico di attualità, politica e culturale

Editore: Associazione Liberamente

Direttore Responsabile: Massimo Greco

Direttore Editoriale: Enzo Conte

Capo-redattrice: Lucia Bandinu

      

 
                  Giuseppe Candurra                                   Vincenzo Littara

Paolo Orsi (Rovereto, 1859-1935) archeologo, membro dell’Accademia dei Lincei e senatore del Regno dal 1924, dalla direzione di biblioteche passò a quella del museo di Siracusa e alla Sovrintendenza alle Antichità della Sicilia orientale, della Calabria e della Basilicata. Illustrò le necropoli di Siracusa, Gela, Camarina, e guidò gli scavi a Locri e Rosarno. La sua produzione scientifica, disseminata in riviste e in atti accademici, abbraccia tutto il campo dell’antichità fin dalle più remote origini al mondo cristiano, estendendosi anche a monumenti bizantini e saraceni

   








 

MARIO  AYALA ROSSO (1815-1878)



    

Il Canonico,della chiesa di San Francesco di Assisi di Castrogiovanni, Angelo Potenza Lauria nasce a Castrogiovanni, (1814-1882)














    Dipinto del 1861 di Giuseppe Scillia

  
Barone Romano del Pizzuto. Castrogiovanni


 
ADAMO LIBORIO
ALBA SALVINA
ALERCI ANGIOLO
ALGOZZINO GIUSEPPE
AMARADIO EUGENIO
AMATA SANDRO
ANZALONE ANGELO
ANZALONE MICHELE
APRILE GIUSEPPE
ARDICA GIUSEPPE
ARGENTO ORNELLA
ARGENTO SALVATORE
AVENI ANTONIO
BARBANO LAURA
BELLOMO GIUSEPPE  M.
BIONDO GAETANO
BLANCA AGATA
BLANCA DOMENICO
BONARRIGO CARMELO
BONASERA ALDO
BRUNO VINCENZO
BUSCEMI SEBASTIANA F.
CACCIATO ALBERTO
CACCIATO ANGELO
CAMELI TULLIO
CAMMARATA ENZO
CAMMARATA PAOLO
CANCELLIERE SERGIO
CANDURRA GIUSEPPE
CANNAROZZO GIOVANNI
CASANO MARIA ANGELA
CASCIO FRANCO
CASCIO LUIGI
CERENZIA MARIA PIA
CHIELLO FILIPPO
COLAJANNI NAPOLEONE
COLAJANNI VITTORIO UGO
COLIANNI PAOLO
COLIANNI ROSARIO
COLINA TONY
COPPOLA LIBORIO M.
COPPOLA PAOLO
CORRADINI ANNA MARIA
CRISTALDI  CARMELA
CUCI GIOVANNA
D'AFFRONTO ANDREA
DE FRANCISCO ANNA M.
DE ROSE PAOLO
DI BELLA MARILÙ-GIOVANNI
DI MARCO PAOLO
DI NATALE GUENDALINA
DI SALVO LIBORIO G.
DI SERIO ENZO
DI SIMONE don VINCENZO
DI STEFANO GIOVANNI
DI STEFANO GIUSEPPE
DI STEFANO VITTORIO
DIBILIO EZIO
D'ITALIA ALBERTO
DOMINA UMBERTO
DONGARRA' ANNA
EMMA FEDERICO
ENNA FRANCO CANNAROZZO
FAZZI FERNANDO LUIGI
FELICE RINO E ANTONELLA
FERRANTE GIUSEPPE
FERRARA ALDO DOMENICO G.
FONDACARO MARIANO
FONTANAZZA EDUARDO
FONTANAZZA ROXAS G.
FONTE ROSALBA
FULCO FRANCESCO PAOLO
GAGLIANO LUIGINA
GAGLIANO NINO
GAROFALO PAOLO
GENNARO GIUSEPPE
GENTILE GASPARE
GIGANTE MANTEGNA G.
GIUFFRE' ANGIOLETTA
GIUNTA MARIO
GIUNTA SALVATORE
GRECA CARLO
GRECO MASSIMO
GRIMALDI GIUSEPPE
GUTTADAURIA LUCIA
IANNOTTA SILVANA
LA BIANCA ENRICO
LA DUCA CALOGERO
LA PAGLIA LUCREZIA M.
LA PAGLIA MARIO
LA PORTA GIUSEPPE R.
LAURIA MICHELE
LIBERTINO GAETANO
LICATA LUCIA
LITTARA VINCENZO
LO CASCIO VACCARO M.
LO GIUDICE CALOGERO
LO GIUDICE GIOVANNI
LODATO BARBARA
LOMBARDO ROCCO
LOMBARDO PIPPO
LONGO FRANCESCO
LUCCHESE AUGUSTO
MACALUSO GEPPINA
MADDALENA GIUSEPPE A.
MANGIONE ANNA M.
MARGIOTTA GIUSEPPE
MAROTTA don FILIPPO
MARZILLA GIUSEPPE
MESSINA SPERANZA
MIRABELLA SANTI
MORGANA SALVATORE
NAPOLI LUIGI
ORTOLEVA ANTONIO
PARISI MAVIE
PECORA CARMELO
PERCIPALLE CARMELO
PIRRERA D. ROSSO DI CERAMI 
PIRRERA ELENA
PREGADIO CARMELA
PRESTI SALVATORE
PRESTIPINO LUIGI
RAFFIOTTA SILVIO
RENNA MARIO
RESTIVO ANNAROSA
RESTIVO SIMONA
RICCOBENE LUCIO
RICCOBENE LUIGI
RIGGIO MIMMO
RIZZO MARIO
RIZZO VALENTINA
ROSSO DI CERAMI CARLO III°
RUSSO ROBERTA
RUTELLA ALFREDO
SAVARESE NINO
SAVOCA GAETANO
SAVOCA MARIA
SCARLATA PAOLO
SCELFO MARIA LUISA
SCHEPIS GIUSEPPE
SCINARDO TENGHI GIACOMO
SCIUTO LUCIANO
SEVERINO CARMELO G.
SEVERINO SERGIO
SGRO' MARIO
SIGNORELLI ANGELO
SINICROPI ENRICO
SPADARO ALESSANDRO
SVALUTO FERRO LUIGI
TERMINE LIBORIO
TRAPANI SALVATORE G.
VACANTI M. FARINA C. MIRABELLA F.
VARELLI ANGELO
VASQUEZ ANNA
VETRI MAURIZIO
VETRI PAOLO
VICARI ANGELA 
VICARI GAETANO
VICARI PINO
VICARI VENERINA
Tutte le Genti mi chiameranno Beata
Cucina tipica ennese Ida Amaradio Tommaso D'Alba Guido Di Prima
dodici Poesia contemporanea
Amore e passione di Emanuele Fonte Giornalista
Incontriamoci a tavola. Ricette tipiche di alcuni paesi Comunitari ed Extracomunitari
Scuola Siciliana antologia poetica Liceo Ginnasio Napoleone Colajanni di Enna
Fondo Librario Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Enna pubblicazioni varie
Fondo Librario AA.VV CISI ONLUS Report vari
AA.VV Nessun Titolo Undici racconti brevi
AA.VV Antonio Scelfo-Città di Enna Riconoscimento quarantennio
AA.VV Giulio Marchese Arduino Commemorazione
Fondo Librario AA.VV FIDAPA Sezione di Enna
Fondo Librario AA.VV Rotary Distretto 2110
Fondo Librario AA.VV Lions Club di Enna
Fondo Librario AA.VV Kiwanis Divisione VI Club di Enna
Fondo Librario AA.VV Prefettura UTG di Enna
Fondo Librario AA.VV Demetra Rivista semestrale degli Architetti di Enna
Fondo Librario AA.VV 1° Centenario Liceo Ginnasio Statale Napoleone Colajanni
Fondo Librario AA.VV Mensile di Informazione della Provincia Regionale di Enna
Fondo Librario HENNA Riviste periodiche pubblicate dalla città di Enna
Fondo Librario AA.VV Comune di Enna
Fondo librario Autori per Enna
CISI Onlus
Autori Ennesi
Biblioteca degli autori Ennesi